Ogni sentiero custodisce un racconto, ogni malga abbandonata conserva un frammento di passato. Da questa convinzione prende forma “Una Montagna di Storie”, il ciclo di incontri che animerà Badia Calavena tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Sei appuntamenti, tutti a ingresso libero, costruiti attorno a un’idea precisa: esplorare la montagna attraverso le storie di chi l’ha vissuta, studiata, difesa e raccontata. Dai cammini ai Cimbri, dalla fauna selvatica alla salvaguardia del Vajo Borago, la rassegna intreccia natura, cultura e memoria per restituire la complessità di un territorio che continua a cambiare senza perdere la propria identità.

Promossa da Aps Abazia con la collaborazione della sezione Ettore Castiglioni del Cai di Tregnago, l’iniziativa si svilupperà tra il 24 luglio e il 2 agosto. Due serate avranno come cornice il chiostro dell’Abbazia di Badia Calavena, in piazza Mercato, mentre gli altri incontri si svolgeranno nella sede dell’associazione, la Casa di Pepper, in piazza Sant’Andrea.

Ad aprire il programma, venerdì 24 luglio, sarà il professor Gianni Confente, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del Cammino dei 7 Vulcani, un itinerario escursionistico di circa cento chilometri che attraversa le valli d’Alpone, del Chiampo e d’Illasi seguendo antichi rilievi vulcanici, mulattiere, sentieri e contrade. Un percorso nato per valorizzare un’area ancora poco conosciuta del Veronese, dove geologia, storia e paesaggio si fondono in un’unica esperienza di cammino.

Sabato 25 luglio spazio invece al teatro con “La riscossa del Poro Can”, spettacolo scritto e interpretato da Gianni Franceschini, accompagnato dagli effetti sonori di Giancarlo Dalla Chiara e dalle percussioni di Giovanni Franceschini. Un mosaico di racconti popolari e personaggi senza paura, sospesi tra ironia, tradizione e memoria orale.

Domenica 26 luglio riflettori puntati sui Cimbri, protagonisti di una serata guidata dalla storica e ricercatrice Antonia Stringher, tra le più autorevoli studiose della cultura cimbra. L’incontro ripercorrerà aspetti della vita quotidiana di queste comunità alpine, senza dimenticare il ruolo che il contrabbando ebbe nell’economia di sopravvivenza della Lessinia orientale, quando il confine rappresentava al tempo stesso un limite e un’opportunità.

La rassegna riprenderà venerdì 31 luglio con Manuel Panarotto e il suo volume Oltre i pascoli della Lessinia. Attraverso immagini realizzate dopo lunghi appostamenti, il fotografo naturalista racconterà la fauna selvatica del territorio, dagli ungulati ai rapaci, offrendo uno sguardo discreto e rispettoso sugli animali che popolano i boschi e gli altipiani lessinici.

Sabato 1 agosto il programma si sposterà idealmente alle porte di Verona con la proiezione del docufilm “Vajo Borago” di Alessandro Anderloni. Il film racconta la straordinaria mobilitazione popolare che, insieme all’associazione Il Carpino e a numerosi artisti e cittadini, riuscì a impedire la trasformazione di 38 ettari dell’area sommitale del Vajo Borago in nuovi vigneti, preservando uno degli ecosistemi più preziosi del territorio veronese. Una vicenda che è diventata simbolo della partecipazione civica nella difesa del paesaggio.

A concludere il percorso, domenica 2 agosto, sarà “Malga Posta: l’alpeggio del Carega”, incontro con Mauro Regalin degli Amici del Carega, Filippo Busolo, vicepresidente della sezione Cai Ettore Castiglioni di Tregnago, e ancora Antonia Stringher. Al centro della serata le vicende di una malga ormai ridotta a rudere e di un angolo poco conosciuto del gruppo del Carega, dove pastorizia, abbandono e trasformazioni geologiche raccontano il delicato equilibrio tra attività umana e ambiente montano.

Più che una semplice rassegna, “Una Montagna di Storie” si presenta come un viaggio nell’identità della Lessinia. Ogni appuntamento aggiunge un tassello a un racconto collettivo fatto di sentieri, comunità, tradizioni, biodiversità e paesaggi da custodire. Un invito a rallentare il passo e ad ascoltare una montagna che continua ad avere molto da dire.

La manifestazione gode del patrocinio del Comitato Scientifico del Cai Veneto Friulano e Giuliano, del sostegno del Comune di Badia Calavena e della collaborazione dell’Osteria Ljetzan di Giazza, che offrirà il brindisi conclusivo al termine di ogni serata. Tutti gli incontri inizieranno alle ore 21.

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