Sarà possibile visitare una mostra intitolata L’altra faccia dell’Arena. L’Anfiteatro nei documenti della Biblioteca Civica di Verona, allestita negli spazi della protomoteca della Biblioteca Civica di Verona fino al 22 febbraio. L’amministrazione comunale e la direzione biblioteche del Comune di Verona colgono l’occasione dell’evento olimpico per valorizzare e far conoscere i documenti conservati negli archivi, proponendo un percorso espositivo storico che racconta l’Arena nel corso dei secoli. Manoscritti, stampe, fotografie, periodici e cartoline illustrano l’importanza del monumento, costruito nel I secolo dopo Cristo durante il regno dell’imperatore Claudio (41-54 d.C) al fine di ospitare incontri e giochi pubblici.

Per realizzare strutture e facciata furono impiegati blocchi di calcare rosso e bianco estratto nelle cave della Valpolicella e lavorate con la tecnica a bugnato. Nel 265 d.C l’anfiteatro divenne parte nel complesso delle mura volute da Gallieno (218-268 d.C.) mentre buona parte della facciata venne demolita durante il regno di Teoderico. Le sue attività e funzioni furono diverse e molteplici nel corso degli anni. Ospitò eventi di grande flusso, come esecuzioni capitali, tornei, feste, fiere e spettacoli di ogni genere, alcuni curiosi e impensabili per i cittadini odierni, abituati a viverlo come tempio della lirica o luogo di concerti estivi di musica leggera.

Arcovoli e spalti accolsero attività commerciali e grandi manifestazioni, dalle sfilate di carnevale alle parate militari organizzate durante il Ventennio fascista, ma anche la prima corsa della fiera cavalli cittadina del 1898. Le mura, realizzate in stile tuscanico, ospitarono anche una compagnia circense e persino una gara nazionale di caccia alla volpe per palloni liberi.

Tra le stampe più affascinanti esposte in mostra spicca un anfiteatro Arena incisa nel 1850 da Vincenzo Testolini su disegno di Gaetano Demoni ed un’altra realizzata un secolo prima, dedicata a Bartolomeo Arrigoni che raffigura il monumento nel suo splendore più evidente. L’esposizione sviluppa aspetti storici non solo dell’Arena ma offre scorci di Piazza Brà prima che venisse edificato Palazzo Barbieri, come testimonia la splendida incisione di Gian Antonio Urbani su disegno di Tiberio Majeroni realizzata nel 1747 che ritrae la piazza con cavalli e carrozze.

Scipione Maffei, illustre intellettuale veronese del Settecento, dedicò alla Verona Illustrata, esposta in una riproduzione anastatica, un ampio racconto racchiuso in un trattato dedicato agli anfiteatri accompagnato da un ricco apparato documentato relativo ai restauri, curato da Antonio Pompei (1799-1885) studioso veronese nato in una famiglia colta che nutrì un forte interesse per l’archeologia e l’antichità, la cui attività di studioso si concentrò sulla storia e i monumenti veronesi.

La seconda parte dell’allestimento valorizza gli aspetti commerciali e comunitari che si sono tenuti all’interno del monumento, attraverso un ricco apparato di cartoline d’epoca. Una fotografia curiosa raffigura il mercato bovino ospitato all’interno della cavea per salvaguardare il pubblico dalle frequenti incursioni aeree durante la guerra del 1915-18 o all’esposizione di auto Bianchi nel vallo dell’Arena.

L’epoca fascista è ben documentata con immagini di giovani che si radunavano in Arena per svolgere le manifestazioni ginniche nel 1932 o balilla e piccole italiane che componevano una gigantesca scritta vivente, Dux, per la visita di Benito Mussolini a Verona nel 1938. La mostra è visitabile gratuitamente negli orari di apertura della biblioteca, il lunedì dalle 14 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 19.

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