Uno degli aspetti che spesso caratterizza le persone che soffrono di disturbi alimentari riguarda il loro rapporto con i numeri. È comune, infatti, che tale tipo di difficoltà porti a una sorta di vera e propria quantificazione del proprio valore, che viene sostanzialmente visto e interpretato attraverso l’immagine corporea.

Come abbiamo visto anche in alcuni articoli precedenti, una difficoltà di tipo alimentare può essere collegata a un insistente desiderio di riuscire ad acquisire (e a volte a riconquistare) un controllo smisurato degli aspetti che riguardano il corpo.

L’impossibilità di tenere sotto controllo tutti gli eventi della vita (che per lo più risultano ovviamente imprevedibili) può portare a considerare il corpo un ambito immediato e adeguato dove poter mettere in atto il desiderio di controllo. Il corpo, infatti, e la sua gestione permette in modo semplice di poter decidere in prima persona che cosa ingerire e in quali quantità.

La soluzione può diventare un problema

La nostra mente però ci porta spesso a compiere un errore: quello di espandere un’azione o un comportamento a tanti altri contesti e situazioni che possono in qualche modo assomigliare a quello che riteniamo problematico (e che riteniamo di avere risolto con le nostre soluzioni).

Accade così, per esempio, quando iniziamo a soffrire di piccoli episodi di ansia: si inizia con l’evitare le situazioni e i luoghi che sono collegati agli stati ansiosi, per arrivare poi progressivamente a escludere anche tutti gli altri luoghi dove l’ansia potrebbe manifestarsi. Così, in breve tempo, ci ritroviamo in una situazione in cui non si esce di casa per paura di provare ansia.

Con i numeri accade la stessa cosa: se si ritiene che il conto delle calorie abbia avuto successo, allora si espande questa soluzione a tutti i “contesti” simili, come il proprio peso, la propria taglia, le proprie misure corporee, la quantità di calorie bruciate, le ore (e i minuti) passate a svolgere attività fisica…

La gabbia del pensiero rigido

Certo, se l’attenzione a questi aspetti si mantiene su livelli corretti e moderati non si sviluppa ovviamente nessun problema, si riesce a condurre uno stile di vita sano e misurato. Chi, invece, soffre di un disturbo alimentare non riesce a mantenere un livello adeguato di attenzione a questi aspetti, arrivando in breve tempo a una vera e propria ossessione.

Foto di Shvets production da Pexels

Quando la propria riflessione è ossessivamente focalizzata su aspetti così schematici e fissi, il rischio è quello di non accorgersi più della bellezza dei rapporti, della serenità, dei momenti speciali. In altre parole, di non riuscire a godersi appieno la vita.

È facile, dunque, intuire come una simile condizione possa portare facilmente all’insoddisfazione e ad un tipo di pensiero rigido ed inflessibile, che non lascia più spazio a quelli che dovrebbero essere eventi e situazioni positivi. Più ci si sta dentro, più sarà difficile smontare questo sistema complesso di idee e pensieri nocivi. L’illusione iniziale, quella di avere tutto sotto controllo, svanisce ben presto. Come per l’esempio sull’ansia, anche qui il processo risulta essere il medesimo: la soluzione messa in atto non fa che alimentare il problema.

Quando il controllo è un ostacolo alla serenità

Il controllo ossessivo, portato in tutti gli aspetti che abbiamo visto prima, non sarà mai abbastanza, perché ovviamente si noteranno sempre di più altri contesti e situazioni in cui applicare il calcolo dei numeri, oppure lo si applicherà in maniera sempre più rigida negli aspetti dove lo abbiamo già sperimentato.

Senza voler entrare nel merito di quelle che possono essere manovre psicologiche e terapeutiche, appare chiaro che le soluzioni che la nostra mente mette in atto in queste situazioni diventano parti stessa del problema, alimentandolo e rafforzandolo.

Un intervento su di esse è quindi necessario, a volte forzando un po’ le cose, per uscire lentamente dalla propria zona di comfort, spingendosi anche in situazioni che a prima vista possono sembrare scomode, ma che con i loro naturali imprevisti possono sbloccare la situazione problematica e regalarci un futuro ricco di emozioni.

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