La società italiana odierna, il Paese Italia, è molto più sicuro rispetto ai decenni passati, come dimostrano chiaramente i dati. Tuttavia, la percezione comune è spesso opposta: molte persone credono che un tempo si vivesse in un contesto più sicuro. I numeri forniti dal Viminale e dall’ISTAT mostrano un calo significativo di quasi tutti i reati dal 1990 a oggi.

I numeri

Il dato più significativo riguarda senza dubbio gli omicidi, sia per la netta diminuzione numerica sia per l’impatto sociale del reato. Nel 1991 si sono registrati 1.016 omicidi, mentre nel 2025 sono stati appena 286. Si è passati così da una media di 5,2 omicidi al giorno a meno di uno, con 0,8 omicidi giornalieri. I tentati omicidi si sono dimezzati, scendendo da 2.197 nel 1991 a 1.143 lo scorso anno. I sequestri di persona, che negli anni Sessanta e Ottanta seminavano paura tra imprenditori e famiglie benestanti, sono praticamente scomparsi. Nel 1991 ne sono stati registrati 19, mentre negli ultimi anni il dato è tornato a zero. Questo risultato è stato possibile anche grazie alle leggi specifiche introdotte dallo Stato italiano, che hanno efficacemente contrastato il fenomeno dei rapimenti.

Anche i furti si sono ridotti della metà, passando da 3.470 ogni centomila abitanti a 1.506 nel 2025. Questo dato è particolarmente significativo perché tocca da vicino la vita delle persone. Mentre omicidi e sequestri di persona possono sembrare reati lontani, sia per frequenza che per gravità, i furti rappresentano un crimine che molti di noi possono sperimentare direttamente, e in effetti molti ne sono già stati vittime. Tuttavia, oggi la probabilità di subire un furto è significativamente inferiore rispetto a trent’anni fa. Anche i furti d’auto sono diminuiti drasticamente, passando da 300mila casi nel 1991 a circa 131mila. Si tratta di un calo superiore al 50%. Rimane invece stabile il numero di rapine, che si attesta intorno ai 28mila casi registrati.

L’unico grande reato in aumento è la violenza sessuale, che passa da circa 4.500 casi nel 2006 a 6.831 nello scorso anno. Tuttavia, questo dato va interpretato con attenzione: negli ultimi anni c’è stata una maggiore attenzione e sensibilità sul tema, soprattutto quando l’autore della violenza è un familiare. Sono aumentate le denunce perché le donne oggi sono più consapevoli e denunciano più frequentemente rispetto al passato gli atti di violenza commessi da familiari, mariti, compagni ed ex partner. Questi numeri ci indicano e confermano che l’Italia oggi è un Paese molto più sicuro rispetto a decenni fa, rispetto a quando molti di noi erano bambini, adolescenti o giovani adulti.

Il dramma dell’eroina nei giovani degli anni ’70 e 80

I racconti di chi ha vissuto gli anni Settanta e Ottanta descrivono una generazione post-adolescenziale segnata profondamente dall’eroina. Molti giovani di allora conoscevano almeno una persona deceduta per overdose. Verona stessa veniva soprannominata la Bangkok d’Italia per il suo ruolo centrale nel traffico di droga. I parchi giochi, non solo a Verona, non erano allora luoghi sicuri dove i bambini potessero giocare serenamente come oggi. Erano spesso zone dedicate allo spaccio e al consumo di droghe, mentre oggi sono frequentati da bambine, bambini e famiglie in tutta tranquillità.

Sono tristemente note le immagini di giovani trovati morti sulle panchine dei parchi e per strada. Una fotografia celebre, scattata in un giardino pubblico di Milano, ritrae un prete che somministra l’estrema unzione a un ragazzo morto con la siringa ancora conficcata nel braccio. Numerosi sono anche i video che mostrano giovani vagare come zombie per la città, in preda a crisi di astinenza o sotto l’effetto della droga. Su questo tema consiglio di guardare il documentario “Sampa, luci e tenebre di San Patrignano”, che racconta come la droga, e in particolare l’eroina, rappresentasse un vero e diffuso allarme sociale tra i giovani di quegli anni.

Gli anni di piombo, il terrorismo e le mafie

Foto da Unsplash di Emma Harrisova

In quegli stessi anni l’Italia attraversava il drammatico periodo degli Anni di Piombo, segnato da un diffuso terrorismo che imperversava nelle città. Erano anni caratterizzati da violenze, esplosioni e morti nelle piazze, durante cortei e manifestazioni. Ricordiamo la strage di Piazza Fontana, l’attentato alla stazione di Bologna, il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro, solo per citare alcuni degli episodi più emblematici. In quegli anni era inoltre estremamente difficile gestire aziende in Italia, a causa dei frequenti rapimenti di imprenditori e grandi manager.

Anni in cui in Italia, da nord a sud, operavano diverse associazioni mafiose (termine coniato successivamente) come la Mafia, la Camorra, la ‘Ndrangheta, la Sacra Corona Unita, la Mafia del Brenta, la Banda della Magliana, l’Anonima Sarda, passando per la Banda della Uno Bianca, che ha seminato il terrore con rapine in banche, supermercati e caselli autostradali tra Emilia Romagna e Marche. Queste e molte altre organizzazioni erano dedite a crimini che diffondevano paura in tutto il Paese.

Le mafie non sono state sconfitte, anzi: in alcuni casi hanno ampliato il loro raggio d’azione, ma gli omicidi e le stragi sono diminuiti dopo quelli di Capaci e di Via d’Amelio, in cui persero la vita Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e i membri delle loro scorte. Tra gli eventi che hanno segnato profondamente l’Italia vi sono anche l’attentato agli Uffizi di Firenze e il fallito attentato allo Stadio Olimpico di Roma. Questi episodi, avvenuti nei primi anni Novanta, rappresentano un punto di svolta nella lotta dello Stato contro la Mafia e hanno lasciato un segno indelebile nella storia italiana.

I decenni precedenti erano stati segnati da due guerre mondiali e da mezza Europa dominata da regimi totalitari repressivi e violenti, dove la libertà di espressione era negata. Erano tempi complessi, turbolenti e incerti, molto più insicuri rispetto a oggi, nonostante il boom economico del dopoguerra.

Perchè ci sentiamo insicuri oggi?

Questa narrazione e i dati oggettivi lo dimostrano: la società italiana odierna è la più sicura degli ultimi decenni. Eppure, la percezione delle persone è esattamente opposta. Perché? I motivi sono molteplici. Questa sicurezza reale che ci circonda ci fa stare bene, ma ogni minimo disagio causato da un reato, piccolo o grande che sia, scuote il nostro benessere, aumentando la sensazione di insicurezza. Tuttavia, ci sono altri fattori che influenzano ancora di più questa percezione: con il calo dei reati, soprattutto quelli gravi, questi eventi diventano più frequentemente oggetto di narrazione giornalistica.

Con 0,8 omicidi al giorno, ogni caso diventa notizia. Tutti ne parlano, creando una cronaca che spesso si trasforma in morbosa attenzione verso i reati più gravi, come omicidi e rapine, diventando terreno di speculazione mediatica e politica. Interi palinsesti televisivi sono dedicati a programmi con criminologi, ricostruzioni dettagliate in scala di abitazioni e ville. Ci sono podcast e canali YouTube che analizzano approfonditamente i pochi casi di omicidio per mantenere alta l’attenzione del pubblico. Il crime, soprattutto quando è reale, affascina profondamente le persone.

È così che il dovere di informare si trasforma in morbosità, share, like e visualizzazioni. All’aumentare di questi dati cresce anche la percezione di insicurezza e paura. I social media giocano un ruolo cruciale, amplificando i reati e raccontandoli in tempo reale, soprattutto quelli di cronaca locale, inseguendo like, consentendo commenti di ogni tipo e alimentando il senso di timore.

Le storie individuali

Questo è il quadro generale, fatto di dati che dimostrano in modo chiaro e inequivocabile che i reati sono diminuiti in modo significativo. Accanto a questo ci sono le storie individuali: persone uccise, rapinate o vittime di furti. Sono esperienze e paure reali che meritano attenzione. Chi oggi subisce un reato, forse più che in passato, si sente insicuro e vive una paura legittima, a cui politica e società devono rispondere con responsabilità. Non si tratta certo di un Paese in cui tutto va bene, ma di un Continente nel quale la situazione non è diversa: anche nel resto d’Europa i dati sono simili, e in alcuni casi addirittura migliori.

La società non è perfetta per definizione. Non può esserlo, data la moltitudine di persone, mentalità, comportamenti e atteggiamenti che la compongono. Le condizioni di vita variano, spesso risultando difficili e complesse, e questo rende inevitabilmente la società imperfetta. Tuttavia, è possibile migliorare, così come le cose sono migliorate in modo significativo dal 1991 a oggi. I dati dimostrano che oggi questo Paese, questa società, è molto più sicura rispetto ai decenni passati.

Dobbiamo tenere conto di tutto questo quando sosteniamo il contrario, soprattutto dopo un reato. Nella nostra città, nel nostro quartiere, si è verificata una minaccia o sui social abbiamo letto di un furto. È essenziale considerare questo contesto quando una componente politica sfrutta l’insicurezza per ottenere voti, facendo leva sulle percezioni, sulle emozioni e sulle paure delle persone, spesso trascurando dati oggettivi sulla sicurezza.

Insicuri nonostante l’aiuto della tecnologia

Anche la tecnologia moderna ci supporta in questo ambito. Pensiamo, ad esempio, alla gestione e al controllo dei nostri figli. Oggi disponiamo di strumenti che consentono di monitorare in tempo reale la posizione dei nostri bambini. Questo offre ai genitori maggiore tranquillità, sapendo dove si trovano e, spesso, anche cosa stanno facendo. Esistono registri elettronici che segnalano immediatamente la presenza o l’assenza del proprio figlio a scuola. Anni fa, quando i figli uscivano di casa per andare a scuola o incontrare gli amici, i genitori non avevano alcun mezzo per controllarli, né a scuola né per strada.

Strumenti che in qualche modo rendono i genitori di oggi più tranquilli, ma che limitano la libertà dei giovani di vivere le proprie esperienze senza la sensazione di un controllo eccessivo. Un controllo spesso asfissiante, nato proprio dalla percezione di insicurezza degli adulti. Quegli stessi adulti cresciuti in una società segnata dall’epoca della droga e dell’eroina, in un Paese con un alto numero di omicidi e tentati omicidi, caratterizzato da un aumento di furti, rapimenti e di molte altre forme di reato.

Foto da Unsplash di FlyD

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