The Lumineers: in Arena il folk che sa ancora emozionare
Lunedì 6 luglio nell'anfiteatro romano di Verona l’unica data italiana dell’Automatic World Tour.

Lunedì 6 luglio nell'anfiteatro romano di Verona l’unica data italiana dell’Automatic World Tour.

L’Arena di Verona si prepara ad accogliere una delle band più amate della scena folk-rock contemporanea. Lunedì 6 luglio, alle 21, i The Lumineers porteranno nell’anfiteatro scaligero l’unica tappa italiana dell’Automatic World Tour, il viaggio musicale che accompagna il loro quinto album in studio, Automatic. Un appuntamento atteso da migliaia di fan, non solo italiani, che avranno l’occasione di ritrovare dal vivo quel particolare equilibrio tra semplicità e intensità emotiva che ha reso il duo americano un fenomeno mondiale.
Sono passati oltre dieci anni da quando Ho Hey iniziò a risuonare nelle radio di tutto il mondo. Da allora Wesley Schultz e Jeremiah Fraites hanno costruito una carriera fuori dagli schemi, senza inseguire le mode e senza rinunciare alla loro identità. Hanno preferito continuare a raccontare storie di persone comuni, di amori fragili, di partenze, perdite e ritorni. Canzoni che sembrano piccole confessioni, ma che finiscono per parlare a milioni di ascoltatori.
Con oltre venti brani entrati nelle classifiche internazionali e due candidature ai Grammy Awards, i Lumineers sono riusciti a trasformare un linguaggio musicale essenziale in un fenomeno globale. Il loro debutto omonimo rimase per quarantasei settimane ai vertici della Billboard 200, mentre Ho Hey è diventata una delle canzoni simbolo degli anni Dieci. Successivamente Cleopatra ha debuttato direttamente al numero uno negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada, confermando che quel successo iniziale non era stato un caso, ma l’inizio di un percorso artistico solido e riconoscibile.

Il nuovo disco, Automatic, nasce invece a Woodstock, luogo che continua a evocare una certa idea di musica autentica. Registrato insieme ai produttori David Baron e Simon Felice, l’album rappresenta contemporaneamente un ritorno alle radici e una nuova evoluzione del gruppo. I brani affrontano temi come la difficoltà di comunicare, la vulnerabilità, l’ironia e il bisogno di ritrovare connessioni sincere in un tempo sempre più veloce. Il risultato è probabilmente uno dei lavori più maturi della loro discografia: essenziale negli arrangiamenti, ma ricco di sfumature emotive.
Il concerto veronese alternerà inevitabilmente le nuove composizioni ai brani che hanno costruito il legame tra la band e il suo pubblico. Difficile immaginare una serata senza Ho Hey, Ophelia, Cleopatra, Sleep on the Floor, Angela o Stubborn Love, insieme ai pezzi più recenti come Brightside, il singolo che nel 2022 ha regalato ai Lumineers il sesto primo posto nelle classifiche alternative americane in meno di un decennio. Chi ha assistito alle prime date dell’Automatic World Tour racconta di uno spettacolo costruito come un lungo racconto, dove le canzoni nuove si fondono con quelle storiche senza soluzione di continuità e il pubblico diventa parte integrante dell’esibizione.
Anche fuori dal palco il gruppo continua a mantenere una forte attenzione ai temi ambientali. Per ogni biglietto venduto viene destinato un contributo economico a favore di Sound Future e Roots & Shoots, due organizzazioni impegnate rispettivamente nella promozione di progetti per il clima e nell’educazione delle nuove generazioni alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. Un gesto concreto che accompagna il tour internazionale e che riflette una sensibilità presente da tempo nel percorso della band.

I biglietti sono ancora disponibili nei diversi settori dell’Arena, con prezzi che partono da circa 65 euro per il sesto settore non numerato e superano i 230 euro per il primo settore numerato. Ma i numeri raccontano soltanto una parte della storia. Il resto lo spiegano le canzoni.
I Lumineers non hanno mai cercato effetti speciali. Hanno costruito il loro successo con una chitarra acustica, un pianoforte, una grancassa battuta con forza e melodie capaci di entrare nella memoria collettiva. Le loro canzoni sembrano arrivare da un luogo familiare, come fotografie ritrovate in un vecchio cassetto. Parlano di fragilità senza trasformarla in spettacolo e di speranza senza renderla retorica.
Per questo il concerto dell’Arena potrebbe diventare qualcosa di più di una semplice tappa di un tour mondiale. L’acustica dell’anfiteatro, il cielo estivo sopra Verona e migliaia di persone pronte a cantare insieme ritornelli ormai entrati nella storia della musica degli ultimi quindici anni potrebbero creare una di quelle rare serate in cui il tempo sembra rallentare. E quando risuoneranno le prime note di Ho Hey o di Ophelia, sarà difficile distinguere la voce della band da quella del pubblico. In fondo è proprio questo il segreto dei Lumineers: scrivere canzoni che, una volta partite dal palco, non appartengono più soltanto a chi le ha composte, ma diventano un pezzo della vita di chi le ascolta.
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