La miglior forma di governo
I recenti avvenimenti USA ci inducono a riflettere su un tema caro ai teorici della filosofia del diritto e agli storici delle istituzioni politiche.

I recenti avvenimenti USA ci inducono a riflettere su un tema caro ai teorici della filosofia del diritto e agli storici delle istituzioni politiche.

Il 6 gennaio 2021 nella storia dellโOccidente, non solo in quella degli Stati Uniti, sarร ricordato come uno dei giorni piรน drammatici e inquietanti per quello che รจ stato definito lโassalto a Capitol Hill da parte dei fans del presidente Trump. Non intendo soffermarmi in questa sede sui molteplici aspetti di quella vicenda, ma desidero coglierla come opportuna occasione per riprendere un tema caro ai teorici della filosofia del diritto e agli storici delle istituzioni politiche.
Come si รจ potuto constatare da tanti commenti sui giornali e sulla rete Internet, quegli eventi ci hanno portato a riflettere sulla natura della democrazia e sulle sue fragilitร . Tanto piรน che negli ultimi tempi da piรน parti si sono sentite voci di positiva valutazione di modelli alternativi, come, ad esempio quello cinese o quello russo. Forse anche con qualche incertezza terminologica fra โdemocraziaโ e โrepubblicaโ.
Non diversamente, negli ultimi mesi il fondatore del Movimento 5 Stelle ha dichiarato piรน volte di non credere piรน alla democrazia parlamentare, ma di vedere nella democrazia diretta, attuata mediante le strumentazioni digitali, un autentico progresso istituzionale, che consente al singolo cittadino il protagonismo politico di cui sarebbe privato dai regimi dotati di organi di intermediazione, come ad esempio lo stesso parlamento.[1]
Vanno infine ricordati recenti interventi di alto profilo scientifico. I libri di Francesco Pallante e Jason Brennan[2] toccano proprio le questioni base della democrazia e affrontano di petto problematiche le quali sembravano ormai accantonate per condivisa e indubitabile acquisizione da parte del pensiero politico occidentale. Vale dunque la pena che anche su questi argomenti riprendiamo alcune riflessioni sviluppate dagli antichi. Forse non a tutti รจ noto, infatti, che sulle forme di governo i Greci avevano giร ampiamente dibattuto con profili di pensiero ai quali si sono ispirati quei filosofi dellโIlluminismo che hanno fissato le linee ideali e politiche dei regimi repubblicani e democratici sorti nel XIX e XX secolo.
Erodoto nel terzo libro delle sue Storie, dopo aver raccontato con dovizia di particolari la crisi del regime monarchico persiano, successiva a Cambise e precedente la salita al potere di Dario, immagina un meeting di altissimo livello durante il quale sarebbe avvenuto un serrato confronto fra alcuni uomini politici, protagonisti delle vicende che avevano salvato la monarchia persiana, sulla forma di governo da adottare dopo la cosiddetta โCrisi dei Magiโ. I nobili Otane, Megabizo e Dario, difendono ciascuno rispettivamente i tre modelli fondamentali di governo: Democrazia, Oligarchia e Monarchia.
Cercherรฒ ora in sintesi di riproporre i loro punti di vista e di confrontarli con la nostra esperienza contemporanea, per verificare se sia possibile trarre anche questa volta qualche insegnamento dalla storia, ammesso che essa sia, come si dice, โmaestra di vitaโ. Prima perรฒ di affrontare direttamente i testi, sono necessarie alcune osservazioni a moโ di premessa.
Innanzi tutto gli storici dubitano del fatto che effettivamente si sia svolto questo dibattito e pensano che Erodoto abbia ricostruito il confronto solo idealmente, secondo la tipica modalitร della discussione politica ateniese. In sostanza Erodoto avrebbe proiettato in quella lontana situazione โfondativaโ riflessioni sugli assetti politico istituzionali propri della Atene del suo tempo, ovvero della metร del V secolo a. C.
In secondo luogo il sostenitore della Democrazia, Otane, non usa mai il termine greco corrispondente a Democrazia. รจ come se Erodoto avesse ritegno nellโusare questa parola, che designa il tipico e peculiare regime ateniese del suo tempo, in un contesto come quello persiano, sentito dai greci come lโantitesi assoluta alla loro specificitร culturale e politica. Le espressioni usate sono perifrasi che rinviano al concetto di Democrazia, ma mai compare in questi passi il termine preciso.
Infine una precisazione linguistica: i testi greci sono in dialetto ionico, che รจ leggermente diverso da quello proprio di Atene, ma la traduzione aiuterร a riconoscerli. Altre riflessioni aggiungeremo dopo una breve esposizione dei testi erodotei.
Orbene: le tre possibili forme di governo sono classificabili in base al soggetto che detiene il potere:
Diamo ora la parola a Erodoto.
Il discorso di Otane (3.80)
โฮฯฮฌฮฝฮทฯ ฮผแฝฒฮฝ แผฮบฮญฮปฮตฯ ฮต แผฯ ฮผฮญฯฮฟฮฝ ฮ ฮญฯฯแฟฯฮน ฮบฮฑฯฮฑฮธฮตแฟฮฝฮฑฮน ฯแฝฐ ฯฯฮฎฮณฮผฮฑฯฮฑ, ฮปฮญฮณฯฮฝ ฯฮฌฮดฮตยท ยซโฮฮผฮฟแฝถ ฮดฮฟฮบฮญฮตฮน แผฮฝฮฑ ฮผแฝฒฮฝ แผกฮผฮญฯฮฝ ฮผฮฟฯฮฝฮฑฯฯฮฟฮฝ ฮผฮทฮบฮญฯฮน ฮณฮตฮฝฮญฯฮธฮฑฮนยท ฮฟแฝฯฮต ฮณแฝฐฯ แผกฮดแฝบ ฮฟแฝฯฮต แผฮณฮฑฮธฯฮฝ. (โฆ) ฮแฟถฯ ฮด’ แผฮฝ ฮตแผดฮท ฯฯแฟฮผฮฑ ฮบฮฑฯฮทฯฯฮทฮผฮญฮฝฮฟฮฝ ฮผฮฟฯ ฮฝฮฑฯฯฮฏฮท, ฯแฟ แผฮพฮตฯฯฮน แผฮฝฮตฯ ฮธฯฮฝแฟณ ฯฮฟฮนฮญฮตฮนฮฝ ฯแฝฐ ฮฒฮฟฯฮปฮตฯฮฑฮน; ฮฮฑแฝถ ฮณแฝฐฯ แผฮฝ ฯแฝธฮฝ แผฯฮนฯฯฮฟฮฝ แผฮฝฮดฯแฟถฮฝ ฯฮฌฮฝฯฯฮฝ ฯฯฮฌฮฝฯฮฑ แผฯ ฯฮฑฯฯฮทฮฝ ฯแฝดฮฝ แผฯฯแฝดฮฝ แผฮบฯแฝธฯ ฯแฟถฮฝ แผฯฮธฯฯฯฮฝ ฮฝฮฟฮทฮผฮฌฯฯฮฝ ฯฯฮฎฯฮตฮนฮต. โฮฮณฮณฮฏฮฝฮตฯฮฑฮน ฮผแฝฒฮฝ ฮณฮฌฯ ฮฟแผฑ แฝฮฒฯฮนฯ แฝฯแฝธ ฯแฟถฮฝ ฯฮฑฯฮตฯฮฝฯฯฮฝ แผฮณฮฑฮธแฟถฮฝ, ฯฮธฯฮฝฮฟฯ ฮดแฝฒ แผฯฯแฟฮธฮตฮฝ แผฮผฯฯฮตฯฮฑฮน แผฮฝฮธฯฯฯแฟณ. (โฆ) ฮ ฮปแฟฮธฮฟฯ ฮดแฝฒ แผฯฯฮฟฮฝ ฯฯแฟถฯฮฑ ฮผแฝฒฮฝ ฮฟแฝฮฝฮฟฮผฮฑ ฯฮฌฮฝฯฯฮฝ ฮบฮฌฮปฮปฮนฯฯฮฟฮฝ แผฯฮตฮน, แผฐฯฮฟฮฝฮฟฮผฮฏฮทฮฝ. ฮฮตฯฯฮตฯฮฑ ฮดแฝฒ ฯฮฟฯฯฯฮฝ ฯแฟถฮฝ แฝ ฮผฮฟฯฮฝฮฑฯฯฮฟฯ ฯฮฟฮนฮญฮตฮน ฮฟแฝฮดฮญฮฝยท ฯฮฌฮปแฟณ ฮผแฝฒฮฝ ฮณแฝฐฯ แผฯฯแฝฐฯ แผฯฯฮตฮน, แฝฯฮตฯฮธฯ ฮฝฮฟฮฝ ฮดแฝฒ แผฯฯแฝดฮฝ แผฯฮตฮน, ฮฒฮฟฯ ฮปฮตฯฮผฮฑฯฮฑ ฮดแฝฒ ฯฮฌฮฝฯฮฑ แผฯ ฯแฝธ ฮบฮฟฮนฮฝแฝธฮฝ แผฮฝฮฑฯฮญฯฮตฮน. ฮคฮฏฮธฮตฮผฮฑฮน แฝฆฮฝ ฮณฮฝฯฮผฮทฮฝ ฮผฮตฯฮญฮฝฯฮฑฯ แผกฮผฮญฮฑฯ ฮผฮฟฯ ฮฝฮฑฯฯฮฏฮทฮฝ ฯแฝธ ฯฮปแฟฮธฮฟฯ แผฮญฮพฮตฮนฮฝยท แผฮฝ ฮณแฝฐฯ ฯแฟท ฯฮฟฮปฮปแฟท แผฮฝฮน ฯแฝฐ ฯฮฌฮฝฯฮฑยป.
Otane esortava a mettere in comune (lett. โin mezzoโ) ai Persiani il governo, affermando quanto segue: ยซMi sembra opportuno che nessuno piรน di noi abbia il potere da solo. (โฆ) Come potrebbe essere qualcosa di corretto il potere di uno solo al quale risulti possibile fare ciรฒ che vuole senza nessun controllo? E infatti anche il migliore di tutti gli uomini, venendo a disporre di questo potere, abbandonerebbe il suo abituale modo di pensare. Nasce in lui, infatti, la dismisura in conseguenza dei beni di cui dispone, dโaltronde fin dalle origini รจ connaturata allโuomo lโinvidia. (โฆ) Se invece comanda il popolo, innanzi tutto questo governo ha il nome piรน bello, cioรจ โparitร di dirittiโ e poi non fa nulla di ciรฒ che fa lโuomo solo al comando: assegna infatti le cariche mediante sorteggio, ha un potere soggetto a controllo, affida alla comunitร il compito di decidere. Propongo dunque che noi abbandoniamo la monarchia e amplifichiamo il popolo. Nei piรน infatti risiede ogni potere.ยป
Il discorso di Megabizo (3.81)
ฮฮตฮณฮฌฮฒฯ ฮถฮฟฯ ฮดแฝฒ แฝฮปฮนฮณฮฑฯฯฮฏแฟ แผฮบฮญฮปฮตฯ ฮต แผฯฮนฯฯฮญฯฮตฮนฮฝ, ฮปฮญฮณฯฮฝ ฯฮฌฮดฮตยท ยซฮคแฝฐ ฮผแฝฒฮฝ โฮฯฮฌฮฝฮทฯ ฮตแผถฯฮต ฯฯ ฯฮฑฮฝฮฝฮฏฮดฮฑ ฯฮฑฯฯฮฝ, ฮปฮตฮปฮญฯฮธฯ ฮบแผฮผฮฟแฝถ ฯฮฑแฟฆฯฮฑยท ฯแฝฐ ฮด’ แผฯ ฯแฝธ ฯฮปแฟฮธฮฟฯ แผฮฝฯฮณฮต ฯฮญฯฮตฮนฮฝ ฯแฝธ ฮบฯฮฌฯฮฟฯ, ฮณฮฝฯฮผฮทฯ ฯแฟฯ แผฯฮฏฯฯฮทฯ แผกฮผฮฌฯฯฮทฮบฮต. โฮฮผฮฏฮปฮฟฯ ฮณแฝฐฯ แผฯฯฮทฮฏฮฟฯ ฮฟแฝฮดฮญฮฝ แผฯฯฮน แผฯฯ ฮฝฮตฯฯฯฮตฯฮฟฮฝ ฮฟแฝฮดแฝฒ แฝฮฒฯฮนฯฯฯฯฮตฯฮฟฮฝ. ฮฮฑฮฏฯฮฟฮน ฯฯ ฯฮฌฮฝฮฝฮฟฯ แฝฮฒฯฮนฮฝ ฯฮตฯฮณฮฟฮฝฯฮฑฯ แผฮฝฮดฯฮฑฯ แผฯ ฮดฮฎฮผฮฟฯ แผฮบฮฟฮปฮฌฯฯฮฟฯ แฝฮฒฯฮนฮฝ ฯฮตฯฮตแฟฮฝ แผฯฯฮน ฮฟแฝฮดฮฑฮผแฟถฯ แผฮฝฮฑฯฯฮตฯฯฮฝยท แฝ ฮผแฝฒฮฝ ฮณแฝฐฯ ฮตแผด ฯฮน ฯฮฟฮนฮญฮตฮน, ฮณฮนฮฝฯฯฮบฯฮฝ ฯฮฟฮนฮญฮตฮน, ฯแฟท ฮดแฝฒ ฮฟแฝฮดแฝฒ ฮณฮนฮฝฯฯฮบฮตฮนฮฝ แผฮฝฮน. ฮแฟถฯ ฮณแฝฐฯ แผฮฝ ฮณฮนฮฝฯฯฮบฮฟฮน แฝฯ ฮฟแฝฯ’ แผฮดฮนฮดฮฌฯฮธฮท ฮฟแฝฯฮต ฮตแผถฮดฮต ฮบฮฑฮปแฝธฮฝ ฮฟแฝฮดแฝฒฮฝ ฮฟแผฐฮบฮฎฮนฮฟฮฝ, แฝ ฮธฮญฮตฮน ฯฮต แผฮผฯฮตฯแฝผฮฝ ฯแฝฐ ฯฯฮฎฮณฮผฮฑฯฮฑ แผฮฝฮตฯ ฮฝฯฮฟฯ , ฯฮตฮนฮผฮฌฯฯแฟณ ฯฮฟฯฮฑฮผแฟท แผดฮบฮตฮปฮฟฯ; ฮฮฎฮผแฟณ ฮผฮญฮฝ ฮฝฯ ฮฝ, ฮฟแผณ ฮ ฮญฯฯแฟฯฮน ฮบฮฑฮบแฝธฮฝ ฮฝฮฟฮตแฟฆฯฮน, ฮฟแฝฯฮฟฮน ฯฯฮฌฯฮธฯฮฝยท แผกฮผฮตแฟฯ ฮดแฝฒ แผฮฝฮดฯแฟถฮฝ ฯแฟถฮฝ แผฯฮฏฯฯฯฮฝ แผฯฮนฮปฮญฮพฮฑฮฝฯฮตฯ แฝฮผฮนฮปฮฏฮทฮฝ ฯฮฟฯฯฮฟฮนฯฮน ฯฮตฯฮนฮธฮญฯฮผฮตฮฝ ฯแฝธ ฮบฯฮฌฯฮฟฯยท แผฮฝ ฮณแฝฐฯ ฮดแฝด ฯฮฟฯฯฮฟฮนฯฮน ฮบฮฑแฝถ ฮฑแฝฯฮฟแฝถ แผฮฝฮตฯฯฮผฮตฮธฮฑ, แผฯฮฏฯฯฯฮฝ ฮดแฝฒ แผฮฝฮดฯแฟถฮฝ ฮฟแผฐฮบแฝธฯ แผฯฮนฯฯฮฑ ฮฒฮฟฯ ฮปฮตฯฮผฮฑฯฮฑ ฮณฮฏฮฝฮตฯฮธฮฑฮนยป.
Megabizo, invece, esortava a volgersi allโoligarchia: ยซTutto ciรฒ che Otane ha detto per por fine alla tirannide, valga anche come detto da me. In riferimento a quanto ha detto invece per favorire lโattribuzione del potere al popolo, non ha centrato il ragionamento migliore. Nulla รจ piรน privo di intelligenza e pieno di arroganza di una massa inutile. Perciรฒ non รจ assolutamente ammissibile che per evitare la dismisura di un tiranno si cada in balia dellโarroganza di un popolo senza contegno. Quello infatti se fa qualcosa lo fa sapendo ciรฒ che fa, questo non ha nemmeno consapevolezza delle sue azioni. Come potrebbe avere delle conoscenze chi non ha avuto unโistruzione, nรฉ ha avuto familiaritร con alcunchรฉ di bello? Esercita il potere a testa bassa senza intelligenza, simile a un torrente in piena. Alla democrazia, dunque, si rivolgano quanti vogliono il male dei Persiani. Noi invece scegliamo un gruppo degli uomini migliori e a questi affidiamo il potere. Tra questi ci saremo sicuramente anche noi; รจ ben verosimile che dai migliori derivino le migliori deliberazioni.ยป
Il discorso di Dario (3.82)
ฮคฯฮฏฯฮฟฯ ฮดแฝฒ ฮฮฑฯฮตแฟฮฟฯ แผฯฮตฮดฮตฮฏฮบฮฝฯ ฯฮฟ ฮณฮฝฯฮผฮทฮฝ, ฮปฮญฮณฯฮฝยท ยซโฮฮผฮฟแฝถ ฮดแฝฒ ฯแฝฐ ฮผแฝฒฮฝ ฮตแผถฯฮต ฮฮตฮณฮฌฮฒฯ ฮถฮฟฯ แผฯ ฯแฝธ ฯฮปแฟฮธฮฟฯ แผฯฮฟฮฝฯฮฑ ฮดฮฟฮบฮญฮตฮน แฝฯฮธแฟถฯ ฮปฮญฮพฮฑฮน, ฯแฝฐ ฮดแฝฒ แผฯ แฝฮปฮนฮณฮฑฯฯฮฏฮทฮฝ ฮฟแฝฮบ แฝฯฮธแฟถฯ. ฮคฯฮนแฟถฮฝ ฮณแฝฐฯ ฯฯฮฟฮบฮตฮนฮผฮญฮฝฯฮฝ ฮบฮฑแฝถ ฯฮฌฮฝฯฯฮฝ ฯแฟท ฮปฯฮณแฟณ แผฯฮฏฯฯฯฮฝ แผฯฮฝฯฯฮฝ, ฮดฮฎฮผฮฟฯ ฯฮต แผฯฮฏฯฯฮฟฯ ฮบฮฑแฝถ แฝฮปฮนฮณฮฑฯฯฮฏฮทฯ ฮบฮฑแฝถ ฮผฮฟฯ ฮฝฮฌฯฯฮฟฯ , ฯฮฟฮปฮปแฟท ฯฮฟแฟฆฯฮฟ ฯฯฮฟฮญฯฮตฮนฮฝ ฮปฮญฮณฯ. โฮฮฝฮดฯแฝธฯ ฮณแฝฐฯ แผฮฝแฝธฯ ฯฮฟแฟฆ แผฯฮฏฯฯฮฟฯ ฮฟแฝฮดแฝฒฮฝ แผฮผฮตฮนฮฝฮฟฮฝ แผฮฝ ฯฮฑฮฝฮตฮฏฮทยท (โฆ) โฮฮฝ ฮดแฝฒ แฝฮปฮนฮณฮฑฯฯฮฏแฟ ฯฮฟฮปฮปฮฟแฟฯฮน แผฯฮตฯแฝดฮฝ แผฯฮฑฯฮบฮญฮฟฯ ฯฮน แผฯ ฯแฝธ ฮบฮฟฮนฮฝแฝธฮฝ แผฯฮธฮตฮฑ แผดฮดฮนฮฑ แผฐฯฯฯ ฯแฝฐ ฯฮนฮปฮญฮตฮน แผฮณฮณฮฏฮฝฮตฯฮธฮฑฮนยท ฮฑแฝฯแฝธฯ ฮณแฝฐฯ แผฮบฮฑฯฯฮฟฯ ฮฒฮฟฯ ฮปฯฮผฮตฮฝฮฟฯ ฮบฮฟฯฯ ฯฮฑแฟฮฟฯ ฮตแผถฮฝฮฑฮน ฮณฮฝฯฮผแฟฯฮฏ ฯฮต ฮฝฮนฮบแพถฮฝ (โฆ) ฮฮฎฮผฮฟฯ ฯฮต ฮฑแฝ แผฯฯฮฟฮฝฯฮฟฯ แผฮดฯฮฝฮฑฯฮฑ ฮผแฝด ฮฟแฝ ฮบฮฑฮบฯฯฮทฯฮฑ แผฮณฮณฮฏฮฝฮตฯฮธฮฑฮนยท ฮบฮฑฮบฯฯฮทฯฮฟฯ ฯฮฟฮฏฮฝฯ ฮฝ แผฮณฮณฮนยญฮฝฮฟฮผฮญฮฝฮทฯ แผฯ ฯแฝฐ ฮบฮฟฮนฮฝแฝฐ แผฯฮธฮตฮฑ ฮผแฝฒฮฝ ฮฟแฝฮบ แผฮณฮณฮฏฮฝฮตฯฮฑฮน ฯฮฟแฟฯฮน ฮบฮฑฮบฮฟแฟฯฮน, ฯฮนฮปฮฏฮฑฮน ฮดแฝฒ แผฐฯฯฯ ฯฮฑฮฏ. (โฆ) ฮคฮฟแฟฆฯฮฟ ฮดแฝฒ ฯฮฟฮนฮฟแฟฆฯฮฟ ฮณฮฏฮฝฮตฯฮฑฮน แผฯ แฝ แผฮฝ ฯฯฮฟฯฯฮฌฯ ฯฮนฯ ฯฮฟแฟฆ ฮดฮฎฮผฮฟฯ ฯฮฟแฝบฯ ฯฮฟฮนฮฟฯฯฮฟฯ ฯ ฯฮฑฯฯแฟยท แผฮบ ฮดแฝฒ ฮฑแฝฯแฟถฮฝ ฮธฯฮผฮฌฮถฮตฯฮฑฮน ฮฟแฝฯฮฟฯ ฮดแฝด แฝฯแฝธ ฯฮฟแฟฆ ฮดฮฎฮผฮฟฯ , ฮธฯฮผฮฑฮถฯฮผฮตฮฝฮฟฯ ฮดแฝฒ แผฮฝ’ แฝฆฮฝ แผฯฮฌฮฝฮท ฮผฮฟฯฮฝฮฑฯฯฮฟฯ. (โฆ) แฟฮฯฯ ฯฮฟฮฏฮฝฯ ฮฝ ฮณฮฝฯฮผฮทฮฝ แผกฮผฮญฮฑฯ แผฮปฮตฯ ฮธฮตฯฯฮธฮญฮฝฯฮฑฯ ฮดฮนแฝฐ แผฮฝฮฑ แผฮฝฮดฯฮฑ ฯแฝธ ฯฮฟฮนฮฟแฟฆฯฮฟ ฯฮตยญฯฮนฯฯฮญฮปฮปฮตฮนฮฝยป.
Per terzo esponeva il suo pensiero Dario, dicendo: ยซA me le affermazioni di Megabizo intorno al popolo sembra le abbia ben dette. Non correttamente invece si รจ espresso sullโoligarchia. Ora ci stanno davanti tre possibilitร , tutte ottime a parole: il miglior governo del popolo, lโoligarchia e la monarchia e io dico che queยญstโultima รจ di gran lunga la migliore. Nulla potrebbe sembrarmi meglio di un solo uomo che fosse il migliore. (โฆ) nellโoligarchia fra i numerosi che si impegnano negli affari comuni di solito sorgono violente inimicizie personali, dal momento che ciascuno vuole essere il primo e prevalere quanto a punti di vista (โฆ) Se poi รจ il popolo al potere รจ impossibile che non si sviluppino nefandezze. Ma in questo caso, quando si promuovono porcherie nei confronti del bene comune, fra i corrotti non sorgono inimicizie, ma forti relazioni di amicizia. (โฆ) Questo succede fino a che uno del popolo messosi a fare il capo li fa cessare e ammirato per le sue azioni assume la posizione di monarca. (โฆ) Ho dunque ferma convinzione che noi, acquistata la libertร grazie a un solo uomo, questo modello dobbiamo mantenere.ยป.
Alla fine ebbe la meglio Dario e il regime persiano restรฒ una monarchia. Ma torniamo al presente.
Non avremmo molto da commentare, non solo alla luce di quello che abbiamo visto accadere a Capitol Hill, ma anche guardando alle vicende italiane di questa metร di gennaio, con il governo in crisi per ragioni che difficilmente sono chiare ai piรน e che sembrano ricondursi pari pari alle osservazioni di Dario in merito allโoliยญgarchia. Tuttavia credo che alcune essenziali osservazioni si impongano.
La situazione moderna รจ senza dubbio molto piรน complessa di quella antica e non puรฒ certo contemplare la possibilitร di affidare le cariche per sorteggio, come avveniva nellโAtene dellโetร classica (almeno per quelle che non richiedevano specifiche competenze tecniche, come, ad esempio, quelle militari) . Esaminando il presente attraverso la lente di quelle essenziali e cristalline linee di riflessione, possiamo perรฒ dire che la stabilitร di un sistema politico si basa su alleanze precise, a prescindere dalle dichiarazioni di parte politica e dai proclami della propaganda di regime.

La democrazia parlamentare รจ indubbiamente derivata dallโalleanza fra i molti e i pochi. Il popolo affida a unโรฉlite temporanea ed elettiva il compito di approvare le leggi e la responsabilitร di governo, ma questa รฉlite dovrebbe render conto del suo operato. Quando lโรฉlite si comporta come il โtirannoโ, ovvero agisce nel proprio interesse e non si sottopone a rendiconto, รจ inevitabile che i molti perdano la pazienza e tendano a trovare una nuova alleanza o che i pochi, cioรจ qualcuno dellโรจยญlite, cerchino vie alternative.
A questo punto non si puรฒ non rilevare come, piรน che limitare i parlamentari (o ridurre il numero delle camere), sarebbe stato necessario porre dei limiti precisi alla possibilitร di restare al potere. Dove non vi siano forme precise di rendicontazione o blocchi strutturali alle derive individuali, il solo meccanismo che consenta di evitare il formarsi di รฉlite, assestate al potere senza possibilitร di ricambio, รจ il limite al mandato, ovvero la impossibilitร di ricandidarsi per la terza volta.
Questo principio sta funzionando benissimo nella elezione dei sindaci, i quali attualmente sono forse i politici piรน forti nel panorama istituzionale italiano, perchรฉ direttamente a contatto con i loro concittadini ed elettori. Ma la temporaneitร rende anche sicuro il ricambio. Il problema rimane invece per i rappresentanti in parlamento, che sono stati ridotti e collegati a collegi elettorali amplissimi, ma non sono ancora soggetti a limiti di rielezione, con un forte aumento del rischio che fra rappresentanti e rappresentati si allentino enormemente i collegamenti reali e subentrino fattori di natura mediatica e di immagine.
Ed รจ qui che scatta il massimo rischio per la democrazia. Questo disgregarsi dei legami fra i molti (elettori) e i pochi (eletti) porta inevitabilmente a problemi di natura politica e amministrativa, allontanando ancora di piรน lโรฉlite elettiva dalla popolazione. Non รจ improbabile che si creino tante piccole monarchie locali, dei veri e propri feudi elettivi.
E dunque, che fare? o, meglio, che pensare? Non ci sono dubbi: la sola forma che garantisce una democrazia autentica e stabile senza degenerazioni รจ quella dellโalยญleanza periodica e temporanea fra i molti e i pochi. Credo che dobbiamo rendercene conto, specialmente nei momenti nei quali le tentazioni verso pericolosissime derive di salvifica distruzione delle istituzioni presenti sono tali da indurre anche i piรน moderati e pazienti a prendere decisioni che non possono non essere gravide di conseguenze deleterie. La ricerca del Grande Moralizzatore, del Grande Sanificatore, di un Veltro contemporaneo, che rimetta a posto le cose, รจ sempre pericolosamente in agguato.
In simili contesti la storia recente ci ha peraltro insegnato che, a fronte di unโalleยญanza apparente fra lโuno e i molti, in realtร nelle retrovie del potere quellโuยญno cerca comunque il consenso di unโรฉlite che lo sostenga. Tutte le dittature del Novecento sono nate da movimenti di popolo piรน o meno rivoluzionari e si sono poi tramutate in alleanze strette e vincolate fra lโuno e i pochi appartenenti a รฉlite che lo hanno sostenuto e difeso: squadre armate speciali, strutture burocratiche, potentati economici, servizi segreti, frange golpiste delle forze armate, etc.
In pochi casi lโuno ha messo allโangolo le รฉlite. Se lo ha potuto fare รจ dipeso da particolari condizioni create e favorite da formidabili strumenti di connessione emotiva ed economica, come nel caso degli imperatori romani che avevano messo allโanยญgolo il senato ed elargivano divertimento e pane alle plebi urbane con smisurate ricchezze personali. Ma anche quelle alleanze presto vennero meno e nel medio e basso impero solo lโelite militare potรฉ garantire al singolo monarca il primato.
In questa fase storica sembra che disorientamento e incapacitร di scelte siano inarrestabili nel corrodere il tessuto sociale delle nazioni che hanno dato vita alla civiltร occidentale e che in tale contesto vengano meno i fondamenti etici delle relazioni umane. Sembra davvero che il lavoro, le leggi, il rispetto per le persone e i limiti della libertร personale, i principi della civile convivenza abbiano perso ogni valore e che solo lโaffermazione di sรฉ, la ricchezza facilmente e velocemente ottenuta, la totale libertร individuale, anche nel disprezzo delle regole comuni, siano i canoni del nuovo assetto socio-politico.
ร in questa temperie che si sviluppano, quasi come in una camera di fusione, ioni politici e sociali pronti a dar vita a composti imprevedibili e ad aggregazioni nuove sulle quali si fonda, come vede bene Dario, lโastuzia di un singolo che miri allโafferยญmaยญzione di sรฉ.
Non abbiamo alternative dunque. I molti, se vogliono mantenere viva ed efficace la libertร e la democrazia, devono trovare salde alleanze ed elaborare duttili ed efficaci strutture di mediazione sociale e politica dโintesa con nuove e affidabili รฉlite. In altre parole la complessitร sociale ed economica del mondo contemporaneo non tollera forme semplificate di potere, ma organizzazioni complesse basate su relazioni avanzate, regolate da norme precise, nelle quali esperienza e innovazione si integrino dialetticamente senza traumi con costante possibilitร di ricambio.
Le parole di Megabizo suonano quindi per noi come un avvertimento: ยซCome potrebbe avere delle conoscenze chi non ha avuto unโistruzione, nรฉ ha avuto familiaritร con alcunchรฉ di bello?ยป. Giร : ancora una volta la sfida si gioca sul campo della formazione. Senza educazione, continua, incessante, non pedante, ma costruttiva e attenta alle persone, non รจ possibile evitare di cadere nel caos. Ancora una volta la scuola, quindi, con tutte le sue potenzialitร e la sua strutturale fragilitร ci potrร portare fuori dalla palude. Non esiste democrazia senza istruzione. Non esiste libertร senza conoscenza e capacitร di consapevoli scelte.
Lโรฉlite dei tecnocrati e dei potentati finanziari teme la cultura e la conoscenza diffuse; ama invece gli standard comportamentali, in quanto prevedibili e controllabili. E dunque ancora una volta dobbiamo ribadire che solo nella scuola adulti e giovani possono trovare creativitร e potenziali innovativi capaci di superare le contraddizioni e gli attriti che i sistemi sociali devono costantemente affrontare. Il patto per il futuro oggi non riguarda piรน gli accordi fra le classi, ma lโintesa fra le generazioni e il rilancio di un sapere significativo ed eticamente strutturante.
Ma una scuola che regali i titoli non puรฒ affrontare questi compiti complessi. Senza una matura, radicale riorganizzazione del sistema di istruzione e formazione e una severa verifica della preparazione culturale dei giovani non si riuscirร a fronteggiare il terribile compito di mantener viva la democrazia. Le avvisaglie di unโimprepaยญraยญzione diffusa e di un degrado avanzato dellโistruzione inquietano quanti hanno a cuore il futuro del nostro paese. In altre parole senza memoria, senza cultura, senza lโetica della conoscenza non sarร possibile nessuna progettualitร . La sfida del futuro ha un cuore antico.
[1] In particolare una videoconferenza in collegamento con il presidente del Parlamento Europeo. Sulla rete si trovano numerosi link alla registrazione dellโevento.
[2] Francesco Pallante, Contro la democrazia diretta, Einaudi, Torino 2020; Jason Brennan, Contro la democrazia, LUISS, Roma 2018
