Dall’Adige alla Senna
Tra geometrie urbane e vite in transito, la scalinata dell’Adige diventa una soglia sospesa tra il rumore della città e il respiro lento del fiume.

Tra geometrie urbane e vite in transito, la scalinata dell’Adige diventa una soglia sospesa tra il rumore della città e il respiro lento del fiume.

La scalinata che dal Ponte della Vittoria scende sulla riva destra del fiume Adige.
Lo scatto ricorda quello celebre di Robert Doisneau realizzato a Parigi lungo la Senna nel 1953. Come ne La diagonale dei gradini del fotografo francese, la composizione sfrutta il rigore geometrico della scalinata, ma qui la linea seziona lo spazio architettonico e divide la scena accogliendo la spontaneità di un pomeriggio contemporaneo.
La presenza dei ragazzi, che interrompe la rigidità della pietra, è un richiamo alla fotografia umanista: il racconto di una sosta casuale in cui le scale diventano il confine tra due mondi. Sopra resta il traffico cittadino; sotto, mano a mano che ci si avvicina al fiume, si apre una dimensione diversa, più lenta e silenziosa.
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