Nelle scorse settimane nel veronese si è assistito al susseguirsi di eventi atmosferici che si sviluppano rapidamente, fenomeni quasi inaspettati che in pochi minuti scatenano il finimondo.  Un downburst, dicono gli esperti, fenomeno atmosferico, da noi quasi sconosciuto, in cui un flusso freddo di aria discendente, impattando sul suolo, genera raffiche di vento lineari fino a 150 chilometri orari in tutte le direzioni (outflow).

Lunedì 11 Maggio 2026

Tra le 18.10 e le 18.25 un forte temporale ha colpito Verona, con pioggia, grandine, fulmini e raffiche di vento  fino a 127 km/h, ha provocato la caduta di numerosi alberi, causando forti disagi al traffico su via Torbido, circonvallazione interna, viale Galliano, viale Colombo, vari lungadige e numerose strade periferiche. Danni anche ad alcune aziende nella zona Zai, con scoperchiamento di tetti e caduta di tegole, e in centro storico a plateatici, cornicioni e comignoli.  Quaranta gli interventi dei Vigili del fuoco, fortunatamente non ci sono stati feriti.

Downburst

Mercoledì 10 Giugno 2026

Intorno alle 18 nel Veronese, una tempesta con fortissime raffiche di vento accompagnate da pioggia e grandine ha colpito  gran parte dei territori a ovest della provincia. Grandine in Valpolicella, tetti di case scoperchiati e diciotto famiglie sfollate a Bussolengo. A Verona, in pochi minuti, la furia del vento ha danneggiato alcune scenografie della Traviata costringendo a sospendere le prove per la prima in Arena.

Eventi eccezionali? Non più

L’Osservatorio  Città Clima 2025 di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol, aiuta a contestualizzare gli eventi atmosferici vissuti, mettendo soprattutto in evidenza quanto la crisi climatica stia accelerando e come questa stia sempre più colpendo il nostro territorio. Il quadro è quanto mai allarmante.

Nel 2025, in Italia, gli eventi meteo estremi che hanno causato danni sono stati 376 con un forte trend di crescita: nel 2015 erano stati 60.

I fenomeni più frequenti sono stati allagamenti da piogge intense (139), danni da vento (86) ed esondazioni fluviali (37), preoccupano anche il forte aumento rispetto al 2024 delle temperature record, +94%, e le frane da piogge intense +42%.

A essere più colpito è stato soprattutto il Nord Italia. Le regioni ad aver subito gli impatti maggiori sono state: Lombardia con 50 casi, Sicilia con 44 e Toscana con 41.   Genova con 16 eventi meteo estremi risulta la provincia più colpita seguita da Messina Torino 12, Firenze e Treviso 11, Milano 10, Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo 9. 

Preoccupante soprattutto l’impatto degli eventi estremi sui trasporti:  24 sono stati quelli che nel 2025 hanno provocato nella penisola danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale.

Nella previsione di un’ estate sempre più calda non si deve dimenticare l’emergenza ormai cronica della siccità che colpisce soprattutto il Sud Italia ma sempre più percepibile anche in ampie aree della Lessinia.  Secondo Copernicus Climate Change Service il 2025 è stato il secondo anno più caldo mai registrato, a pari merito con il 2023, dietro solo al 2024; il trend delle temperature medie del pianeta continua a crescere.

Inoltre occorre tenere presente l’impatto economico. Un recente studio dell’Università di Mannheim, stima in 11,9 miliardi di euro l’entità dei danni provocati nel 2025 con la prospettiva di raggiungere i 34,2 miliardi di euro nel 2029.

La crisi climatica accelera e minaccia il nostro benessere, mette in pericolo la vita delle persone, infragilisce il territorio nel quale viviamo. La “natura” ce lo ricorda con sempre maggiore frequenza: ogni temporale è ormai un avvertimento, un forte segnale di allarme, quasi a suggerire il cambio di paradigma con cui affrontiamo il rapporto con lei.

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