C’è un filo sottile che attraversa la storia delle donne: un filo fatto di memoria, emancipazione e identità. Un filo che tiene insieme esperienze diverse, generazioni lontane nel tempo, voci che spesso hanno dovuto trovare spazio tra silenzi e ostacoli. Ed è stato proprio questo il filo simbolico srotolato attraverso il percorso dell’incontro intitolato “Il filo di Arianna. Trame di vita al femminile”, promosso lunedì pomeriggio dalla Biblioteca Naudet all’interno degli spazi del prestigioso Palazzo Scarpa, sede di Banco BPM.

L’appuntamento, che ha registrato una partecipazione significativa, era inserito nel ricco calendario di iniziative “8 marzo 2026 – La Repubblica delle donne. 80 anni di futuro”, promosso dall’Assessorato alla Parità di genere del Comune di Verona. L’incontro rientrava anche nella rassegna “Mostra d’arte in Banco BPM”, pensata come un percorso espositivo che, tra dipinti, sculture e citazioni, diventa occasione di riflessione sulla poliedricità della figura femminile e sulla necessità di valorizzarne il ruolo nella società contemporanea.

Il titolo dell’incontro richiama il celebre filo di Arianna attraverso il quale Teseo riesce a salvarsi, ritrovando la strada del ritorno dopo aver affrontato il Minotauro nel labirinto. Un’immagine simbolica che diventa metafora di orientamento e consapevolezza: un filo che guida attraverso le trame delle storie delle donne rappresentate nelle opere custodite nella collezione. Seguendo questo filo ideale, il pubblico è stato accompagnato in un percorso fatto di brevi sezioni tematiche che restituiscono diverse modalità di rappresentazione della figura femminile.

In alcune opere le donne appaiono come muse e ispiratrici, figure simboliche spesso cariche di significati allegorici; in altre emergono invece stereotipi legati a epoche e visioni culturali differenti. Accanto a queste immagini si affacciano anche rappresentazioni più consapevoli e autonome, in cui la donna diventa voce creativa, presenza attiva nel linguaggio artistico e nella costruzione simbolica della società. Le opere esposte spaziano tra diversi linguaggi espressivi, offrendo uno sguardo plurale che attraversa epoche e sensibilità artistiche differenti, ma che risulta allo stesso tempo sorprendentemente attuale.

Ad accogliere e accompagnare le persone presenti, offrendo chiavi di lettura storico-artistiche e letterarie, sono state Diana Vaccaro, Responsabile per il Patrimonio Artistico e Archivio Storico del Banco BPM, e Cristina Frescura, Direttrice della Fondazione Verona Minor Hierusalem. Attraverso il loro racconto, le opere sono diventate punti di partenza per una riflessione più ampia sul modo in cui l’arte ha rappresentato le donne e su come queste rappresentazioni abbiano contribuito, nel tempo, a costruire immaginari e identità.

Non solo una mostra d’arte, dunque, ma l’opportunità di far dialogare arte e contemporaneità, permettendo di interrogarsi su come la rappresentazione delle donne sia cambiata nel corso dei secoli e su quale spazio esse abbiano progressivamente conquistato, spesso non senza difficoltà. Un invito a orientarsi in un contesto culturale fatto di memorie, conquiste e nuove sfide, in cui le donne continuano a mostrare il proprio valore e la propria capacità di incidere nella vita culturale e sociale.

Attraverso questa iniziativa, ancora una volta, la Biblioteca Naudet conferma il proprio impegno nel creare occasioni di crescita e confronto per la città, valorizzando la prospettiva di genere e promuovendo momenti di approfondimento culturale accessibili e partecipati. Un lavoro che mette al centro la cultura come strumento di condivisione, dialogo e apertura, capace di intrecciare storie, sensibilità e sguardi diversi in un’unica trama comune.

Cristina Frescura, a sinistra, e Diana Vaccaro

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