Nella cornice di Villa Brenzoni Bassani a Sant’Ambrogio di Valpolicella, dove un tempo si teneva il salotto letterario di Caterina Brenzoni, le giornaliste e scrittrici Irene Soave (Lo Statuto delle lavoratrici, Bompiani 2024) e Marta Stella (Clandestine, Bompiani 2024) hanno presentato i loro libri. L’iniziativa è stata promossa sabato 21 febbraio da Il club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori e patrocinata dal Comune di Sant’Ambrogio in Valpolicella.

A fare gli onori di casa, Roberta Cattano, founder del club attivo fin dal 2009. «La nostra rassegna AccanitaLente vuole approfondire i fatti di cronaca, costume e società attraverso qualcosa di vivo: i libri» ha affermato «Questo incontro vuole mettere al centro le parole e gli sguardi delle donne. Le nostre ospiti ci racconteranno cosa significhi oggi essere femministe. I loro libri sono diversi tra loro ma, in qualche modo, complementari e aprono un dialogo su lavoro, autonomia e futuro».

A dialogare con le giornaliste è un’amica del club, la scrittrice e traduttrice Beatrice Masini, di cui ricordiamo la sua ultima opera, freschissima di stampa, con cui esordisce nella poesia (Dammi per sempre giugno (Molesini 2026)). «Tra i libri delle nostre ospiti, un romanzo e un saggio, si crea un accostamento interessante», ha aggiunto, «Non sono proprio recenti, altro fattore positivo, perché i libri dovrebbero durare nel tempo, come questi».

A proposito di femminismo, Soave ha affermato di non sentirsi “femmina” quando scrive, perché in molti ambiti, come il lavoro, il confine di genere non è strettamente binario. Nel suo saggio ha inserito dei dati funzionali a sostenere il suo punto di vista: «Il libro è scritto in prima persona, come un lungo monologo collettivo, comprende molte storie che racconto assumendone la responsabilità». Inoltre ha sottolineato: «Sono partita effettivamente dallo Statuto dei lavoratori, adottando poi un titolo femminile sovraesteso, perché i problemi sono più gravi per le donne ma riguardano, in misura minore, anche gli uomini. È una provocazione, una pernacchia, perché abbiamo tutti, nei confronti del lavoro, un eccesso di riverenza».

Un filo sottile che unisce idealmente i due libri, secondo Masini, è il tempo: gli anni ’70 dello Statuto dei Lavoratori, punto di partenza di Soave, e la fine degli anni ’60 per l’ambientazione del romanzo di Stella. La scintilla che ha scatenato la scrittura del romanzo di Stella è stata la confessione di un segreto da parte di una donna, raccolta dieci anni prima. «Riguardava la spedizione di alcune donne, una sera del 1967, che compivano una scelta di libertà, ma doveva restare clandestina perché era un reato punibile secondo il Codice Rocco».

A quel tempo Stella stava maturando una diversa scelta professionale e la storia diventò un articolo per il suo giornale. In seguito l’editore italiano di Annie Ernaux, che aveva pubblicato  L’evento (L’Orma 2009) lesse il suo articolo e le chiese di intervistare la scrittrice francese. «Se prima era una scintilla, l’intervista a Ernaux fu una deflagrazione e la storia prese la forma di romanzo, insieme ad altre storie clandestine».

La costruzione del romanzo le ha richiesto di trovare una nuova lingua che seguisse l’evolversi della storia, adottando le voci di una diciassettenne, di una trentenne e di una settantenne. «La costruzione di quella donna si univa ai documenti che via via raccoglievo. Le parole mi arrivavano come spettri dal passato, alcune le sentivo lontanissime, altre purtroppo molto attuali in senso tragico. Mentre terminavo di scrivere il libro, il presente incalzava in modo terrificante» e ha chiarito: «Ogni capitolo presenta due narrazioni separate, quella della donna e quella che succede ai nostri giorni, nel mondo, su questo problema e come sono costrette a risolverlo le donne. Ecco, io mi sentivo pienamente donna quando ne scrivevo».

Masini ha poi spostato l’attenzione su copertina e titolo, che rivestono un’importanza notevole nella scelta di un libro da parte di lettori e lettrici. «Ci sono due piccole api in copertina, simbolo riconoscibile del lavoro», ha chiarito Soave, «ma le ho scelte anche perché le api sono in estinzione, si sa, ma non si fa nulla per evitarlo, come per il lavoro delle donne, che sono vulnerabili nei tempi di conciliazione fra tutti gli ambiti in cui operano, eppure non si fa abbastanza o nulla per risolvere questa situazione».

«Non avevo un titolo in mente» afferma invece Stella «solo la scena iniziale e quella finale. Clandestine è arrivato alla fine, quando ho scoperto che tutte le storie erano tali. La copertina rappresenta un urlo insieme al gesto tipico delle femministe. È il pugno nello stomaco che volevo ci guidasse nella lettura».

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