Meteorologo e climatologo, sono nato e vivo a Verona. Mi sono laureato in Fisica con orientamento in fisica dell’atmosfera e meteorologia all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ove ho condotto attività tecnico-scientifica e di ricerca partecipando a diversi progetti internazionali. Dal 2000 al 2015 mi sono occupato di qualità dell’aria e meteorologia ambientale presso il Dipartimento provinciale di ARPAV Verona dove ha ottenuto incarichi di docenza di fisica dell’atmosfera per il master di II livello “Metodi e tecniche di prevenzione e controllo ambientale” Universitá Ca’ Foscari, Universitá di Verona e ARPAV. Faccio parte dell’Associazione Professionisti Meteo (AMPRO) e dell’Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia (AISAM). Sono editor presso Meteo in Veneto e autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Un ottobre anomalo, quello che si avvia a vivere la sua ultima settimana, con valori in media di 7-10 gradi più alti rispetto alla norma. Le ragioni di questo fenomeno e le previsioni per l'inverno.
L'estate 2022 verrà ricordata come una delle più calde degli ultimi decenni, soprattutto per i mesi di giugno e luglio, caratterizzati da grande siccità. Quali sono le politiche di contrasto al riscaldamento globale?
Il tragico crollo del seracco che ha causato la morte e il ferimento di numerose persone è un fenomeno che parte da lontano. Una lezione da apprendere che induce ad attivare strategie di adattamento.
Il Sahara è attualmente la più grande singola fonte di sedimenti portati dal vento. L’evento di sabbia sahariana che tutti noi abbiamo osservato iniziato il 14 marzo fa parte di quei “teletrasporti” aerei di polveri tra i 1500 e 4000 metri di quota attivati dalla circolazione indotta da depressioni su Africa settentrionale o Spagna. Se per la gente risulta un fenomeno ancora strano, per il mondo scientifico viene studiato da molti decenni per i suoi impatti su clima e salute.
La stagione fredda di quest'anno risulta tra le più secche e miti mai registrate al nord. Il Po è ai minimi stori e sulle Alpi c'è meno neve dal 40 all'80% a seconda delle zone.
In calo l’inquinamento in Pianura Padana negli ultimi venti anni secondo il progetto europeo Prepair, ma rimane la criticità da bacino chiuso. Verona chiude il 2021 con un contenuto miglioramento dei superamenti delle polveri PM10 rispetto ai due anni precedenti.