Le feste di quartiere non sono soltanto appuntamenti del calendario estivo. Sono piccoli riti collettivi, occasioni in cui un luogo si racconta e una comunità misura il proprio stato di salute. Per questo il ritorno della Festa di Santa Toscana, in programma dal 10 al 12 luglio al Parco della Provianda, va letto anche oltre il programma di concerti, spettacoli e stand gastronomici.

C’è infatti un valore simbolico nella scelta del luogo. Il Parco della Provianda, ampliato recentemente grazie all’apertura dell’area dell’ex Caserma Passalacqua, sta diventando uno degli spazi pubblici più importanti della città. Un’area che fino a poco tempo fa rappresentava una cesura nel tessuto urbano e che oggi prova a trasformarsi in un punto di incontro, attraversato da famiglie, studenti, residenti e nuovi cittadini.

È qui che la storica festa di Santa Toscana, dopo essere stata recuperata lo scorso anno, cerca una nuova dimensione. Non quella della nostalgia, ma quella di una tradizione che continua a vivere perché sa adattarsi ai tempi. È significativo, ad esempio, che uno dei simboli della manifestazione sia il ritorno del Palo della Cuccagna, reinventato per i bambini: un gioco antico che smette di essere semplice esercizio di memoria e torna a essere esperienza condivisa.

Anche il programma culturale sembra muoversi in questa direzione. L’incontro dedicato alla storia di Veronetta apre idealmente un percorso che invita a guardare il quartiere con occhi diversi, andando oltre le narrazioni spesso polarizzate che negli ultimi decenni ne hanno accompagnato l’evoluzione. Le visite alle mura cittadine e l’apertura straordinaria della chiesa di Santa Toscana ricordano invece quanto il patrimonio storico di questa parte della città rimanga ancora poco conosciuto, perfino dagli stessi veronesi.

Accanto alla dimensione culturale c’è naturalmente quella della festa. La musica accompagnerà tutte e tre le serate, dalla cover band dei Depeche Mode Freemode agli Amaranto Acoustic Band, fino al concerto della violinista Lisa Agnelli, che chiuderà la manifestazione prima dello spettacolo finale di luci. Nel parco non mancheranno gli stand gastronomici, il mercatino dell’artigianato e gli spazi dedicati alle famiglie.

Ma sarebbe riduttivo fermarsi al cartellone. La rinascita della Festa di Santa Toscana racconta qualcosa di più ampio: il tentativo di ricostruire relazioni in un quartiere spesso descritto attraverso le sue fragilità e che invece continua a esprimere una straordinaria vitalità associativa. La collaborazione tra istituzioni, Pro Loco, associazioni e realtà economiche locali dimostra come gli eventi popolari possano diventare strumenti di rigenerazione civica prima ancora che occasioni di intrattenimento.

In un tempo in cui gli spazi pubblici sembrano perdere la loro funzione di luoghi d’incontro, una festa di quartiere può assumere un significato inatteso. Per qualche sera il Parco della Provianda non sarà soltanto un’area verde, ma una piazza contemporanea, dove generazioni diverse, storie differenti e identità molteplici si ritroveranno a condividere lo stesso spazio.

Forse è proprio questo il senso più autentico della rinascita di Santa Toscana: ricordare che una città non si costruisce soltanto con i cantieri, ma anche con le occasioni in cui le persone tornano a riconoscersi come comunità.

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