Un viaggio tra i padiglioni sia nei Giardini che all’Arsenale merita un momento di rielaborazione, come è stato scritto dalla rivista Finestre sull’arte.

Troppe sollecitazioni diverse e a volte contrastanti in una dimensione attuale e storica complessa e, a tratti, violenta che sembra contraddire il messaggio di ricerca di pace.

Non facile quindi decifrare con calma questo momento, molti messaggi traghettati dalle opere portano su altri piani: alcuni sono diretti e forti tessuti e fatti con sapienza artigianale come quelli di molte artiste del continente africano all’Arsenale.

Oppure pieni di anima e di spirito come il padiglione dell’India o quello dell’Oman.

Altri sono contorti o addirittura provocatori in modo forzato, come per esempio quello dell’Austria ai Giardini: una campana con una donna/batocchio sbattuta di qua e di là e non solo.

Oppure quello del Giappone con oltre 70 bambolotti dove ognuno “gioca” a manipolare l’infanzia pur nell’idea di tutelare il proprio diritto ad accudire e preservare le nascite.

Nel primo giorno di apertura ufficiale il 9 maggio 2026 con 100 partecipazioni nazionali, 111 artisti e collettivi, 31 eventi collaterali ci sono stati circa 10 mila visitatori, un numero davvero impressionante che fa tremare i polsi ai veneziani locali.

Le impressioni sono tante, tra il caos di una presenza stavolta enorme della stampa che ha provocato code notevoli e inaspettate e un tumulto di idee e visioni spesso concitate, il contrario di ciò che Koyo Kouoh aveva chiesto: rallentare per ascoltare e ascoltarsi.

E, da veneziana, per fortuna poi si esce e l’acqua e la luce restituiscono armonia. Anche un buon bicchiere e un paio di cicheti in via Garibaldi aiutano a ritrovare la relazione.

Meglio allora evitare se possibile I fine settimana e tener presente che ci vogliono almeno due giorni per un giro “visivo”.

Numerosi gli eventi collaterali gratuiti, alcuni con prenotazione. Una delle proposte più interessanti è quella del Vaticano all’interno del Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi dietro alla chiesa degli Scalzi accanto alla stazione Santa Lucia. Un percorso immersivo nei suoni nella musica e negli odori. Ne parleremo meglio dato che ne farò a breve l’esperienza diretta.

Uscendo dalla stazione si possono scegliere varie opzioni: andare a piedi (almeno  mezz’ora/40 minuti) oppure prendere il vaporetto, linea 5.2 che porta ai Giardini, linea 1 che passa tutto il Canal Grande, tragitto piuttosto lungo ma molto bello. All’altezza della fermata del mercato di Rialto proprio di  fronte c’è una installazione interessante : Il Gesto di Jr, street artist E fotografo francese ideatore di altri interventi anche alle piramidi del Louvre di Parigi.

L’installazione è sulla facciata del palazzo veneziano/bizantino del XIII secolo Ca’da Mosto, ora sede di un art hotel a 5 stelle Venice Venice Hotel.

Un gigantesco arazzo in B/N fatto con filati di lana vergine, plastica riciclata, carta washi e cotone biologico.

Ispirata alle Nozze di Cana di Paolo Veronese del 1563 ripensa in chiave attuale e non strettamente evangelica ad una cena contemporanea, che si rifà per connessione di valori al Refettorio Paris, un progetto culinario e culturale contro lo spreco alimentare, riunendo volontari chef e ospiti per creare una composizione collettiva.

In primo piano ci sono le vite reali delle persone oggi metafora di uguaglianza, ogni partecipante al banchetto è accompagnato da una registrazione e il visitatore può ascoltarne la vita.

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