L’immagine come atto di resistenza silenziosa, ma non per questo meno dirompente. È questo Mr Nobody Against Putin, film di David Borenstein e Pavel Talankin, vincitore del premio al miglior documentario nella scorsa edizione degli Oscar, che arriverà in sala a Verona al Cinema Fiume.

L’appuntamento, organizzato nell’ambito di Nuovo Cinema Coraggioso, il progetto di ZaLab che porta il cinema nelle scuola, si terrà alle 9.30 di martedì 19 maggio e coinvolgerà le classi delle scuole secondarie di secondo grado. È previsto un dibattito al termine del film, animato da ZaLab e Progettomondo. Un’occasione per creare uno spazio di confronto su libertà di pensiero e responsabilità individuale, grazie a un film che attraversa il presente e apre domande urgenti sul rapporto tra educazione, guerra, propaganda e costruzione del consenso.

L’evento è gratuito e oltre che da ZaLab e Progettomondo, è promosso anche dal Comitato Festival del Cinema Africano di Verona, Diplomart, Movimento Nonviolento, One Bridge To-, Scuola di Pace e Nonviolenza e Philm-Centro di Ricerca di Filosofia e Cinema. L’iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MIC-Ministero della Cultura e MIM-Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Mr Nobody Against Putin nasce da un progetto di Pavel Talankin, insegnante molto amato della scuola di una piccola città russa, Karabash, dove insegna ai bambini riprese e montaggio video. Ironico, vicino ai suoi studenti, Pasha, come lo chiamano tutti, trasforma il suo ufficio in un piccolo spazio di libertà e ascolto. Ma quando la Russia invade l’Ucraina, anche la scuola si trasforma: le lezioni si riempiono di retorica patriottica, nascono gruppi giovanili militarizzati e l’educazione diventa uno strumento di propaganda.

Costretto, come videomaker dell’istituto, a documentare le attività ufficiali, Pasha decide di usare la videocamera per raccontare ciò che accade davvero intorno a lui. Filma dall’interno la progressiva normalizzazione della guerra, il peso del consenso e il coinvolgimento crescente dei più giovani.

Giorno dopo giorno, Pavel Talankin, il professore, documenta infatti la trasformazione della comunità scolastica sotto il rigido e incessante controllo delle autorità. Fin dall’inizio, docenti e studenti sono obbligati a partecipare a rituali patriottici; le lezioni si trasformano gradualmente, tramite una serie di ordini, in copioni ufficiali da memorizzare parola per parola, con domande e risposte imposte. Iniziano le esercitazioni militari: si maneggiano armi e, durante l’ora di ginnastica, i lanci di granate sostituiscono gli allenamenti tradizionali. Chi lancia la granata più lontano vince la gara.

Il racconto è privo di enfasi e giudizi: Talankin appare inizialmente sorpreso, quasi ingenuamente incredulo, e discute senza posizioni ideologiche, limitandosi a esprimere il proprio dissenso. A tratti assume toni quasi comici. Tutto si svolge all’interno della scuola, offrendo una prospettiva quotidiana e semplice sulla guerra, un vero processo di incubazione. A un certo punto, il professore inizia a temere di essere sorvegliato e che i suoi filmati possano essere confiscati; decide quindi di mettersi in contatto con qualcuno che lo aiuti a portarli fuori.

Quella che nasce come una testimonianza privata si trasforma in un gesto di resistenza silenziosa e quotidiana, fino a costringerlo a una scelta radicale: lasciare il proprio Paese per portare quelle immagini al mondo.

Nella primavera del 2022, Talankin contatta il filmmaker David Borenstein, condividendo le riprese della scuola per documentare la rapida militarizzazione che stava avvenendo nelle istituzioni educative russe. Pavel ha filmato il progetto per due anni, fino all’estate del 2024, quando ha lasciato la Russia. Attualmente vive in Europa.

L’invito è rivolto a docenti di ogni ordine e grado, per partecipare con le proprie classi: per chiedere di riservare un posto in sala, è possibile compilare il form online a questo link.

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