Epilessia e stigma sociale: informazione, diritti e consapevolezza
Epilessia e stigma sociale: cos’è la malattia, la Giornata Internazionale dell’Epilessia, i suoi simboli e i monumenti illuminati di viola.

Epilessia e stigma sociale: cos’è la malattia, la Giornata Internazionale dell’Epilessia, i suoi simboli e i monumenti illuminati di viola.

Nonostante i progressi della medicina, l’epilessia continua a essere una delle malattie neurologiche più colpite da pregiudizi e disinformazione. Accanto alle difficoltà legate alla gestione clinica della patologia, molte persone che convivono con questa condizione devono affrontare anche lo stigma sociale.
Per questo motivo è fondamentale promuovere una maggiore conoscenza dell’epilessia e favorire una cultura dell’inclusione. In Italia svolgono un ruolo centrale organizzazioni come la Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE) e l’Associazione Italiana Contro l’Epilessia (AICE), insieme alle realtà territoriali come l’AICE Verona, che promuovono iniziative di informazione, supporto e sensibilizzazione.
L’epilessia è una malattia neurologica cronica caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti, causate da un’attività elettrica anomala del cervello. Le crisi possono manifestarsi in modi diversi: alcune comportano perdita di coscienza e convulsioni, mentre altre si presentano con brevi episodi di assenza, movimenti involontari o alterazioni sensoriali.
A livello globale si stima che oltre 50 milioni di persone convivano con l’epilessia. In Italia i casi sono circa 600 mila, rendendo questa patologia una delle più diffuse tra i disturbi neurologici. Grazie ai progressi della medicina, molte persone riescono a controllare le crisi con farmaci antiepilettici o altre terapie. Tuttavia, oltre alla dimensione clinica, resta ancora forte il peso dei pregiudizi sociali.
L’epilessia, da secoli, viene considerata da credenze errate e superstizioni. In passato veniva interpretata come una malattia misteriosa o addirittura come un fenomeno soprannaturale. Oggi la scienza ha chiarito l’origine neurologica della patologia, ma lo stigma non è completamente scomparso. Alcune persone con epilessia raccontano di aver incontrato difficoltà nel mondo del lavoro, nella scuola o nelle relazioni sociali.
In alcuni casi si preferisce non parlare della propria condizione per timore di discriminazioni. Questo può portare a isolamento e disagio psicologico. Proprio per questo motivo, informare correttamente la popolazione è uno degli strumenti più efficaci per ridurre i pregiudizi.
Tra gli aspetti meno noti dell’epilessia c’è la SUDEP (Sudden Unexpected Death in Epilepsy), una condizione che indica la morte improvvisa, inattesa e non spiegata in persone con epilessia, in assenza di cause evidenti.
Si tratta di un evento raro, ma concreto, che interessa soprattutto chi presenta crisi non controllate, in particolare le crisi tonico-cloniche generalizzate. Proprio la sua imprevedibilità, unita alla bassa incidenza, rende la SUDEP un tema complesso e spesso poco discusso, ma fondamentale da conoscere.
Secondo gli specialisti, esistono alcuni fattori che possono aumentare il rischio. Tra questi rientrano, ad esempio, la difficoltà nel seguire con continuità la terapia farmacologica e l’effetto di essa sul controllo della patologia, una frequenza elevata di crisi epilettiche e la presenza di crisi notturne che non vengono monitorate. Non si tratta di elementi deterministici, ma di condizioni che, nel loro insieme, possono contribuire ad aumentare la vulnerabilità.
Proprio per questo, la prevenzione si costruisce nella quotidianità. Seguire con attenzione le indicazioni terapeutiche, mantenere un confronto costante con il neurologo e informarsi attraverso fonti affidabili rappresentano strumenti concreti per ridurre i rischi e gestire la malattia in modo più consapevole.
Parlare di SUDEP non significa creare allarmismo, ma favorire una maggiore consapevolezza. Affrontare apertamente anche gli aspetti più delicati dell’epilessia aiuta infatti a migliorare la qualità della cura e a rafforzare il dialogo tra pazienti, famiglie e professionisti sanitari
Tra i principali punti di riferimento scientifici in Italia vi è la Lega Italiana Contro l’Epilessia. La LICE riunisce neurologi, neuropsichiatri infantili e ricercatori impegnati nello studio delle epilessie e nello sviluppo di nuove terapie. Le attività dell’organizzazione comprendono: promozione della ricerca scientifica, formazione degli specialisti, diffusione di linee guida cliniche, iniziative di informazione rivolte alla popolazione.
Attraverso queste attività la società scientifica contribuisce a migliorare la diagnosi e la cura della malattia e a diffondere una maggiore consapevolezza.
Accanto alla comunità scientifica operano le associazioni che rappresentano direttamente le persone con epilessia e le loro famiglie. Tra queste, l’Associazione Italiana Contro l’Epilessia promuove da anni attività di informazione, supporto e tutela dei diritti dei pazienti.
A livello locale, sezioni come l’AICE Verona organizzano incontri pubblici, conferenze e momenti di confronto con specialisti e cittadini. Queste iniziative contribuiscono a creare una rete di supporto e a diffondere una maggiore conoscenza della malattia nel territorio.

Un momento particolarmente importante per sensibilizzare l’opinione pubblica è la Giornata Internazionale dell’Epilessia, che si celebra ogni anno il secondo lunedì di febbraio.
Questa giornata coinvolge associazioni, istituzioni e comunità scientifiche di tutto il mondo con l’obiettivo di: aumentare la conoscenza dell’epilessia, promuovere la ricerca e contrastare stigma e discriminazioni
In molte città si organizzano incontri informativi, eventi pubblici e attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
Nel corso degli anni si sono adottati alcuni simboli internazionali dell’epilessia, utilizzati durante le campagne di sensibilizzazione.
Il più conosciuto è il colore viola, scelto storicamente e diventato il colore simbolo del cambiamento, della dignità e della lotta contro lo stigma portando alla consapevolezza dell’epilessia. Durante le giornate dedicate alla sensibilizzazione, molte persone indossano abiti o accessori viola per mostrare sostegno alle persone con questa condizione.
Un altro simbolo frequentemente associato alla malattia è la farfalla viola che rappresenta la metafora dell’ “Butterfly Effect“, dove il battito d’ali simboleggia l’attività elettrica del cervello e la necessità di sensibilizzare.
Un ulteriore simbolo è la panchina viola: iniziativa promossa dalla Lega Italiana contro L’Epilessia (LICE) che tramite donazioni prevede l’installazione di panchine simboliche nei comuni italiani per sensibilizzare sull’epilessia e creare luoghi di incontro e dialogo.
Questi simboli si utilizzano nelle campagne informative e negli eventi pubblici per rendere più visibile il tema e coinvolgere la comunità.

Durante la Giornata Internazionale dell’Epilessia molte città nel mondo partecipano alla campagna di sensibilizzazione illuminando monumenti ed edifici simbolici con luci viola. Questa iniziativa, sempre più diffusa negli ultimi anni, ha lo scopo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla malattia e di promuovere una maggiore consapevolezza.
Anche in Italia diversi monumenti e palazzi istituzionali vengono illuminati di viola in occasione della ricorrenza, trasformandosi in un segno visibile di solidarietà e sostegno alle persone con epilessia. Le illuminazioni rappresentano un gesto simbolico ma molto significativo: un modo per ricordare che l’epilessia riguarda milioni di persone e che la società può contribuire a ridurre lo stigma attraverso informazione e inclusione.
Combattere i pregiudizi legati all’epilessia significa soprattutto diffondere conoscenza. Sapere che si tratta di una malattia neurologica, comprendere come si manifestano le crisi e conoscere le possibilità di trattamento aiuta a ridurre paure e stereotipi. In questo percorso il lavoro della ricerca scientifica, delle associazioni e delle iniziative di sensibilizzazione è fondamentale.
Accanto all’informazione e alla sensibilizzazione, anche il sostegno economico gioca un ruolo importante nella lotta contro l’epilessia. Le donazioni contribuiscono a finanziare la ricerca scientifica, migliorare i servizi di assistenza e sostenere le attività delle associazioni.
Organizzazioni come la Lega Italiana Contro l’Epilessia e l’Associazione Italiana Contro l’Epilessia, insieme alle realtà locali come l’AICE Verona, promuovono diverse forme di supporto, tra cui: donazioni libere, per sostenere progetti di ricerca e iniziative informative. Il 5×1000, che consente di destinare una quota delle proprie imposte alle associazioni. Le raccolte fondi ed eventi solidali, spesso organizzati durante campagne di sensibilizzazione. Lasciti solidali, per contribuire nel lungo periodo alle attività di ricerca e assistenza
Questi contributi permettono di sviluppare nuovi studi sull’epilessia, migliorare la qualità della vita delle persone che ne sono affette e rafforzare le attività di informazione sul territorio. Sostenere queste iniziative significa partecipare attivamente alla costruzione di una società più consapevole e inclusiva, contribuendo concretamente alla lotta contro lo stigma e alla promozione dei diritti delle persone con epilessia.

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