Il palcoscenico e il giardino
Fino all'8 agosto al Teatro Romano di Verona la metamorfosi naturale dei MOMIX in "Botanica – Season 2".

Fino all'8 agosto al Teatro Romano di Verona la metamorfosi naturale dei MOMIX in "Botanica – Season 2".

Tra la pietra millenaria di Verona e l’illusione ottica della danza contemporanea si rinnova un dialogo felice e ormai collaudato. Da lunedì sera il Teatro Romano è tornato a trasformarsi nel laboratorio visivo che la compagnia statunitense abita da anni con straordinaria naturalezza. L’occasione è la settantottesima edizione dell’Estate Teatrale Veronese, inserita nella cornice tematica (H)Earth of Glass curata dal direttore artistico Fabrizio Arcuri, che fino all’8 agosto ospita i MOMIX con la prima di Botanica – Season 2.
A sedici anni dal debutto dell’opera originale del 2008, la creatura di Moses Pendleton si presenta al pubblico non come un semplice revival nostalgico, ma come una vera rielaborazione organica. Il coreografo americano ha spiegato come la compagnia sia tornata al proprio giardino originario per lasciar radicare nuove idee. Il risultato è un terrario scenico in cui proiezioni visive aggiornate, giochi di luce e l’inconfondibile atletismo dei danzatori danno vita a una vera e propria fotosintesi teatrale.

Sotto la regia di Pendleton e con il disegno luci riadattato da Colin Montgomery Neukirch, i dodici esecutori in scena smettono le forme umane per farsi materia vegetale e animale. Tronchi rigogliosi, candide calendule e vespe leggere come colibrì animano una drammaturgia che non passa attraverso la narrazione lineare, ma si sviluppa per accumulo di immagini poetiche, sostenuta dalle figure sceniche di Michael Curry e dai costumi di Phoebe Katzin.
La danzatrice Seah Hagan ha ricordato come l’obiettivo della produzione non sia quello di illustrare la natura, bensì di incarnarne la forza dinamica. In un’epoca dominata dalla gravità del dibattito ecologico, lo spettacolo sceglie la via dell’evocazione. Sulla scena non compaiono dati né proclami, ma la celebrazione della fragilità e della potenza degli elementi, perfettamente in linea con il tema guida del festival veronese. Che tra la formazione del Connecticut e la città scaligera vi sia un’affinità elettiva è un dato consolidato. Il produttore Julio Alvarez ha ribadito come l’architettura del Teatro Romano offra una cassa di risonanza unica per le composizioni umane di Pendleton. Un’analisi condivisa dall’Assessora alla Cultura Marta Ugolini, che ha evidenziato il valore di una presenza capace di coniugare il rigore della ricerca estetica con una profonda trasversalità di pubblico.
Nei suoi novanta minuti divisi in due atti, la rappresentazione mantiene la promessa del suo creatore, regalando a chi guarda una sensazione di maggiore leggerezza. In una stagione estiva che interroga il presente attraverso la memoria e la trasformazione, l’alchimia dei MOMIX riconferma come la meraviglia, quando sostenuta da un solido rigore tecnico, rimanga uno degli strumenti più efficaci per risvegliare i sensi e comprendere il mondo circostante.

Le repliche proseguiranno tutte le sere alle ore 21.30 presso il Teatro Romano di Verona fino all’8 agosto. I biglietti sono acquistabili sia presso il Box Office di Verona in via Pallone sia tramite i circuiti di vendita online autorizzati Boxol e Boxofficelive.
