Le canzoni, a volte, hanno una vita segreta. Esiste quella impressa nei dischi, fatta di arrangiamenti ormai familiari, e poi ce n’è un’altra che si rivela soltanto dal vivo, quando un pianoforte rallenta il passo, una tromba prende la parola al posto di una chitarra o un silenzio vale quanto un ritornello. È proprio in quello spazio, dove nulla è davvero identico a come lo si ricorda, che Daniele Silvestri continua da anni a costruire i suoi concerti. Sabato 25 luglio porterà questa filosofia al Teatro Romano di Verona con Canzoni a sdraio, il nuovo tour inserito nella rassegna Contaminazioni Musicali dell’Estate Teatrale Veronese.

Più che un concerto, Canzoni a sdraio assomiglia a una rilettura della propria storia artistica. Il titolo coincide con quello del progetto discografico uscito un mese fa, ma sul palco diventa soprattutto un invito ad abbandonare ogni aspettativa. Non ci sono formule da replicare né scalette scolpite nella pietra. Le canzoni vengono aperte, attraversate, lasciate respirare. Alcune cambiano ritmo, altre acquistano colori nuovi, altre ancora sembrano raccontare qualcosa che, fino a quel momento, era rimasto nascosto tra le pieghe del testo.

Una scelta che accompagna Silvestri fin dagli esordi. Ogni suo tour ha cercato un linguaggio diverso, evitando la rassicurante liturgia del “concerto dei successi”. La musica dal vivo, per il cantautore romano, non è mai stata un museo da visitare, ma un organismo in continua trasformazione, dove il repertorio continua a evolversi insieme a chi lo suona e a chi lo ascolta.

Per questo Canzoni a sdraio nasce in una formazione essenziale solo in apparenza. Silvestri si divide tra pianoforte e chitarre, accompagnato da Davide Savarese alla batteria e alle percussioni e da Marco Santoro, musicista capace di passare con naturalezza dal fagotto alla tromba. Tre strumenti, tre personalità e una libertà espressiva che amplia continuamente l’orizzonte sonoro, lasciando convivere jazz, canzone d’autore, suggestioni popolari e improvvise deviazioni verso territori inattesi.

Sarà anche l’occasione per riscoprire alcuni dei brani più amati del suo repertorio sotto una luce completamente diversa. Da Salirò a Il mio nemico, passando per Cohiba, A bocca chiusa e molte altre canzoni che hanno segnato oltre tre decenni di carriera, il filo conduttore non sarà la nostalgia, ma la curiosità. Non un viaggio all’indietro, dunque, bensì la dimostrazione che una buona canzone continua a trasformarsi senza perdere la propria identità.

Accanto alla musica, come spesso accade nei concerti di Silvestri, ci sarà spazio anche per il racconto. Aneddoti, riflessioni, improvvisazioni e dialoghi con il pubblico entreranno naturalmente nella trama dello spettacolo, rendendo ogni data diversa dalla precedente. È una cifra che appartiene da sempre al cantautore romano: la capacità di alternare leggerezza e profondità, ironia e impegno, senza mai trasformare il palco in una cattedra.

L’appuntamento è organizzato da Eventi Verona Srl nell’ambito della sezione musicale dell’Estate Teatrale Veronese 2026. I biglietti sono disponibili sui principali circuiti di prevendita e presso il Box Office di Verona.

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