I teatri condominiali del centro Italia diventano Patrimonio Unesco
La scelta del riconoscimento vuole valorizzare la tradizione popolare e sociale dei teatri cittadini.

La scelta del riconoscimento vuole valorizzare la tradizione popolare e sociale dei teatri cittadini.

L’Italia ha ottenuto il riconoscimento di un nuovo sito nella lista di Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Si tratta del sistema dei teatri condominiali all’italiana, risalenti al periodo storico tra XVIII e XIX secolo. Il complesso di edifici si trova interamente nell’Italia centrale, tra Marche, Umbria ed Emilia Romagna. Questo riconoscimento valorizza un sistema complesso e diffuso di teatro popolare.
La bellezza architettonica di ogni singolo edificio si armonizza con la partecipazione della comunità locale sia nell’organizzazione che nella fruizione degli spettacoli, ponendo al centro famiglie e cittadini che concepiscono il teatro come luogo di socialità e cultura. Le strutture riconosciute sono di grande pregio architettonico e racchiudono saloni eleganti e decorazioni di rilievo pittorico e stilistico che rendono il teatro armonioso a livello estetico.
Ciascun sito porta in grembo una storia peculiare, dove cultura e tradizione popolare si fondono e dialogano assieme. Il Teatro Angelo Mariani, intitolato ad un compositore ravennate, si trova a Sant’Agata Feltria, in provincia di Rimini ed è il più antico in Italia costruito interamente in legno. Risale al 1605 e rappresenta una testimonianza importante del modello condominiale.
Il teatro subì un decadimento progressivo nel corso dei secoli fino al 2002, quando si decise di riportarlo all’antico splendore, valorizzandone l’adiacente archivio storico. A Jesi, in territorio marchigiano, si trova il teatro Pergolesi, intitolato alla memoria del famoso compositore e violinista di musica barocca Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) dotato di un talento precoce nonostante la sua breve esistenza.
Nel 1790 il Comune affidò alla Società della Concordia, formata da numerose famiglie nobiliari originarie di Jesi, dei lotti di terreno occupati da botteghe per la costruzione del teatro, con il sostegno di Pietro Gravina, cardinale appartenente ai grandi di Spagna. Il progetto del teatro fu affidato all’architetto Francesco Maria Ciaraffoni (1720-1802) e decorato con opere da un famoso pittore, Felice Giani (1758-1823) che dipinse le Storie di Apollo sulla volta della sala, mentre l’artista mantovano Gaetano Bertolani (1758-1856) realizzò dei magnifici ornamenti e stucchi nelle sale.



L’edificio venne inaugurato durante il carnevale del 1798 con la presenza del popolo e dei giacobini, che invasero la città dopo la vittoria di Napoleone. Ad Ascoli Piceno, centro storico turrito e dalle piazze maestose, si trova un altro teatro condominiale caratteristico, il Teatro Ventidio Basso, che porta il nome di un condottiero romano. Inizialmente in legno a gradoni, dal 1600 ottenne quattro ordini e fu inaugurato definitivamente nel 1846 con opere di Giuseppe Verdi, mentre La Bomboniera è il soprannome che attribuiscono i cittadini di Offida, borgo marchigiano, al teatro Serpente Aureo.
La sua struttura è barocca, pregevolmente decorata e stuccata con la rappresentazione di scene tratte dalle storie di Apollo con le Muse, mentre il progetto iniziale, che prevedeva la costruzione di un teatro ligneo, subì modifiche nel progetto iniziale. Trae ispirazioni dalla mitologia classica anche l’ornamento dedicato alla dea Feronia, dea dei boschi, del Teatro Feronia a San Severino Marche, di impronta neoclassica e riportato ai vecchi fasti in anni recenti.
Il teatro dell’Aquila di Fermo è uno dei più importanti ed imponenti dell’Italia Centrale, costruito per mano di Cosimo Morelli, progettista del Pergolesi di Jesi e il Gentile da Fabriano si trova a Fabriano ed è dedicato al celeberrimo pittore che diede un’impronta europea all’arte gotica italiana. Questo teatro sorge nell’area retrostante il Palazzo Comunale e la struttura attuale è il risultato di due costruzioni successive a quella del 1692 denominata teatro dell’Aurora e realizzato grazie alla volontà di tre nobili locali prevedeva quattro ordini di palchi per un totale di ottantuno, con balaustre curvilinee a balconcino.
Durante la seconda metà dell’Ottocento fu sostutuito brevemente da un altro teatro,ma l’impianto neoclassico originario, tutt’ora riconoscibile risale al 1884 e nel sipario ospita un dipinto simbolico del trionfo dell’artista Gentile da Fabriano con un bel effetto in controluce. Il teatro Lauro Rossi di Macerata nasce come evoluzione ottocentesca di un progetto affidato inizialmente a Antonio Galli da Bibbiena (1697-1774) e il teatro Bramante di Urbania fu costruito nel 1857 su commissione dell’Accademia Teatrale per merito di cittadini facoltosi che lo intitolarono a Donato Bramante, architetto tra i massimi esponenti dell’architettura moderna, mentre il Teatro Menotti di Spoleto, unico luogo umbro, è dedicato ad un celeberrimo librettista che portò nel mondo il nome di Spoleto realizzando il Festival dei Due Mondi, che si tiene ogni anno ed attira appassionati di musica da tutto il mondo.

Le foto sono tutte tratte dal sito www.finestresullarte.info
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