23 agosto 1953, Alberto Ascari vince il secondo Mondiale consecutivo con la Ferrari imponendosi nel Gran Premio di Svizzera. In quell’estate turbolenta si chiude l’era De Gasperi al governo, qualche mese prima era morto Josif Stalin, a luglio viene stipulato l’armistizio di Panmunjon che pone fine alla guerra di Corea e a guidare gli Stati Uniti c’è Eisenhower.

È passata un’epoca, 73 anni di vuoto che sembrava non essere colmabile: la stagione d’oro dell’automobilismo italiano riposta nel cassetto dei ricordi e ormai impolverata, con anche la Ferrari ancorata solo ad un glorioso passato e non più capace di replicare i fasti di una volta. Poi, all’improvviso, arriva un ragazzino di Bologna, appena maggiorenne, a cui viene assegnato l’arduo compito di sostituire sua maestà Lewis Hamilton sull’ambito sedile della Mercedes: la mossa visionaria di Toto Wolff (amministratore delegato della scuderia tedesca) scompagina le carte e riscrive la storia di questo sport.

Gli albori

Kimi Antonelli nasce nel 2006 a Bologna, eredita da papà Marco la passione per i motori ed in particolare per le quattro ruote. Nel 2019 trova i primi successi sui kart, negli anni successivi scala velocemente le categorie passando dalla Formula 4 e nel 2023 approda in Formula 2.

È un’ascesa fulminante tant’è che nel 2019 viene già notato dalla Mercedes ed entra a far parte del Mercedes Junior Team, il team delle Frecce d’Argento punta fortemente su Kimi, cosa che non ha fatto la Ferrari: all’età di 12 anni Kimi effettua un provino a Maranello ma viene scartato dai vertici della Rossa perché ritenuto non ancora pronto.

Il passaggio in Mercedes

Nel 2024 arriva l’annuncio: nell’annata successiva l’italiano prenderà il posto di Hamilton che si sposta in Ferrari. Dai test invernali si capisce che la McLaren ha qualcosina in più ed è la macchina da battere, la Mercedes è veloce ma non abbastanza per impensierire i rivali. Le prime gare confermano le sensazioni: in Australia, al debutto in F1, Antonelli rimonta dalla sedicesima posizione fino al quarto posto ai piedi del podio infiammando il pubblico con una spettacolare serie di sorpassi; l’ultimo italiano ad andare a punti era stato Giovinazzi nel 2021.

Dopo qualche gara anonima in Canada Kimi ottiene il primo podio della carriera (all’Italia mancava da quello ottenuto da Jarno Trulli nel 2009): il 2025 del pilota emiliano si svolge tra alti e bassi come è fisiologico che sia per un esordiente. Conquista altri due podi e conclude la stagione al settimo posto in classifica con 150 punti, perdendo il confronto con il più esperto compagno di squadra George Russell.

Cambia il regolamento: 2026 da dominatore assoluto

Nel frattempo la F1 si prepara alla più grande rivoluzione della sua storia: per la stagione 2026 viene completamente stravolto il regolamento (la parte elettrica diventa molto più potente rispetto al passato, il sistema di recupero del calore viene rimosso, non c’è più il classico DRS e viene introdotta la funzione Boost per erogare potenza elettrica extra) per favorire lo spettacolo rispetto ad un 2025 arido di sorpassi ed emozioni e con esso cambiano radicalmente i valori in campo.

La Mercedes lavora meglio degli altri e si adatta più in fretta alle modifiche regolamentari progettando una macchina astronave destinata a dominare l’annata: in Australia vince Russell, in Cina si impone Antonelli che riporta il successo in Italia a vent’anni di distanza dall’ultima volta (Giancarlo Fisichella nel 2006 in Malesia).

Si tratta soltanto dell’inizio del dominio dell’italiano che trionfa per cinque gare consecutive e accumula già un vantaggio considerevole in classifica: impressiona la velocità ma soprattutto la maturità con cui Antonelli affronta le varie situazioni e difficoltà, è fenomenale nella gestione del degrado delle gomme che gli permette di registrare tempi considerevoli anche con pneumatici usurati.

Tutto ciò a 20 anni e dovendo fronteggiare due leggende di questo sport come Hamilton e Verstappen, un compagno di squadra con più esperienza come Russell e talenti come Leclerc e Norris. Ma Kimi non è tipo da farsi intimidire e a Monza scolpisce l’impresa dell’anno e ci regala l’emozione più forte: costretto a partire dall’ultima casella si esibisce in una rimonta pazzesca costellata di sorpassi chirurgici che lo portano velocemente a scalare posizioni e a guidare la gara di casa.

Antonelli trionfa e manda in visibilio le decine di migliaia di tifosi che sotto il podio lo celebrano e intonano l’inno di Mameli: un italiano torna a trionfare a Monza a sessant’anni di distanza dall’ultima volta. Forse è il colpo decisivo, a livello mentale, inferto ai rivali e soprattutto al principale antagonista George Russell: nella seconda parte di stagione Verstappen e le Ferrari crescono colmando il divario con la Mercedes e arrivando a contendere in più di un’occasione la vittoria alle Frecce d’Argento che intanto iniziano a soffrire di sovrasterzo in uscita dalle curve, ma mentre Kimi mantiene un livello elevato di prestazioni il suo compagno di squadra Russell sprofonda in una crisi tecnica e mentale ed inanella una incredibile serie di risultati negativi che gli fanno alzare anzitempo bandiera bianca  nella lotta per il titolo.

Antonelli si esalta nelle difficoltà e proprio in questo risiede la sua forza: riesce sempre a portare a casa il massimo risultato ottenibile e lo fa con una disarmante naturalezza. Già a metà estate si intuisce che il Mondiale prende la strada di Bologna e Kimi frantuma record su record: è il pilota più giovane di sempre a conquistare la pole position, è il più giovane a condurre un gran premio, il più giovane a segnare un giro veloce, il più giovane a vincere una gara e ovviamente il più giovane di sempre a conquistare il Mondiale.

Un altro quadro da incastonare nel museo dei ricordi è il successo a Montecarlo, pista storica in cui, tra le insidiose vie cittadine di Monaco, solo se hai qualcosa di speciale riesci ad importi.

Lo scorso fine settimana in Messico è arrivata la tanto agognata aritmetica che consegna l’alloro a Kimi Antonelli con quattro gare di anticipo, sul podio con l’italiano salgono Verstappen ed Hamilton, i due mostri sacri della F1 contemporanea, che portano in trionfo Kimi reggendolo sulle loro spalle.

La fotografia è già stata consegnata alla storia di questo sport e non solo con la consapevolezza che l’Italia ha trovato una nuova stella che brillerà nel firmamento dello sport abbattendo i confini dei motori per entrare nel cuore di tantissimi italiani. La traiettoria di Antonelli sembrerebbe poter esser simile a quella di Jannik Sinner nel tennis, per fare un esempio recente, o addirittura a quella di Valentino Rossi nel motociclismo; intanto godiamoci questo talento naturale protagonista di un’impresa fuori dal comune.

L’Italia aveva vinto il Mondiale di F1 soltanto con Nino Farina e il già citato Albero Ascari: Antonelli è stato in grado di incidere per sempre il suo nome in questa ristrettissima compagnia!

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