Tocca temi di grande attualità il nuovo romanzo di Cinzia Inguanta, NSG Non sono glamour (Scatole parlanti, 2026). Il libro è stato presentato il 5 maggio scorso, in prima nazionale, presso la libreria Feltrinelli di Verona, in un incontro che ha visto l’autrice in dialogo con la giornalista Jessica Cugini.

Inguanta, come nelle sue opere precedenti, disegna un romanzo radicato nel territorio veronese ma gli conferisce anche un respiro più ampio che attraversa il Paese e non solo. A partire dal titolo, che immediatamente rimanda all’immagine di sé, a quanto potere e risalto le si attribuisce e al costo che comporta adeguarsi ai canoni standard di bellezza. «Il glamour del titolo non è solo estetica, è quell’armatura che ci imponiamo per essere accettate» ha dichiarato l’autrice «Vorrei che emergesse quanto sia faticoso mantenerla e quanto sia liberatorio, seppur doloroso, decidere di romperla».

E poi ci sono i temi cari all’autrice: le dipendenze, il suicidio e la violenza domestica, nelle sue declinazioni da fisica e sessuale a  psicologica, così difficili da individuare, così semplici da nascondere al mondo.  

La  prima cosa che colpisce del libro è la spiazzante copertina che ritrae una statua in bronzo, opera dello scultore Leonardo Brunelli, riproduzione di una stele della Lessinia. Una pietà arcaica, resa in nero su bianco, in netto contrasto con la parola glamour del titolo. Si indovina la funzione simbolica, ma se ne comprende lo strettissimo legame con la storia solo verso pagina centosedici.

La storia: due donne, Giusy e Lucia, abitano in un condominio come tanti, separate da qualche rampa di scale, sono costrette a confrontarsi con qualcuno che le vuole diverse, nell’aspetto o nell’agire. Due donne, che potrebbero essere nostre colleghe o vicine di casa, celano con l’ironia, il sorriso o il fondotinta lividi più o meno visibili di una realtà che le vuole diverse e sempre performanti, o più docili e remissive, mentre il loro desiderio è di essere soltanto se stesse, sul lavoro e nella vita affettiva.

A Giusi non era chiaro cosa sarebbe accaduto dopo la sua presa di posizione. Con tutta probabilità l’avrebbero rimossa dal programma, forse addirittura licenziata. Sapeva che certe scelte si possono pagare molto care e le andava bene così. Era disposta a sostenere il prezzo della sua decisione. Non avrebbe ritrattato.

Non sono glamour

In questo romanzo c’è il dolore, raccontato senza sconti e infingimenti, di Giusy e Lucia, di essere respinte e vessate. Il dolore è un ambito che le donne frequentano da secoli e le porta a essere protagoniste dell’attualità più funesta, a dispetto delle dilaganti immagini glamour, appunto, dove si celebra un loro presunto successo.

Lucia si riteneva una donna intelligente e pragmatica, eppure, da qualche tempo, voleva vedere un segno del destino nelle coincidenze […] Cacciò via la sensazione di sconforto che cercava di risalire della pancia alla testa […] Si alzò per andare in bagno a prendere un antidolorifico. Nello specchio sopra il lavandino vide riflesso il volto livido di una donna che non riconobbe.

Non sono glamour

Ma la storia abbraccia anche il dolore degli uomini, con affetti non ricambiati e segnali malintesi causa di scelte definitive. L’autrice ci presenta uomini irrisolti e violenti, indecisi e fragili. Eppure non senza slanci di autentica generosità, almeno da parte di qualcuno.

Cinzia Inguanta, come giornalista di grande esperienza, conosce il tessuto sociale di cui scrive e riesce a condurci su temi complessi con uno stile narrativo accattivante, coinvolgente. Ne risulta un page turner da cui pare impossibile staccarsi fino alla fine, in un crescendo di tensione.

È una narrazione che a tratti sorprende «Ho scavato in territori psicologici più oscuri, cercando di non cadere nello stereotipo» ha affermato l’autrice «È stato un processo di scrittura più intenso ed esigente a livello emotivo, rispetto ai miei lavori precedenti».

La sua è una prosa che intreccia finzione e realtà per coglierne quegli aspetti che possano offrire un filo di speranza, anche nelle situazioni più difficili.

Un sorriso improvviso le illuminò il viso. Aveva fretta. Accelerò il passo, perché la vita si compie in un giorno.

Non sono glamour

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