Il pareggio per 0-0 in casa contro l’Ospitaletto non sorride alla Virtus Verona, che con l’errore dal dischetto di Michael Fabbro nel pieno recupero ha forse perso l’ultima opportunità per agguantare i play-out. Tuttavia, come accaduto la settimana scorsa, l’aritmetica non condanna ancora definitivamente i rossoblù. Il verdetto finale spetterà al match di sabato a Crema contro la Pergolettese, diretta concorrente qualora la Virtus riuscisse nell’impresa di accedere agli spareggi.

La situazione in classifica

Tenendo sempre conto della forbice di otto punti di distacco massimo fra dirette avversarie in caso di play-out, la classifica recita attualmente, dal basso verso l’alto:

20° – Triestina, 9 punti e già condannata alla Serie D

19° – Aurora Pro Patria, 20 punti

18° – Virtus Verona, 23 punti

17° – Pergolettese, 36 punti

16° – Dolomiti Bellunesi, 39 punti

Qualora si disputassero gli spareggi, la 19ª classificata sfiderebbe la 16ª, mentre la 18ª se la vedrebbe con la 17ª. Al momento, viste le distanze tra le squadre, sia la Pro Patria che la Virtus sarebbero matematicamente retrocesse in Serie D. L’occasione persa contro l’Ospitaletto avrebbe permesso alla Virtus di presentarsi a Crema, in casa della Pergolettese, con un distacco di soli nove punti. Questo avrebbe alimentato le speranze di vincere lo scontro diretto e riportarsi così a -6, ottenendo l’accesso ai play-out.

L’unico vero spiraglio di luce per la Virtus, a patto di ottenere una vittoria questo sabato, è rappresentato da un calendario più favorevole rispetto ai rivali cremaschi. Restano tre partite da disputare. La Pergolettese affronterà, dopo la Virtus, il Vicenza in trasferta e il Lecco in casa. Il Lane, già promosso in Serie B, ha poco da giocarsi in questo campionato, se non la legittima volontà di chiudere in bellezza davanti al proprio pubblico. Il Lecco, invece, si trova a metà strada tra il terzo e il quarto posto, ma con l’ambizione di puntare al secondo.

In ottica play-off, conquistare il terzo posto anziché il quarto è un vantaggio significativo. Infatti, l’ultimo gradino del podio permetterebbe di saltare le prime due fasi degli spareggi, accedendo direttamente al primo turno della seconda fase del post-campionato, quella nazionale. Il secondo posto, a cui il Lecco può ancora ambire, assicurerebbe invece l’accesso diretto alla seconda fase del secondo turno.

La Virtus Verona sfiderà invece l’Alcione Milano, attualmente settimo e ben posizionato in zona play-off. Successivamente affronterà il Lumezzane, ottavo in classifica e anch’esso in corsa per un piazzamento di rilievo nella fase post-girone.

Il capitano, Leonardo Zarpellon

La speranza è l’ultima a morire

Nel post-partita del Nereo Rocco di sabato scorso, dopo la roboante sconfitta per 0-5 inflitta ai rossoblù, Gigi Fresco aveva affrontato la situazione con un approccio genuinamente pragmatico.

«Sufficiente che vinciamo la prossima [Ospitaletto], che la Pergolettese perda contro l’Albinoleffe e poi abbiamo lo scontro diretto. […]. Noi però dobbiamo vincere contro l’Ospitaletto e poi vai a giocartela là. Non è finita. […]. Chiaro che noi adesso dobbiamo fare tre vittorie su quattro partite. Fai conto che ne abbiamo fatte tre in tutto il campionato.»

La Pergolettese, a Bergamo contro l’Albinoleffe, ha perso 3-0. La Virtus, contro l’Ospitaletto, ha invece avuto sui piedi di Fabbro la possibilità di ritrovare i tre punti dopo quattro mesi, mancando un’occasione d’oro. Ora resta soltanto lo scontro diretto di sabato alle 14.30.

Qualora i cremaschi dovessero vincere, la Virtus sarebbe matematicamente in Serie D.

Esattamente un anno fa, il 5 aprile 2025, la Virtus conquistava la vittoria al Giuseppe Voltini di Crema grazie a una doppietta di Michael De Marchi, preparando così il terreno per il derby contro il Vicenza della settimana successiva. I rossoblù trionfarono anche in quella sfida, condannando il Lane Rossi a un’altra stagione in Serie C e, soprattutto, ottenendo con due giornate di anticipo la qualificazione ai play-off, la seconda negli ultimi tre anni.

A quasi un anno di distanza, la situazione si è completamente ribaltata: il Vicenza è matematicamente retrocesso in Serie B da un mese, la Pergolettese ha ormai un piede nella salvezza, mentre la Virtus è in acque pericolose, senza alcuna via di scampo. La rapidità con cui ambizioni, progetti e obiettivi possono cambiare in pochi mesi è sorprendentemente insidiosa. A questo punto della stagione, parlare di atteggiamento iniziale, di un approccio energico o di un gioco di qualità risulta ormai superfluo.

Ciò che invece si gonfia di significato è il totale rovesciamento – calcisticamente parlandodel primato veronese. Se nella scorsa stagione la nostra provincia poteva vantare quattro squadre fra i pro (Hellas, Virtus, Legnago e Caldiero), con una retrocessione virtussina al termine di quest’annata 2025/2026, rimarrebbe il solo Verona. Lo stesso Hellas ormai condannato anch’esso ad una retrocessione nella serie Cadetta, seppur non ancora con una sentenza aritmetica.

In un periodo in cui il calcio italiano viene messo in discussione su scala nazionale, anche la nostra Verona, nel proprio piccolo, sta vivendo un momento di totale smarrimento.

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