“Ti invito al viaggio”: un percorso interiore aperto a simbologie contemporanee
Sabato 11 aprile alle 18:00 prende avvio a Verona, in Sala Birolli (Ex Macello) un progetto espositivo che invita a un’esperienza di viaggio interiore.

Sabato 11 aprile alle 18:00 prende avvio a Verona, in Sala Birolli (Ex Macello) un progetto espositivo che invita a un’esperienza di viaggio interiore.

Sabato 11 aprile alle 18:00 prende avvio a Verona un progetto espositivo che invita a un’esperienza di viaggio interiore: Haider, Mariani, Paganelli. Ti invito al viaggio / in quel paese che ti somiglia tanto…, ospitato presso Sala Birolli e visitabile fino al 3 maggio 2026 a ingresso libero. La mostra, curata da Gaia Guarienti e Federico Martinelli e organizzata dall’Associazione Culturale Quinta Parete, esplora il viaggio non come semplice spostamento fisico, ma come metafora dell’esistenza, un attraversamento della memoria, della storia e dell’immaginazione.
«Questo progetto nasce dall’urgenza di raccontare il viaggio nella sua complessità e fragilità», spiega Guarienti, mentre Martinelli aggiunge: «Le opere abitano territori diversi ma condividono la stessa tensione: trasformare l’esperienza vissuta in linguaggio, memoria e possibilità critica». La doppia curatela diventa, in questo senso, un principio metodologico: due sguardi che osservano lo stesso soggetto producono una molteplicità di letture e aprono lo spazio all’esperienza personale dello spettatore.

Tre artisti presentano percorsi autonomi che si intrecciano in un dialogo silenzioso ma potente. Haider affronta il confronto con la Storia e le sue fratture facendo emergere memorie stratificate attraverso cartopitture e tecniche miste che trasformano materiali residui in testimonianza. La sua arte invita a sostare, ad assumere una posizione consapevole di fronte al tempo e alle ferite culturali, rendendo ogni opera uno spazio vivo di riflessione. Diambra Mariani sposta il viaggio in una dimensione più intima e sospesa in cui la fotografia non descrive ma suggerisce creando un campo di risonanza emotiva. Le sue immagini trattengono frammenti di esperienza trasformando il personale in condiviso e lasciando al visitatore la possibilità di abitare il tempo sospeso dell’opera. Rita Paganelli, infine, esplora i territori instabili dell’immaginazione contemporanea attraverso pittura e disegno, alternando opere a colori e bianco e nero per creare tensioni visive e derive percettive. La sua poetica non fugge dalla realtà ma la scompone e la ricompone, trasformando l’atto dell’immaginare in strumento critico e conoscitivo.
Il percorso della mostra viene arricchito da un fitto calendario di incontri che ampliano e approfondiscono i temi del viaggio. Domenica 12 aprile, Tracce di Mesopotamia vedrà Haider dialogare sulla poesia di Adonis sottolineando il dialogo tra arti visive e parola poetica. Venerdì 17 aprile, Viaggio nell’Italia dell’iperturismo proporrà un confronto con Irene Ranaldi, moderato da Luigi Licci, approfondendo l’idea di viaggio nel contesto contemporaneo italiano. Sabato 18 aprile Paesaggi Lisergici: fiabe, visioni accompagnerà il pubblico nel mondo di Paganelli, con letture della Beat Generation a cura di Mauro Dal Fiori e canzoni americane con Deborah Kooperman, un incontro tra pittura, letteratura e musica. Martedì 28 aprile Visioni necessarie. Dove lo sguardo (non) si ferma offrirà l’occasione di dialogare con Mariani sul ruolo della fotografia come esperienza emotiva e condivisa, un invito a rallentare e lasciarsi attraversare dalla memoria.

Il progetto invita il pubblico a costruire un itinerario interpretativo personale, trasformando la visita in un’esperienza sensibile e partecipativa: la mostra diventa così uno spazio di dialogo tra artisti, curatori e spettatori, in cui il viaggio non ha una destinazione prestabilita ma prende forma nell’incontro con le opere e nel percorso interiore di chi attraversa le sale.
L’evento si svolge con il sostegno della 1^ Circoscrizione Verona Centro Storico e della BCC Valpolicella Benaco, mentre i partner tecnici Ennevi Studio di Fotografia, Adry Eventi e Salumificio Valentino Marconi – Sapori d’Alta Quota contribuiscono a valorizzare il progetto come occasione culturale completa, capace di coniugare arte, comunità e partecipazione attiva.
La mostra si configura così come un percorso aperto e flessibile dove la pluralità di letture e la partecipazione attiva dello spettatore diventano parte integrante del progetto. È un invito a sostare nell’incertezza, ad attraversare territori di memoria, immaginazione e riflessione critica, trasformando il viaggio in esperienza viva, emotiva e cognitiva.
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