Piazza Erbe, l’antico Foro Romano, oggi appare come un posteggio di banchi tecnologici e ombrelloni automatici. È stata trasformata in un’esposizione di gadget per turisti che ha sostituito il mercato di una volta. Non solo la merce esposta, ma neppure chi gestisce i banchetti ha più nulla a che fare con Verona.

La donna che attraversa la piazza, insieme ai nuovi “piassarotti” che arrivano da ogni parte del mondo, sono il simbolo di questa trasformazione compiuta. Cosa c’entra la statua di Barbarani di Novello Finotti con questo crocevia globale? È li che osserva la sua piazza dall’angolo con via Cappello, ma certo vorrebbe essere da un’altra parte.

Per ricordarci come era questo spazio nel cuore della città andrebbe almeno allestita un’esposizione permanente delle opere di Angelo Dall’Oca Bianca, il pittore che ha celebrato l’anima del mercato rionale esprimendo quel realismo sociale che oggi ammiriamo nelle figure popolari delle venditrici di frutta, dei contadini e delle donne del popolo.

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