Il Festival della Bellezza torna con un tema che sembra intercettare molte delle inquietudini del presente: “Il Simbolico”. Un titolo essenziale, ma capace di aprire riflessioni ampie sul rapporto tra immaginario, arte, linguaggio e identità collettiva. La XIII edizione della manifestazione, patrocinata dal Ministero della Cultura e promossa dalla Regione del Veneto tra i “Grandi Eventi”, si svilupperà tra maggio e ottobre attraverso 50 appuntamenti ospitati in 25 luoghi simbolo del patrimonio storico e artistico italiano.

Il progetto ideato e diretto da Alcide Marchioro continua così a costruire la propria identità attorno alla formula dell’“arte nell’arte”: spettacoli, lectio e concerti inseriti in contesti che diventano parte integrante dell’esperienza culturale. Dai templi greci di Selinunte al Teatro Romano di Verona, da Piazza San Marco a Venezia al Castello Sforzesco di Milano, passando per Villa Medici a Roma, il Vittoriale, il Teatro Olimpico di Vicenza e la Collezione Peggy Guggenheim.

L’edizione 2026 punterà su riflessioni inedite dedicate al significato dei simboli nella contemporaneità. «Il Festival esplorerà il mondo dei simboli, le entità che danno forma e senso al nostro immaginario», spiega Marchioro. «La sensibilità estetica dipende dai simboli e allo stesso tempo crea simboli».

Il programma riunisce filosofi, scrittori, artisti, divulgatori e musicisti molto diversi tra loro, accomunati dalla volontà di leggere il presente attraverso linguaggi differenti. Tra gli ospiti attesi figurano Umberto Galimberti, Massimo Recalcati, Massimo Cacciari, Stefano Massini, Melania Mazzucco, Donato Carrisi, Alessandro D’Avenia, Stefania Auci, Federico Buffa, Vincenzo Schettini, Arianna Porcelli Safonov, Alessia Gazzola, Barbara Alberti, Guia Soncini, Niccolò Ammaniti, Alessandro Bergonzoni e Dario Fabbri.

Una parte importante del Festival sarà dedicata anche alla musica e ai grandi eventi dal vivo. Tra gli appuntamenti più attesi spiccano i concerti di Claudio Baglioni in Piazza San Marco il 29 e 30 giugno, per l’apertura del “GrandTour La Vita è Adesso”, e quello di Edoardo Bennato il 6 luglio nello stesso scenario veneziano. A Selinunte, invece, Vinicio Capossela celebrerà i vent’anni di “Ovunque proteggi” con un concerto al Tempio di Hera il 16 luglio, in un contesto che promette di amplificare la dimensione evocativa della sua musica.

Verona manterrà un ruolo centrale nel percorso del Festival grazie agli eventi ospitati al Teatro Romano, ormai uno dei luoghi più rappresentativi della manifestazione. Qui andranno in scena, tra gli altri, Stefano Massini con la lectio teatrale “La forza del simbolo”, Stefania Andreoli con “Le parole del sabato e il simbolico” e Alessandro Bergonzoni con il suo nuovo monologo “Non Bello Ma Gnifico”.

Anche il rapporto tra arte e psiche sarà uno dei temi ricorrenti. Umberto Galimberti proporrà una riflessione sul legame tra follia, amore e arte, mentre Donato Carrisi affronterà il tema del simbolo nei thriller e nei labirinti della mente. Dario Fabbri porterà invece al Festival una lettura geopolitica e antropologica dei miti mediterranei.

Il cartellone si estende poi ad alcuni dei più importanti luoghi storici italiani. Al Castello Sforzesco di Milano, che ospiterà otto appuntamenti, Federico Buffa racconterà il mito di Michael Jordan, Vincenzo Schettini proporrà “La fisica dei simboli” e Massimo Cacciari interverrà sul passaggio “dalla metafora al simbolo”. A Possagno, nel Museo Gypsotheca Antonio Canova, Melania Mazzucco racconterà la “grazia” nell’arte canoviana, mentre al Teatro Olimpico di Vicenza Telmo Pievani presenterà uno spettacolo dedicato a Charles Darwin.

Sempre più forte, inoltre, la presenza del Novecento nel disegno culturale del Festival. Villa Necchi Campiglio, il Museo del Novecento di Milano, il Vittoriale e la Peggy Guggenheim Collection diventeranno scenari per incontri dedicati alle avanguardie artistiche, al Surrealismo e alle trasformazioni dell’immaginario contemporaneo.

Un focus particolare sarà riservato a Carlo Scarpa. Il Festival realizzerà infatti un docufilm dedicato al grande architetto veneziano e al suo rapporto con il simbolico, con riprese tra il Memoriale Brion di Altivole, il Negozio Olivetti di Venezia e Palazzo Scarpa a Verona.

Accanto alla dimensione dal vivo continua a crescere anche quella digitale. Gli organizzatori prevedono oltre 250 milioni di visualizzazioni dei contenuti video diffusi attraverso i canali social del Festival, che con oltre 350 mila follower rappresenta una delle realtà culturali italiane più seguite online.

Il Festival della Bellezza conferma così una formula che negli anni ha saputo unire divulgazione, spettacolo e riflessione, evitando sia il linguaggio accademico sia quello puramente televisivo. Il risultato è una manifestazione che prova a far dialogare il pensiero contemporaneo con luoghi che appartengono alla memoria culturale del Paese.

In una stagione storica segnata da conflitti, polarizzazioni e comunicazione accelerata, la scelta di dedicare l’edizione al simbolico assume inevitabilmente anche un valore più ampio. Non soltanto una riflessione estetica, ma un tentativo di interrogarsi sui linguaggi e sulle immagini che continuano a orientare il nostro modo di leggere la realtà.

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