Sabato 27 giugno 2026 si chiude a Verona la 45ª edizione del Festival di Cinema Africano e Oltre con l’ultima serata di CINELÀ Africa Short, l’appuntamento che per otto giorni ha trasformato il Cinema Teatro San Massimo all’aperto in un crocevia di storie, linguaggi e sguardi sul continente africano contemporaneo.

La serata conclusiva non sarà solo una chiusura, ma un vero e proprio momento di sintesi del festival: un percorso che ha attraversato 20 cortometraggi in concorso e 3 lungometraggi fuori concorso, restituendo al pubblico un mosaico di narrazioni che raccontano migrazioni, identità, trasformazioni sociali e nuove estetiche del cinema africano e oltre.

Nel programma della serata finale di CINELÀ Africa Short 2026, tra i titoli più attesi figura Barbès, Little Algérie, il film di Hassan Guerrar che porta sullo schermo uno dei luoghi simbolici della diaspora nordafricana in Europa: il quartiere di Barbès, nel cuore di Parigi.

Un’area urbana spesso raccontata per frammenti — tra cronaca sociale, rappresentazioni stereotipate o visioni nostalgiche — che nel film diventa invece il centro di una narrazione più ampia e stratificata sull’identità contemporanea.

Barbès come spazio identitario

Guerrar sceglie Barbès non solo come ambientazione, ma come vero e proprio dispositivo narrativo. Il quartiere, noto per la forte presenza della comunità algerina e maghrebina, viene raccontato come uno spazio in cui convivono lingue, generazioni e appartenenze diverse.

Nel film, le strade, i negozi, i mercati e i luoghi di ritrovo non figurano perciò da semplice sfondo, ma costruiscono una geografia sociale complessa: un territorio in cui la dimensione privata e quella collettiva si sovrappongono continuamente. Il film adotta dunque una struttura corale, evitando un unico protagonista e costruendo invece un mosaico di vite. Le storie che si intrecciano restituiscono la complessità della diaspora algerina in Francia: giovani nati a Parigi ma legati a un’eredità culturale forte, genitori arrivati durante le grandi migrazioni del secondo Novecento, e figure anziane che portano ancora il peso della memoria coloniale.

Uno sguardo lontano dagli stereotipi

Uno degli elementi più significativi del lavoro di Guerrar è il rifiuto di rappresentazioni semplificate. Barbès, Little Algérie evita sia la retorica della marginalità sia quella dell’esotizzazione, scegliendo invece uno sguardo realistico e quotidiano. La vita del quartiere viene restituita attraverso gesti ordinari, dialoghi essenziali e situazioni che mettono in luce la normalità di un’esistenza ibrida. In questo senso, il film si inserisce pienamente nella linea curatoriale del festival veronese, che da anni punta a raccontare l’Africa contemporanea e le sue diaspore attraverso sguardi interni e non mediati.

La serata del 27 giugno culminerà con la premiazione dei cortometraggi vincitori, scelta dalle giurie del festival, che includono professionisti del settore e giurie parallele legate al territorio. Un momento che celebra non solo i film premiati, ma anche il dialogo costruito nei giorni del festival tra pubblico, autori e critici.

Di fronte al cinema è a disposizione un ampio parcheggio auto, mentre per chi arriva in bicicletta, è possibile parcheggiare all’interno del cortile del cinema.

Costo di ingresso eventi e proiezioni € 5,00.

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