Addio a Federico Frusciante
Ci ha lasciato, a soli 52 anni, lo YouTuber e anti-critico cinematografico e musicale.

Ci ha lasciato, a soli 52 anni, lo YouTuber e anti-critico cinematografico e musicale.

A mezzanotte del 16 febbraio è arrivata una notizia inaspettata per gli appassionati di cinema. Con un post sui suoi canali social, la famiglia annuncia la scomparsa di Federico Frusciante, 52 anni, livornese, critico cinematografico non convenzionale e amante numero uno del cinema e di tutto ciò che riguarda la settima arte.
Federico arriva su YouTube, prima con le sue monografie girate con gli amici “Licaoni” nell’ormai storica “Videodrome” in Via Magenta 85, videoteca di Livorno che ha resistito fino al 2022, e poi con il suo canale, noto soprattutto per le “mini recensioni” (ma non solo). Da ormai qualche anno collaborava nello splendido progetto de “I Criticoni”, insieme a Davide Marra, Mattia Ferrari e Francesco Alò. Non parlandone come conoscente, ma come spettatore è difficile trovare le parole giuste, ma si può facilmente dire che Federico, per quanto riguarda la critica cinematografica moderna, era un punto di riferimento. Scoperto dal sottoscritto a inizio pandemia, “Il Frusciante” è diventato da subito una guida: la sua cultura mi ha sconvolto e la sua schiettezza mi ha catturato.
La grinta, l’amore, l’infervorarsi per un film era ciò che faceva di Federico Frusciante una delle personalità più interessanti su YouTube: riusciva a passare da un’analisi comica in accento livornese ad un’analisi seria e approfondita capace di far impallidire degli accademici. E proprio questo lo rendeva speciale, la poca serietà con cui si prendeva e la sua non convenzionalità, tutte caratteristiche che nei video trasparivano totalmente. Essersi avvicinati al mondo del cinema grazie a una voce così fuori dal coro ha fatto tanto, ha permesso a molti di andare oltre ai soliti tre registi americani di cui si continua a parlare, e ha portato la voglia di dibattere.
Ci mancherà tanto un modo di parlare così diretto, senza paura e ci mancherà questa fonte di conoscenza cinematografica, letterale e musicale incredibile. Proprio come si esprimeva era un gancio per gli spettatori, il suo detestare certi film contemporanei non era odio per il mainstream in quanto mainstream ma pura voglia di far capire che, forse, certi prodotti (non solo di questi anni) sono da evitare. Sviscerava il cinema contemporaneo in ogni occasione e sapeva anche trovarne i pregi. Una delle poche voci fuori dal coro che si soffermava ore coi suoi colleghi a parlare di quanto orribile fosse “Top Gun: Maverick”, regalando critiche in livornese da far piegare in due dalle risate.

Il suo essere controverso rimaneva la cosa più attrattiva. Spesso in disaccordo su certe opinioni cinematografiche, Federico spingeva ad ascoltarlo soprattutto quando aveva un’opinione contraria a chi lo ascoltava. Grazie a lui, abbiamo imparato che è più interessante parlare di registi che hanno azzeccato uno o due film nella loro vita invece che parlare di chi è sulla bocca di tutti. Ha fatto conoscere a tantissime persone che lo seguivano nomi di registi poco noti e ci ha insegnato ad apprezzare gli aspetti più sottovalutati di un’opera.
Mancherà soprattutto sentirlo dibattere con il gruppo dei Criticoni, progetto che, anche grazie a un personaggio come Frusciante, sta diffondendo un amore per il cinema ai giovani, commovente. La sua voglia di arrabbiarsi per un film o per un regista era la più bella e pura dimostrazione d’amore per l’arte. Sapeva ciò di cui parlava, ma forse non era consapevole dell’impatto che stava lasciando: enorme. E questo si vede da come ne parlano sui social, da spettatori, da colleghi ma anche dalle principali testate giornalistiche.
Su chi era Federico Frusciante si trovano centinaia di testimonianze di chi l’ha conosciuto veramente e sono splendide. Da spettatore appassionato, per chi non ha mai avuto la fortuna di incontrarlo su YouTube, non possiamo far altro che consigliare le sue splendide monografie e le sue uscite comiche su certi film (storiche le poche parole spese per “Un fantastico via vai” film con Pieraccioni), qualsiasi cosa è da recuperare di questo critico fuori dagli schemi.
Stupendi i suoi incontri in live con Dario Moccia, le sue sfuriate con Victorlaszlo88, le sue invettive contro Snyder e la sua passione per quei maestri di un cinema che ci stiamo dimenticando: Carpenter, Romero, Argento, Bava, Fulci e tanti altri. Per molti è stato colui che ha fatto conoscere dei capolavori imprescindibili della storia del cinema e purtroppo ora sarà impossibile ringraziarti.
Grazie a Federico, dunque, che è riuscito a mantenere accesa la fiamma del cinema, il miglior cinema, e che ha portato avanti un fare cultura che dovrebbe arrivare ovunque; una passione veramente contagiosa.

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