È forte il timore che, passato il centenario e il Dantedì, anche il Sommo Poeta torni esule, solitario e ramingo nelle aule scolastiche. O sia riesumato solo come evento di spettacolo per qualche “pubblica lettura”.
Arriva dalla casa circondariale un video che intreccia il messaggio umano di Dante con il teatro da dietro le sbarre. Sette interpreti, guidati dalla compagnia teatrale Le Falìe, partecipano così alla giornata nazionale che ricorda l'inizio del viaggio ultraterreno della Commedia.
Tra le interviste a scrittori e scrittrici per indagare il loro rapporto con il Sommo e due lezioni sul legame dell'immenso poeta con la musica, oggi debuttano due iniziative di altrettante associazioni culturali veronesi.
Le celebrazioni dedicate al Sommo Poeta, in programma per il prossimo anno, devono rappresentare il momento iniziale di un percorso che integri in maniera strutturale gli eventi attorno ai temi danteschi.
Con questo canto propongo ai cittadini e alle cittadine di Verona di cambiare nel 2021 il nome di Piazza dei Signori in Piazza Dante, in occasione del l’anniversario dei settecento anni dalla sua morte.
Dalla prima edizione del Dantedì è nata un'onda di passione per l'Alighieri: ce lo ha raccontato a Succede alle 31 il divulgatore Mirco Cittadini. Che per il centenario del 2021 spera si faccia davvero cultura condivisa.
Mercoledì 25 marzo, alle 21, in diretta streaming da Velo Veronese sulle pagine Facebook “Dante Settecento” e Instagram “dantesettecento”, Alessandro Anderloni propone il monologo che ripercorre il "XXVI Canto" dell’"Inferno".
Parafrasando il paradosso del mentitore: se un cretese affermasse che tutti i cretesi sono sempre bugiardi, mentirebbe o direbbe il vero? Questione apparentemente oziosa....