Il 22 e 23 maggio torna a Verona Verona Risuona, il festival diffuso e gratuito dedicato alla sound art, all’improvvisazione e alla sperimentazione sonora, giunto alla sua XIX edizione. Il titolo scelto per quest’anno, The Revolution Won’t Be Televised, è già una dichiarazione d’intenti: un invito a vivere il suono come esperienza diretta, collettiva e non mediata, capace di trasformare temporaneamente gli spazi urbani in luoghi di ascolto, incontro e ricerca artistica.

Nato dal desiderio di attivare la città attraverso il suono, Verona Risuona si è affermato negli anni come uno degli appuntamenti più interessanti dedicati alle pratiche sonore contemporanee, costruendo una rete di collaborazioni tra artisti, musicisti, performer, istituzioni culturali e realtà indipendenti locali e internazionali.

Per due giorni, Verona si trasformerà in una vera e propria mappa sonora aperta, attraversata da concerti, performance, installazioni, opere corali, mostre e interventi interdisciplinari distribuiti in diversi punti della città.

Il festival abita infatti spazi molto differenti tra loro — chiese, conservatori, piazze, atelier, locali e centri culturali indipendenti — creando un dialogo continuo tra architettura, pubblico e suono. L’obiettivo non è soltanto presentare eventi musicali, ma costruire un’esperienza immersiva in cui il paesaggio urbano diventa parte integrante della composizione artistica. Ogni luogo viene reinterpretato attraverso pratiche di ascolto che mettono al centro la relazione tra ambiente, comunità e sperimentazione.

Anche quest’anno il programma attraverserà linguaggi molto diversi: jazz contemporaneo, folk sperimentale, noise, elettronica, rap, improvvisazione radicale e ricerca interdisciplinare convivranno all’interno di una proposta che rifiuta i confini rigidi tra i generi. Il festival si conferma così uno spazio aperto alla contaminazione, dove artisti provenienti da percorsi differenti possono incontrarsi e collaborare liberamente.

Un programma per ogni gusto musicale

Ad aprire il programma saranno, dalle 17 alle 18, due appuntamenti paralleli: nella Chiesa di San Nicolò si esibiranno i musicisti svedesi Den Perfekta Romansen, Zara Lava e Klara, mentre negli spazi de Il Meccanico sarà visitabile la mostra “La Casa della Via Lattea” di Antonello Ghezzi. Sempre dalle 17.30 prenderà il via anche il solo violinistico di Arvid Barnö.

Tra gli eventi principali della serata figura l’Exxit Festival a Porta Vescovo, attivo dalle 18 fino all’una di notte, destinato a diventare uno dei fulcri della manifestazione.

La musica dal vivo attraverserà l’intero quartiere con sonorità che spaziano dal folk al jazz, dall’elettronica al rock sperimentale. All’Osteria Ai Preti saliranno sul palco gli svedesi Dante and Agnes, seguiti da un dj set al Mondo Perduto e dal live di Above The Tree. In Piazza XVI Ottobre spazio a Boy Soprano e, a seguire, all’esibizione di Nicu Bors Suona Armore. Il Deposito di via XX Settembre ospiterà una serata rap e jazz con Edop, Leo Cofano e Donato Dalia, seguita da una jam session aperta. Sempre in via XX Settembre, al Mezcalina si esibiranno Julia Da Campo e Ingmarvey Gonzalez, mentre al Bar Al Vò sarà protagonista il Gez Trio, formato da Martino De Franceschi, Nelide Baldello ed Enrico Terragnoli.

Ampio spazio anche alla sperimentazione artistica e alle performance indipendenti: nello studio artistico di Corinna Ferrarese andrà in scena “Portami a Nirodha”, mentre al Malacarne si alterneranno numerosi artisti tra cui Lovisa & Emil, Golden Heir Sun, Meles Meles, Anna Fasoli & Roberto Panarotto, Ale Obsidian e Kevin Follet.

La notte proseguirà con concerti e dj set in diversi spazi del quartiere: al Rocket Radio il live di Chornaya Izba + Demikhov, alla Segreteria “I Am The Blues” con Vincent M. Favoris e Bruno Marini, mentre al Pedrotti si esibiranno Arvid and Dante. A chiudere la manifestazione saranno Lele Mosina e The Beat Brothers al Bastiancontrario.

Il progetto nasce da un’idea del Conservatorio ABACO di Verona, dell’Accademia ABA di Verona e dell’Università Svedese di Göteborg, con il coordinamento e la direzione artistica di Diplomart. Questa collaborazione internazionale rappresenta uno degli elementi distintivi della manifestazione: un dialogo costante tra formazione artistica, ricerca accademica e produzione culturale indipendente.

Tra i luoghi simbolici dell’edizione 2026 ci sarà anche Piazza Santa Toscana, destinata a diventare uno dei principali punti di incontro del festival. I concerti ospitati nella piazza saranno realizzati in collaborazione e con il sostegno di Buone Nuove e Fondazione Cariverona, rafforzando ulteriormente il legame tra il progetto e il territorio cittadino.

Più che un semplice festival musicale, Verona Risuona continua a essere un laboratorio culturale diffuso, capace di ridefinire il rapporto tra arte e spazio pubblico. In un momento storico dominato dalla fruizione digitale, il festival sceglie invece di riportare l’attenzione sull’esperienza dal vivo, sull’ascolto condiviso e sulla possibilità di costruire nuove connessioni attraverso il suono.

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