Viene presentata la terza edizione dei Quaderni della Dorsale, per i tipi di QuiEdit, l’11 dicembre presso la sede della Circoscrizione 8° a Montorio (ex anagrafe) in piazza delle Penne Nere 1 e online sul sito dell’associazione www.montorioveronese.it
I Quaderni, promossi dall’Associazione ‘montorioveronese.it’, in questi due anni hanno cercato di valorizzare il patrimonio, storico, artistico, culturale e ambientale delle comunità della Valsquaranto e Valpantena. Per qualche anticipazione rispetto all’opera, ne parliamo con Marta Morbioli, Elisabetta Albrigi e Roberto Rubele, del comitato di redazione.

Ormai con i Quaderni siamo alla III uscita, che per un gruppo musicale è sempre lo spartiacque tra successo e oblio. Come si presentano quest’anno i Quaderni?

«Direi che si presentano in ottima forma e con lo stesso entusiasmo del primo anno. L’emozione di sfogliare le pagine appena uscite dalla stampa è la stessa di tre anni fa, quando è nata l’idea di questa pubblicazione. I contributi arrivati sono davvero di alto livello e offrono al lettore la possibilità di spaziare nell’intimità della Storia, in una conoscenza emozionale che non permette di rimanere indifferenti.»

Che cosa si intendete con “intimità della Storia”?

«Significa che a raccontare la Storia sono voci e volti che hanno un’anima… significa che le vite delle persone si fondono con la vita di un’intera comunità.»

La copertina di quest’anno è molto diversa dalle precedenti. Come mai?

«La mano sapiente di Paola Braga, come negli anni scorsi, ha saputo trasformare le parole in immagini. Rispetto alle precedenti edizioni quest’anno abbiamo voluto rappresentare non luoghi ma volti, che sono un po’ i veri protagonisti di questa terza pubblicazione. Si tratta, infatti, di un puzzle di vite le cui tessere si ricompongono per formare l’immagine unitaria delle nostre vallate e della loro storia.»

Com’è strutturata la pubblicazione e quali a suo avviso sono i pezzi più interessanti?

«Impossibile stilare una classica. Tutti i pezzi nella loro poliedrica diversità sarebbero a pari merito ed è proprio questo il “bello” dei Quaderni. Possiamo dire che, come di consueto, si è dato ampio spazio alla tradizione, all’ambiente, all’arte e alla storia con inediti contributi di grande spessore, frutto di rigorosi e approfonditi studi. Oltre alla sezione “sconosciuti ma illustri” si è aggiunta anche una nuova sezione chiamata “istantanee” che, come dice la parola stessa, rappresenta degli “scatti” che racchiudono ricchissimi frammenti di vita, visti attraverso lo sguardo di un ricordo. Particolarmente significativi sono gli interventi della sezione “a tutta scuola”, dove ancora una volta i bambini più piccoli ci stupiscono con la loro sorprendente e disarmante lucidità nel progetto dedicato “Al giorno della Memoria” mentre i ragazzi della secondaria di primo grado propongono un viaggio “immaginario”, ma assolutamente verosimile, del Sommo Poeta a Montorio. A pieno diritto entra in questa sezione anche il preziosissimo racconto sulla scuola in carcere, che con un passo felpato ci conduce in una realtà così vicina eppure così sconosciuta.»

L’epidemia ha inciso?

«Certamente, come per tutti e per tutto, l’epidemia ha inciso parecchio, perché ha precluso la possibilità di incontrarsi, di fare presentazioni e di condividere dal vivo questa esperienza con tutti i protagonisti. Nonostante tutto, però, in questi tre anni il gruppo di lavoro è cresciuto, soprattutto grazie al contributo degli autori che fin dalla prima edizione hanno creduto a questo progetto investendo il loro tempo e le loro competenze. I Quaderni sono l’espressione di un lavoro corale, dove ognuno può trovare una piccola parte di sé.»

Facciamo un primo bilancio. Quali i risultati degli altri anni in termini di riscontri (commenti) e diffusione?

«Se partiamo dal presupposto che oggi, al di fuori dell’ambito prettamente accademico, non è assolutamente semplice invogliare le persone ad acquistare un volume di 250/300 pagine che parla di storia e di cultura, direi che i risultati sono stati eccellenti. Abbiamo esaurito tutte le copie della prima edizione, abbiamo operato una ristampa di quelle della seconda edizione e ci siamo standardizzati sulle 400 copie di questa terza edizione che auspichiamo possa incontrare l’interesse del nostro fedele e appassionato pubblico. Inoltre, siamo profondamente gratificati dal fatto che gli autori, veri protagonisti dei Quaderni, ci seguono, ci sostengono e ci stupiscono per i lavori che propongono ogni anno. E il numero dei collaboratori sta aumentando.»

Marta Morbioli, Roberto Rubele ed Elisabetta Albrigi

A Verona rimane un modello altissimo anche si distante nel tempo, ovvero “Vita veronese”, rivista attiva dal 1948 al 1965. A questo punto, secondo Voi, i Quaderni dove si collocano?

«Vita Veronese, Studi Veronesi, Annuario storico della Valpolicella, La Lessinia ieri oggi e domani, i Quaderni della Bassa Veronese sono tutti eccellenti modelli. I Quaderni della Dorsale sono un prodotto editoriale in evoluzione, i cui contributi attualmente si collocano tra la ricerca accademica di alto livello e la ricerca sul campo promossa dalla scuola, dagli insegnanti, dagli storici locali, da tecnici e studiosi del territorio.»

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