Lunedì 27 aprile il festival antifascista È festa d’Aprile porta al cinema una delle sue serate centrali con la proiezione di Il segreto dei suoi occhi, il film di Juan José Campanella vincitore dell’Oscar come miglior film internazionale nel 2010. L’appuntamento, in collaborazione con il Circolo del Cinema di Verona e Ri-Ciack, è fissato alle 20.30, dopo l’incontro delle 19 dedicato a Sanità in (s)vendita sempre all’interno degli spazi del Parco della Provianda.

La scelta del film si inserisce nel filo conduttore del festival, che intreccia cultura e memoria storica a partire dalla Festa della Liberazione. Il segreto dei suoi occhi è infatti un thriller giudiziario che, dietro la struttura del giallo, costruisce una riflessione sul rapporto tra giustizia e potere nell’Argentina degli anni precedenti alla dittatura militare del 1976.

La vicenda ruota attorno a Benjamín Espósito, funzionario del tribunale di Buenos Aires, impegnato a ricostruire a distanza di anni il caso dello stupro e omicidio di Liliana Colotto. L’indagine si muove in un contesto segnato da instabilità politica e crescente violenza sociale, dove anche l’apparato giudiziario appare condizionato da pressioni esterne.

Il film mette in scena con particolare evidenza i limiti dell’azione giudiziaria: burocrazia, interferenze politiche e disuguaglianze sociali. In questo contesto, la figura dell’assassino Isidoro Gómez appare tragicamente emblematica. Identificato e arrestato, viene successivamente sottratto alla giustizia e reinserito nei circuiti della repressione politica, a servizio di apparati para-statali attivi in quegli anni.

Il trailer de Il segreto dei suoi occhi

Un film sulla memoria storica di un Paese

È uno dei passaggi più duri del film, in cui il confine tra legalità e abuso di potere si assottiglia fino a scomparire: lo Stato non si limita a non punire, ma arriva a riutilizzare il colpevole come strumento di controllo e violenza.

Accanto alla dimensione giudiziaria, il film insiste perciò sul tema della memoria. Il caso, rimasto irrisolto nella vita dei protagonisti, riemerge anni dopo come tentativo di dare forma a una verità che non ha trovato spazio nelle istituzioni. La narrazione personale si sovrappone così a una memoria collettiva segnata dalle omissioni e dalle rimozioni della storia argentina recente.

La serata sarà introdotta da Pablo Helman, scrittore argentino nato a Buenos Aires nel 1957 e trasferitosi in Italia negli anni Ottanta durante la dittatura militare. Il suo intervento sarà dedicato sia al film sia al cinquantesimo anniversario dell’inizio della repressione militare in Argentina, con un focus sul rapporto tra cultura, esilio e memoria politica.

La serata si inserisce nel programma del festival come momento di confronto tra cinema e attualità, a partire da una domanda che attraversa l’intero film di Campanella: cosa accade quando la giustizia smette di essere indipendente? L’ingresso è gratuito.

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