“Se compri i feltrini per le sedie ti do il mutuo!” Chi lo dice? L’intelligenza artificiale.
È legittimo? Non lo sarà nell’Unione Europea dopo che sarà stata definitivamente approvata la legge europea sull’intelligenza artificiale. 
Anche di questo si è parlato martedì 19 marzo 2024 alla Baita delle Associazioni di Pedemonte durante un incontro organizzato dalla sezione della Valpolicella del Movimento Federalista Europeo, relatori Massimo Contri della direzione nazionale dell’Mfe, e Fabrizia Fabbro, federalista ed esperta di diritti umani.

Ci sono tre cose nel mondo attuale che stanno aumentando in modo esponenziale: sono la capacità di calcolo digitale, detta anche “intelligenza artificiale“, il numero dei dispositivi che dialogano fra di loro, detto anche “internet delle cose” e infine la quantità di memoria digitale acquistabile con un euro di spesa, detta anche “big data“.

Questi tre aspetti insieme stanno provocando una profonda trasformazione del modo di produrre in tutti i campi, dall’industria automobilistica a quella farmaceutica passando per l’agricoltura, nonché del modo di fare ricerca, dal campo farmaceutico a quello della finanza, passando per quello degli studi sulle strategie scacchistiche nonché militari.

Gli attori che usano queste possibilità hanno un evidente vantaggio competitivo: si pensi alla Tesla che nel 2023 è diventata la prima venditrice di auto in Europa, ad appena 10 anni dalla sua fondazione, oppure ai vantaggi competitivi nel campo dell’agricoltura per coloro che tramite sensori misurano dati di tutti i tipi e possono comprimere i costi e massimizzare le rese sapendo quando adacquare, arare, eccetera).

Più intelligenze artificiali

Ci sono vari tipi di intelligenza artificiale: ChatGPT è un sistema di calcolo di grande capacità che simula il linguaggio umano.
La definizione di “intelligenza” artificiale ha origine da un test ideato dal matematico inglese Alan Turing (1912-1954), secondo il quale un computer è “intelligente” quando un uomo in dialogo con esso e con un altro essere umano non saprebbe valutare quale dei suoi due interlocutori siano quello artificiale.

Ci sono vari tipi di “intelligenze artificiali”, ognuna specializzate in un certo campo. Mentre ChatGPT è specializzato nella creazione di testi, esistono sistemi utilizzati dall’industria farmaceutica per accelerare la ricerca di nuovi principi attivi.

Anche la messa a punto dei vaccini ad mRNA contro il covid ha beneficiato di questi sistemi accorciando enormemente il tempo sufficiente per giungere a risultati efficaci. Più recentemente, queste intelligenze sono utilizzate per accelerare la messa a punto di nuove sostanze antibiotiche, la maggior sfida per la salute che attende l’umanità nei prossimi anni.

Foto di ZHENYU LUO su Unsplash

Il pericolo chiamato deep fake

I calcolatori oggi non sono però solo velocissimi e potenti strumenti di conoscenza, ha sottolineato Massimo Contri, ma mezzi per fare nuove scoperte, come già successo nel campo degli scacchi, quando la IA ha saputo ideare nuove strategie di gioco.
Già ora Google dà risultati diversi ad ogni utente che ponga una stessa domanda, perché ogni utente ha una sua diversa “storia” nota all’IA tramite uno specifico e diverso “pacchetto” di informazioni. In un certo senso, l’IA ci conosce molto bene e ci capisce in un modo che sfugge agli stessi sviluppatori.

Anche i sistemi di difesa militare hanno delle IA specializzate, in grado di reagire in pochi secondi, con un vantaggio enorme rispetto ai tempi di ragionamento e valutazione di un essere umano, con costi ormai accessibili certamente non soltanto ai maggiori Stati mondiali.

Alcune IA, a partire da elementi originali di audio e di foto, sono specializzate nel creare dei falsi verosimili (deep fake) di materiale audio-video. Essi possono mettere in bocca a chiunque cose mai in realtà dette e mostrare persone in luoghi in cui esse non sono mai state. Attualmente l’IA ha ancora alcune difficoltà: recentemente è apparsa un’immagine costruita di Trump in preghiera in una chiesa, ma le sue mani giunte avevano sei dita. 

In attesa della legge europea sull’IA

Oggi il settore trainante non è la produzione ma l’innovazione, un campo però non sufficientemente sviluppato in Europa. Ecco uno dei motivi della necessità di un’ulteriore integrazione europea: per avere le risorse economiche per campioni continentali in questo campo, cosa impossibile per i singoli Stati nazionali.

L’Europa si sta dando un’ottima regolamentazione: dalle norme sulla protezione dei dati personali, biometrici inclusi, alle norme sul mercato digitale e sui servizi digitali, che includono quelle per i diritti dei consumatori. Infine, a maggio il Consiglio europeo approverà in via definitiva la legge sull’IA che ha l’obiettivo di promuovere un’IA affidabile e garantire il rispetto dei diritti fondamentali e la sicurezza: perché a nessuno sia negato in automatico un mutuo se non è solito comprare feltrini per le sedie, ma per fare in modo nello stesso tempo che l’Europa colmi lo svantaggio finora accumulato.

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