C’è un appuntamento fisso, ogni terzo venerdì del mese, dalle 14.30 alle 16.30, in Piazza Santa Toscana a Verona. Le volontarie del WWF Veronese si appostano presso l’edicola sociale, sistemano il banchetto, appendono le bandiere, dispongono le pubblicazioni e aspettano. Non solo per parlare di natura. Ne abbiamo discusso con Sandra Giori e Roberta Gentili, volontarie dell’associazione.

“Non parliamo solo di WWF,” racconta Sandra. “Parliamo anche dei problemi della zona, di quello che succede nel quartiere. Chi passa vede, si ferma, fa quattro chiacchiere.”

È quello che loro chiamano un presidio: non un gazebo promozionale, ma un punto di presenza stabile nella vita del quartiere. Un luogo dove si affronta il malcontento, ci si scambia libri grazie al book crossing che l’edicola offre e dove – quasi per caso – si scopre che le lucciole stanno scomparendo.

A tutela delle biodiversità

WWF richiama a primo impatto un perimetro di sola fauna animale. Non è però così. Il WWF Veronese è un’organizzazione di volontariato che opera su fronti molto trasversali fra loro, ed è proprio questa varietà ad averla resa attrattiva per Roberta e Sandra.

Come riportato sul loro sito web www.wwf-verona.it, sono numerose le sfere di influenza all’interno di cui operano i volontari, e quindi l’intera associazione. Educazione ambientale nelle scuole, ecologia urbana, tutela della biodiversità, ecologia urbana, manutenzione di oasi e aree verdi, organizzazione di eventi ed escursioni.

Le iniziative del WWF Veronese

Sul fronte dell’educazione ambientale, i volontari entrano nelle scuole con laboratori pratici di falegnameria per la biodiversità: si costruiscono nidi per uccelli, mangiatoie, bat-box per i pipistrelli e rifugi per gli insetti impollinatori. Chi lo desidera può richiedere queste creazioni artigianali anche per il proprio balcone o giardino, con una donazione minima a sostegno dei progetti.

La tutela e conservazione della biodiversità passa dal monitoraggio del territorio, dalla difesa delle specie a rischio e dalla collaborazione con l’università. C’è poi il capitolo fauna selvatica, che comprende escursioni tematiche come le passeggiate sulle tracce del lupo, condotte in collaborazione con l’associazione Io non ho paura del lupo. “Il lupo è un cittadino della natura anche lui,” spiega Roberta. “Ci servirebbe anche molto. Se stai a determinate regole, il lupo fa la sua parte.”

Questa in particolare è stata organizzata, come ribadito da Sandra, in seguito al “sì” del Parlamento Europeo alla modifica dello status di protezione dei lupi in Europa. Ne avevamo parlato qui su Heraldo in occasione dell’incontro organizzato per il festival del giornalismo veronese.

Lo sfalcio dell’erba all’Oasi del Busatello

L’ecologia urbana è un altro pilastro: passeggiate ecologiche nei quartieri, cura degli spazi verdi cittadini e la partecipazione a eventi come Urban Nature. Sul fronte dei Grandi Alberi, l’associazione ha avviato un progetto di mappatura e valorizzazione degli esemplari arborei più significativi del territorio.

Poi ci sono le oasi: il Busatello a Gazzo Veronese, dove i volontari sfalciano i canneti in autunno e inverno per favorire la rigenerazione della vegetazione primaverile, e l’Oasi della Bora a Povegliano Veronese, con le sue risorgive e le visite guidate per le scolaresche. A queste si aggiunge la gestione del Parco della Lessinia, a cui l’associazione ha dedicato anche una guida naturalistica e culturale.

Far scoprire, non solo proteggere

E proprio all’oasi del Busatello a Gazzo Veronese, il prossimo 12 giugno è stato organizzato uno dei tanti eventi targato WWF Veronese: “Lucciole e suoni notturni al Busatello 2026”.

“Quando la gente viene di notte in Val Borago e vede le lucciole, è estasiata,” racconta Roberta. “E tu non sai che la lucciola è uno dei sintomi più evidenti che qualcosa sta scomparendo.” Il problema, spiega, è che molte persone semplicemente non conoscono questa realtà. “Noi dobbiamo calarci nel cittadino medio e fargliela scoprire. Dopodiché restano tutti basiti.”

È ancora più vero quando si lavora con i giovani. “Quando vedi un ragazzo che si interessa a queste problematiche,” dice Sandra, “dà ancora più soddisfazione. È più lasciare qualcosa alle persone, un coinvolgimento diretto.”

Questo, in fondo, è il cuore del lavoro: non solo pulire o proteggere, ma far scoprire. Portare le persone a contatto con qualcosa che non sapevano di avere vicino, lasciando che sia quella stessa magia sconosciuta a fare il resto. Il presidio si presta dunque come elemento di giuntura fra la vita di quartiere, gli interessi dei cittadini e il mantenimento dello status quo nella biodiversità circostante.

Per una chiacchiera, per diventare socio dell’associazione o per conoscere in presa diretta le volontarie, ogni terzo venerdì del mese, dalle 14.30 alle 16.30, in Piazza Santa Toscana a Verona, il presidio WWF è aperto ai cittadini.

Una delle tante passeggiate

© RIPRODUZIONE RISERVATA