Chi osserva il fiume oggi nota esemplari maestosi di Cocai, quasi raddoppiati nella stazza rispetto a quelli più minuti che i veronesi in là con gli anni ricordano con nostalgia.

Il loro volo circolare e i gridi acuti hanno ispirato la sensibilità di poeti come Berto Barbarani, che nei suoi versi in dialetto coglieva l’essenza di una città oggi nascosta. Per il veronese, vedere i cocai che “sfiorano l’acqua lustrando la via” (come direbbe il poeta) significava sentirsi a casa, in un dialogo perenne tra la pietra dei muraglioni e la vita selvatica del fiume.

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