Presentato alcuni giorni fa nella sede della Provincia di Verona, il Torri Summer Festival porta sul lago una proposta estiva un po’ controcorrente: tre mercoledì sera dedicati alla grande stagione del pop rock e del progressive italiano. Dal 17 giugno al 1° luglio, il Molo De Paoli di Torri del Benaco ospiterà Le Orme con Bernardo Lanzetti, gli OF New Trolls e il Banco del Mutuo Soccorso. Tre nomi che, per chi ama il progressive rock italiano, non hanno bisogno di troppe presentazioni, ma che meritano forse di essere ascoltati anche da chi quella stagione della musica italiana d’autore l’ha conosciuta solo di riflesso.

Si comincia mercoledì 17 giugno con Le Orme e Bernardo Lanzetti, voce storica legata anche alla PFM e agli Acqua Fragile. Il 24 giugno sarà la volta degli OF New Trolls, mentre il 1° luglio chiuderà la rassegna il Banco del Mutuo Soccorso. Tutti i concerti inizieranno alle 21, con ingresso libero. I posti a sedere, però, saranno limitati e prenotabili gratuitamente attraverso il sito di Sonny Boy Store.

L’idea dell’amministrazione comunale, ci spiega il sindaco Stefano Nicotra, è quella di costruire una programmazione culturale capace di attraversare la storia della musica italiana, partendo quest’anno dagli anni Sessanta e Settanta e da alcuni dei gruppi che più hanno segnato quel periodo. Torri del Benaco, che da quest’anno è diventata ufficialmente città, vuole proporsi non soltanto come luogo di villeggiatura, ma anche come spazio in cui il turismo passa attraverso proposte culturali di qualità.

In questo senso la scelta del prog rock può sembrare insolita, soprattutto in una programmazione estiva. E forse è proprio questo il punto. Quando gli chiedono se non sia una scelta un po’ controcorrente, Nicotra rivendica proprio questa direzione: una proposta più di nicchia, certo, ma di spessore, costruita attorno ad artisti con storie professionali molto importanti. Non la musica di sottofondo per riempire una sera d’estate, insomma, ma un ascolto vero, in un luogo che per tre mercoledì diventa una specie di salotto affacciato sul lago.

C’è anche una ragione pratica nella scelta del mercoledì. Durante la settimana raggiungere Torri è meno complicato rispetto al fine settimana, quando il traffico turistico sul Garda diventa inevitabilmente più intenso. Allo stesso tempo, in giugno il paese è già abitato da turisti, residenti e proprietari di seconde case, un pubblico che può rispondere bene a una proposta musicale curata e non banale.

Enrico Vesco, manager e produttore esecutivo legato da anni a Le Orme e a questo mondo musicale, sottolinea come il progetto non nasca per caso. Le Orme, OF New Trolls, Banco e Bernardo Lanzetti si sono già ritrovati insieme nello spettacolo “Una Storia Unica”, che quest’anno ha riunito sullo stesso palco alcune delle formazioni più rappresentative del progressive italiano e che proseguirà anche nel 2027 con un tour dedicato. A Torri, per ragioni di spazio e di organizzazione, questa storia viene distribuita in tre serate distinte. Una scelta che, a ben vedere, può anche diventare un vantaggio: permette di ascoltare ogni gruppo con più tranquillità, senza comprimere repertori e memorie in una sola lunga serata.

Banco del Mutuo Soccorso

Giovanni Lai, tra gli organizzatori e direttori artistici dell’evento, insiste su un aspetto che spesso si dimentica: queste band non appartengono solo alla memoria italiana, ma hanno ancora un pubblico internazionale. Hanno fatto parte di una stagione in cui la musica italiana dialogava con l’Europa, con il rock inglese, con la sperimentazione, con una certa idea di album come opera completa. Ed è anche per questo che continuano a riempire teatri e sale importanti, spesso con spettatori molto diversi tra loro.

Il tema generazionale torna più volte. Da una parte c’è chi questi gruppi li ha vissuti allora; dall’altra ci sono ascoltatori più giovani che li stanno riscoprendo, magari partendo dal vinile, dalle ristampe, dalle playlist, o dai riferimenti che ancora oggi passano dentro molta musica contemporanea. Anche nelle basi dance, nei dj set, nelle produzioni più recenti, certe tracce della musica italiana degli anni Sessanta e Settanta continuano a riemergere. E il ritorno del vinile, ricordano gli organizzatori, non è solo una moda: è anche il segno di un ascolto più attento, più fisico, meno distratto.

Per Torri del Benaco, quindi, il festival diventa qualcosa di più di tre concerti sul lago. È un modo per dire che anche una piccola città può permettersi una proposta culturale ambiziosa, se sceglie bene la propria misura. Non servono necessariamente i grandi numeri televisivi o i nomi del momento. A volte basta portare in un luogo bello musicisti che hanno attraversato decenni di storia, e lasciare che le canzoni facciano il resto.

Un momento della conferenza stampa di presentazione del Festival – Foto di Giuseppe Noventa

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