Gli anticicloni, in particolare quelli di natura dinamica, rappresentano delle strutture atmosferiche estremamente stabili che tendono a persistere per lunghi periodi sopra una determinata area geografica (fig. 1: media dell’anomalia e geopotenziale a 500 hPa dal 26 febbraio al 3 marzo). È proprio questa la situazione attuale: se osservate con attenzione i vostri barometri domestici, vi accorgerete che la pressione atmosferica durante la prossima settimana rimarrà costantemente elevata, variando tra valori compresi tra 1023 e 1028 hPa.

I fenomeni caratteristici di queste strutture a forma di “campana” includono l’inversione termica, cioè un aumento della temperatura con l’aumentare dell’altitudine, e una marcata stabilità dell’aria presente. Le conseguenze di questo fenomeno sono un riscaldamento significativo intorno ai 1500-1600 metri di quota, tanto che lo zero termico è salito per alcuni giorni fino a circa 3200 metri sopra il livello del mare.

Inoltre, si nota un accumulo di inquinanti atmosferici (fig. 2: mappa PM10 per venerdì 28 febbraio) e un aumento di umidità negli strati bassi dell’atmosfera, condizioni che favoriscono la formazione di estesi strati di nebbia che risalgono fino a 1400-1500 metri, facilmente rilevabili grazie ai dati forniti dai radiosondaggi.

Fig.1 – Media dell’anomalia e geopotenziale della 500 hPa dal 26 febbraio al 3 marzo)

Bilancio meteo di febbraio

Mancano ormai solo due giorni alla conclusione del mese, e grazie alle condizioni meteorologiche stabili possiamo ormai tracciare un bilancio quasi definitivo relativo al mese di febbraio. L’andamento termico registrato a Verona Villafranca (dati forniti da ARPAV) è risultato superiore alla norma di circa 2-3 °C rispetto ai valori medi storici. La media delle temperature minime si è attestata a 3,2 °C, mentre quella delle temperature massime ha raggiunto gli 11,8 °C, confermando ancora una volta un febbraio caratterizzato da temperature piuttosto miti.

Per quanto riguarda le precipitazioni, il totale accumulato ha raggiunto i 66 mm, che corrispondono a circa la metà della media climatica riferita al trentennio 1981-2010. La pioggia caduta in pianura si è invece trasformata in neve oltre i 1200-1300 metri di altitudine. I nivometri ARPAV indicano spessori nevosi pari a 104 cm presso la Stazione Monte Baldo e 42 cm alla Stazione Monte Tomba, dati che risultano leggermente influenzati dall’azione del forte vento.

Fig.2 – Mappa PM10 per venerdì 28 febbraio (Sistema Nazionale Protezione Ambiente)

Il tempo a Verona nei prossimi sette giorni

Giornata generalmente monotona caratterizzata da un’alternanza continua di nubi derivanti da strati nebbiosi che si sollevano temporaneamente lasciando spazio a schiarite nelle ore centrali della giornata; maggiore soleggiamento previsto in montagna, ma esclusivamente a quote superiori ai 1400-1500 metri.

Nelle ore più fredde si potranno osservare foschie persistenti o locali banchi di nebbia che ridurranno la visibilità. Le temperature si manterranno sopra la media stagionale, con minime comprese tra 6 e 8 gradi e massime che oscilleranno tra i 15 e i 16 °C, con la possibilità che all’inizio della prossima settimana raggiungano punte fino a 17 °C (fig.3, meteogramma per Verona).

Fig.3 – Meteogramma per Verona

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