La città di Verona ha accolto in questi giorni gli appuntamenti del Festival biblico, evento che si è svolto dall’8 al 10 maggio coinvolgendo numerose persone e valorizzando diversi luoghi e spazi diventati occasione di incontro e riflessione.

Gli eventi veronesi si sono collocati all’interno di un programma ben più ampio e articolato che proprio in queste settimane sta attraversando altre città tra cui Vicenza, Padova, Rovigo, Conegliano, Treviso, Chioggia, Alba, Catania e Genova dando al festival la connotazione, ormai sempre più evidente, di voler essere diffuso sul territorio.

Il potere del limite tema della 22ª edizione

Il tema di questa edizione – “Il potere del limite” – ha posto al centro dell’attenzione forse una delle questioni più urgenti del nostro tempo: il potere spesso inteso come uso unilaterale della forza e il limite spesso percepito come una forma di ostacolo.

Gli incontri proposti a Verona in occasione del Festival Biblico hanno voluto invece offrire l’opportunità, a chi ha partecipato, di provare a cambiare prospettiva invitando a guardare il potere in termini di responsabilità, possibilità di cura, custodia e il limite come a una dimensione costruttiva dell’umano.

Pertanto un’esperienza di riflessione e confronto non solo religiosa ma, anche e soprattutto, culturale e spirituale capace di intrecciare filosofia, scienze umane, arte e attualità.

La lezione di Elizabeth Green alla Biblioteca Naudet

Tra gli appuntamenti proposti particolarmente interessante e partecipato è stato quello di sabato pomeriggio, presso gli spazi della Biblioteca Naudet, con la teologa e socia del Coordinamento Italiano delle Teologhe Elizabeth Green dal titolo “Una pietra, una tomba e un paio di donne”.

Un momento di ascolto significativo e profondo che ha saputo indagare la natura stessa del potere attraverso domande complesse e, in qualche modo scomode: quale potere domina il nostro tempo? In che modo il limite può realmente arginarlo?

Per cercare di comprendere la complessità di queste questioni e del mondo che oggi abitiamo, Green è tornata a uno degli episodi simbolici del cristianesimo: la tomba vuota al mattino di Pasqua. È qui che compaiono tre elementi essenziali – una pietra, una tomba, alcune donne – che diventano le figure indispensabili di una trasformazione radicale.

Dice Elizabeth Green che «in fondo sono questi gli ingredienti fondamentali di uno degli episodi tra i più raccontati e conosciuti dei Vangeli. Sebbene possa sembrare qui che il potere del limite praticato da Gesù lungo tutta la sua vita sia stato sulla croce sconfitto, non è così. La tomba vuota è diventata il luogo simbolo per eccellenza della trasformazione del potere, la ratificazione del potere del limite da parte di Dio. Esploro questi temi ancora oggi molto atttuali visto il momento storico che stiamo attraversando prestando, anche, un’attenzione particolare al ruolo delle donne nel racconto e chiedendomi perché il potere del limite
sia rimasto in gran parte impotente all’interno delle chiese».

Elizabeth Green introdotta da Lucia Vantini. Foto di Rossana Cavallari

In fondo, sottolinea Green, se il potere è desiderabile, umanamente desiderabile il probolema di fondo è la sua chiara e iniqua distribuzione a cui fa seguito un uso altrettanto iniquo da parte di alcuni a discapito di altri ed è di fronte a queste dinamiche culturali, sociali e politiche che devono essere attivate forme di cambiamento consapevole e ispirato.

A pensarci bene, non è mai la limitazione dell’essere umano in nessuna forma esercitata a rendere potente qualcuno bensì il suo esatto contrario: la possibilità data di elevarsi, di realizzarsi, di poter in qualche modo sentirsi riconosciuti e riconosiute come persone con una propria dignità e una propria umanità. In tal senso il Festival Biblico è stata una preziosa occasione di confronto, dialogo e approfondimento.

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