Con “Spazio Teatro Giovani” le nuove generazioni accendono Veronetta
La sesta edizione del Festival Veronetta di Spazio Teatro Giovani torna sui palchi per mettere al centro una riflessione sull'identità di ognuno di noi.

La sesta edizione del Festival Veronetta di Spazio Teatro Giovani torna sui palchi per mettere al centro una riflessione sull'identità di ognuno di noi.

La sesta edizione di Veronetta #SpazioTeatroGiovani si prepara a trasformare ancora una volta la città in un laboratorio creativo diffuso, capace di unire generazioni diverse attraverso il linguaggio del teatro. Dopo il successo registrato nel 2025, con oltre 3000 presenze, il festival torna nel 2026 con un programma ancora più ampio e partecipato, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più significativi dedicati ai giovani nel territorio veronese.
Al centro dell’iniziativa c’è un’idea di teatro inteso non solo come spettacolo, ma come esperienza condivisa e processo educativo. Saranno infatti 203 ragazze e ragazzi, di età compresa tra i 9 e i 36 anni, a salire sul palco dopo un anno di laboratori guidati dalle registe Silvia Masotti e Camilla Zorzi insieme all’équipe di Spazio Teatro Giovani. I partecipanti non si limiteranno alla recitazione, ma saranno coinvolti attivamente anche nell’organizzazione e nella gestione del festival, contribuendo a costruire un evento che diventa così spazio autentico di cittadinanza attiva.
Il cuore pulsante della manifestazione sarà il Parco Santa Toscana, affiancato dal Teatro Santissima Trinità. Qui prenderanno vita 22 appuntamenti complessivi: quattro spettacoli in teatro, dedicati ai gruppi più giovani, e diciotto nel parco, dove si esibiranno i partecipanti più grandi. Due di questi eventi rientreranno inoltre nel prestigioso cartellone dell’Estate Teatrale Veronese. Le previsioni parlano di oltre 3500 spettatori, con una forte presenza under 35, segno di un crescente interesse delle nuove generazioni verso il teatro contemporaneo.
Il festival si sviluppa attorno a un tema condiviso che guida l’intero percorso creativo annuale. Per il 2026 la scelta è ricaduta su “Figlie/Figli”, una riflessione profonda sull’identità e sull’appartenenza. Essere figli significa infatti ereditare storie, simboli e contesti, ma anche trasformarli e reinterpretarli nel presente. Attraverso il teatro, i giovani partecipanti esplorano questioni complesse legate alla memoria, ai conflitti e alle radici culturali, intrecciando narrazioni personali e collettive.

Si inizia il 9 maggio con lo spettacolo “Eros e Psiche” al Teatro Santissima Trinità, con una rassegna che durerà fino alla fine di giugno.
Tra gli spettacoli più attesi spicca “Macerie”, in scena il 2 e 3 giugno, che rilegge il mito delle Troiane di Euripide mettendo al centro lo sguardo delle donne e delle vittime della guerra. Segue “Anime in viaggio”, il 6 e 7 giugno, costruito a partire da testimonianze reali di migranti e incentrato sul tema dell’identità e della ricerca di una casa. Il 12 e 13 giugno sarà la volta di “Edipo Crossroads”, una rilettura contemporanea del mito di Edipo che indaga i limiti dell’agire umano e la responsabilità individuale.
Il programma prosegue con “Abbiamo tutta la vita davanti”, ispirato al romanzo di Michela Murgia, che affronta le difficoltà dei giovani nel mondo del lavoro e il senso di precarietà diffusa. A chiudere il festival sarà “Una donna. Edipo. La guerra”, una potente rilettura al femminile del mito edipico che intreccia dimensione familiare e tragedia collettiva.
Oltre agli spettacoli, la manifestazione si configura come un progetto culturale ampio, sostenuto dal Comune di Verona e da numerose realtà locali, tra cui fondazioni, associazioni e imprese. Il coinvolgimento del territorio è un elemento chiave: dalle collaborazioni con associazioni culturali ai servizi offerti durante le serate, come il food truck e il banco libri tematico, tutto contribuisce a creare un’esperienza partecipata e accessibile.
L’ingresso agli spettacoli al Parco Santa Toscana sarà su prenotazione e a offerta libera, a partire da 5 euro, a conferma della volontà di mantenere il festival inclusivo e aperto a tutti. In un contesto culturale spesso percepito come distante dai giovani, Veronetta #SpazioTeatroGiovani rappresenta invece un modello virtuoso di partecipazione, dove il teatro diventa strumento di espressione, dialogo e crescita collettiva.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito di Spazio teatro giovani.
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