Venerdì 19 giugno, dalle ore 17.00 alle 19.00, presso la Dogana di Fiume dei Filippini a Verona, si terrà il terzo e ultimo appuntamento del ciclo Primavera 2026 di AV3 – Architetti Verona al Cubo, curato dall’architetto Leopoldo Tinazzi. Dopo gli incontri dedicati a Rinascimento Adattivo di Pietro Valle e a Quel che resta dell’architettura di Marco Biraghi, il programma si conclude con la presentazione di Idee di città (Quodlibet, 2025), volume curato da Sara Marini, docente presso l’Università IUAV di Venezia.

Il libro raccoglie una pluralità di contributi provenienti da studiosi, ricercatori e docenti delle principali scuole di architettura italiane. Più che una raccolta di saggi sullo stato delle città, Idee di città si presenta come un laboratorio di visioni: una serie di riflessioni che, prendendo avvio da contesti urbani concreti, prova a immaginare possibili traiettorie future, interrogando il ruolo del progetto nella costruzione di nuove forme dell’abitare e della convivenza.

In un momento storico in cui le città sono attraversate da profonde trasformazioni – ambientali, sociali, economiche e demografiche – il libro riporta al centro una domanda fondamentale: è ancora possibile formulare idee di città? Esiste ancora uno spazio per una riflessione progettuale capace non soltanto di descrivere il presente, ma di orientarlo?

Il volume nasce da un articolato percorso di ricerca sviluppato all’interno dell’unità Tedea. Teorie dell’architettura dell’Università IUAV di Venezia, che negli ultimi anni ha promosso una serie di incontri dedicati alle città reali e a quelle immaginate, agli strumenti con cui leggere le condizioni esistenti e alle modalità attraverso cui riconoscere, nelle presenze manifeste o latenti che abitano i territori, le premesse per nuove prefigurazioni. Ne emerge un confronto corale che considera il progetto urbano non come semplice risposta tecnica, ma come dispositivo culturale capace di interpretare e trasformare le energie del presente.

Sara Marini

L’origine stessa del libro affonda le proprie radici in una genealogia culturale significativa. Tre opere, in particolare, costituiscono il riferimento teorico e ideale da cui prende avvio la ricerca. La prima è Idea di Venezia, conferenza tenuta da Sergio Bettini il 10 ottobre 1954 a Palazzo Grassi e successivamente pubblicata nella raccolta Tempo e forma, testo che propone una lettura della città lagunare come costruzione culturale prima ancora che fisica. La seconda è Viaggio in Italia, il celebre progetto editoriale e fotografico curato nel 1984 da Luigi Ghirri, Gianni Leone ed Enzo Velati, che ha contribuito a ridefinire lo sguardo sul paesaggio italiano contemporaneo. La terza è il convegno Idea di Venezia, organizzato nel 1988 dalla Fondazione Istituto Gramsci Veneto, i cui atti sono stati pubblicati nello stesso anno, riaprendo il dibattito sul rapporto tra città, rappresentazione e progetto.

Questi tre riferimenti delineano una traiettoria comune: l’idea che le città non siano soltanto realtà da amministrare o trasformare, ma soprattutto luoghi da interpretare, raccontare e immaginare. È proprio in questa prospettiva che Idee di città costruisce il proprio percorso.

Il volume assume infatti la forma di un viaggio. Le diverse tappe del libro seguono un itinerario che attraversa il territorio italiano da Nord-Est a Nord-Ovest, passa per il Centro, raggiunge il Sud e risale infine lungo l’Adriatico verso il punto di partenza. Lungo questo tragitto si susseguono città reali, sconfinamenti oltre confine e incursioni nell’immaginario, in una geografia che alterna casi studio, riflessioni teoriche e racconti progettuali.

Ciò che accomuna i diversi contributi non è la ricerca di una visione unitaria o di una formula condivisa per il futuro delle città italiane. Al contrario, il titolo al plurale rivendica la molteplicità degli approcci e delle prospettive. Le “idee di città” raccolte nel volume sono strade differenti: alcune affondano le proprie radici nella storia del progetto urbano e ne riaffermano l’attualità; altre si configurano come percorsi ancora da tracciare, tentativi di interpretare condizioni inedite e di costruire nuovi immaginari.

In questo senso il libro si colloca all’interno di una tradizione disciplinare che considera il progetto come strumento critico, capace di leggere le contraddizioni del presente e di formulare ipotesi per il futuro. Non un repertorio di soluzioni, dunque, ma una raccolta di domande, visioni e possibilità.

La presentazione organizzata da AV3 offrirà l’occasione di discutere questi temi insieme alla curatrice Sara Marini, aprendo un confronto sul ruolo dell’architettura e dell’urbanistica in una fase storica segnata da cambiamenti sempre più rapidi e complessi. In continuità con gli appuntamenti precedenti del ciclo, l’incontro intende proporre uno spazio di riflessione aperto sul rapporto tra ricerca, professione e trasformazione delle città contemporanee.

Per Verona, città che negli ultimi anni si confronta con questioni decisive legate alla rigenerazione urbana, alla pressione turistica, alla qualità dello spazio pubblico e alla ridefinizione dei propri margini, il confronto con una pluralità di “idee di città” rappresenta un’occasione preziosa per tornare a discutere non soltanto di ciò che le città sono, ma soprattutto di ciò che potrebbero diventare.

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