Lunedì 9 febbraio alle ore 21.00, alla Fucina Culturale Machiavelli di Verona, torna l’appuntamento con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, la rassegna che attraverso il cinema indaga i nodi più urgenti dell’attualità globale. In programma The Guest, film del 2024 diretto da Zvika Gregory Portnoy e Zuzanna Solakiewicz, un documentario che affronta il tema delle migrazioni scegliendo una prospettiva intima e profondamente umana.

Ambientato nel 2021, il film prende le mosse dalla crisi al confine tra Polonia e Bielorussia, trasformato in una zona militarizzata e interdetta. In quella fascia di terra, larga tre chilometri, migliaia di rifugiati restano intrappolati in seguito a una strategia politica che li usa come strumenti di pressione: attirati dalla Bielorussia con la promessa di un ingresso nell’Unione Europea, vengono respinti dalla Polonia e costretti a un estenuante rimbalzo tra i due Paesi, senza cibo, acqua o riparo.

The Guest sceglie però di allontanarsi dalle immagini della frontiera per entrare in uno spazio molto più ristretto: una casa. Maciek vive con la sua famiglia in un villaggio sul lato polacco del confine e decide di offrire rifugio ad Alhyder, un giovane siriano di ventisette anni, sfinito dopo giorni trascorsi nella zona proibita. Il documentario osserva ciò che accade dopo l’accoglienza: l’attesa, la paura di essere scoperti, le pattuglie della polizia che battono l’area, l’incertezza su come e se sia possibile proseguire il viaggio senza mettere in pericolo chi ha aperto la porta.

La casa diventa così un luogo ambiguo, allo stesso tempo rifugio e spazio di tensione. Attraverso gesti minimi, silenzi e sguardi, il film restituisce il senso di claustrofobia e sospensione che attraversa la convivenza. Senza mai indulgere nel sensazionalismo, la regia lascia emergere anche le contraddizioni di chi accoglie: la compassione autentica per una persona in difficoltà si scontra con il peso di una propaganda che alimenta paura e diffidenza, insinuando il sospetto anche negli spazi più intimi.

The Guest è un film che non cerca risposte semplici. Piuttosto, interroga il significato stesso dell’ospitalità e i suoi limiti: cosa significa accogliere quando farlo comporta un rischio? È possibile aiutare qualcuno senza trasformare l’aiuto in una relazione sbilanciata? Il confine, suggerisce il film, non è solo una linea geografica, ma qualcosa che può insinuarsi nelle case, nei pensieri, nelle relazioni.

Al termine della proiezione, la serata proseguirà con un momento di approfondimento a cura di Heraldo, insieme a Serena Zuanazzi dell’associazione One Bridge To. L’incontro offrirà l’occasione per collegare il racconto del film alle esperienze concrete di chi opera sul campo a sostegno delle persone migranti, riflettendo sui confini europei, sui corridoi informali dell’accoglienza e sulle pratiche di solidarietà che cercano di restituire dignità e diritti a chi resta intrappolato ai margini. Un dialogo per andare oltre lo schermo e interrogarsi su cosa significhi, oggi, costruire ponti dove altri alzano barriere.

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