Presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2025 la pellicola Lo straniero di François Ozon ripercorre quasi fedelmente il romanzo di Albert Camus e diviene una sfida notevole per il regista francese portatore di un cinema sfuggente e poco inquadrabile che sa osare sempre.

La difficoltà primaria è stata affrontare un testo cosi importante e pregno, come ricorda anche il regista intervistato da Antonio Cuomo per il sito https://movieplayer.it/: “È una grande angoscia e una grande eccitazione affrontare qualcosa di più grande di sé e attaccare un capolavoro della letteratura francese, anzi mondiale, perché è il terzo libro francese più letto al mondo”.

Il protagonista Mersault vive ad Algeri nel più totale conformismo, conosce Marie, inizia una relazione e, per una serie di circostanze, si troverà in carcere imputato d’omicidio.

Ozon rimane fedele al breve romanzo di Camus e sceglie la strada del corpo e delle fisicità per trasferire su pellicola le sensazioni del protagonista, l’attore Benajmin Vossin, che aveva già lavorato con il cineasta in Estate ’85, è la scelta indovinata con la sua capacità di offrire mistero e cupezza all’interpretazione.

La scelta del bianco e nero è vincente e anche quella di una fotografia sovraesposta che fa avvertire il sole e la sua accecante potenza che si manifesta continuamente. C’è anche la volontà di voler offrire una sorta di alone misterioso ai personaggi con l’uso del bianco e nero e il riferimento va a Michelangelo Antonioni come ricorda il regista sempre nell’intervista di Antonio Cuomo: “L’eclisse, in cui recitano Delon e Monica Vitti, ed è stata un po’ la mia fonte d’ispirazione per la coppia del film”.

I temi che ne scaturiscono sono importanti: il rapporto tra oriente e occidente, la correlazione tra Algeria e Francia e il passato coloniale, la responsabilità personale, la connessione tra la libertà l’individuale e lo scontro con le convenzioni sociali.

La descrizione dell’interiorità del protagonista passa per una sorta di descrizione delle fisicità dei protagonisti e del loro rapporto con l’esterno. Descrivere un sentimento cosi complesso come la sensazione dell’assurdo diventa arduo, questo sentimento è mutato nel tempo? Siamo ancora in grado di comprendere l’analisi di Camus oppure è una sensazione che varia con il mutare del tempo e della società?

Ozon sorvola, non ci offre molte risposte ma erompe con mille quesiti, c’è la volontà di rappresentare la sensazione con la certezza che l’accenno ad una comprensione divenga impossibile, lo ricordava già Camus nel famoso saggio Il Mito di Sisifo: “Le pagine seguenti trattano di un sensibilità assurda, che possiamo trovare diffusa nel secolo, e non di filosofia assurda che il nostro tempo, per dirla schietta non ha conosciuto. […] Qui si troverà soltanto la descrizione di un male dello spirito allo stato puro, senza che, per il momento, sia congiunto ad alcuna metafisica né ad alcuna fede.”

L’étranger (Francia, 2025, 122′). Regia: François Ozon. Con Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant, Swann Arlaud, Christophe Malavoy e Nicolas Vaude. Distribuzione: BIM Distribuzione e Lucky Red.

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