Custodire non significa soltanto conservare ciò che già esiste, ma implica anche assumersi la responsabilità attiva di prendersene cura con dedizione, affinché possa continuare a comunicare e a dialogare con il presente in modo significativo. Questo è un concetto profondo che attraversa molte delle esperienze che si vivono a Verona, una città in cui si cerca con impegno non solo di preservare, ma anche di vivere e accompagnare il cambiamento in tutte le sue forme.

In questa prospettiva si è collocato l’incontro “Custodisci ciò che ti custodisce. La valorizzazione della chiesa di San Paolo, 2020–2025” di sabato 24 gennaio. Un’occasione di condivisione e riflessione pubblica con gli interventi di don Paolo Cordioli, don Nicola Agnoli e Loredana Costantino che hanno ripercorso le tappe principali di questo cammino, segnato da interventi di ristrutturazione, da una rinnovata attenzione agli spazi culturali e da una crescente apertura verso l’esterno.

Attraverso la lunga e ricca storia della parrocchia di San Paolo e della sua vivace comunità, si è potuto mettere in evidenza l’anima profondamente radicata nel territorio del quartiere di Veronetta, che si manifesta con forza e identità. Questa identità si combina con un lato altrettanto importante e accogliente, legato alla pastorale universitaria, grazie alla presenza costante e quotidiana di studenti e studentesse che animano la vita parrocchiale.

Negli ultimi anni, questa storia si è intrecciata in modo sempre più significativo con il lavoro appassionato dei volontari e delle volontarie di Verona Minor Hierusalem, dando così vita a un’esperienza unica di accoglienza e valorizzazione del prezioso patrimonio artistico e culturale custodito all’interno della chiesa stessa. Come ha sottolineato con grande attenzione Cristina Frescura, direttrice di VMH, questo incontro ha generato un arricchimento reciproco profondo, che ha permesso alla parrocchia di aprirsi in modo più ampio e dinamico verso la città e i visitatori, mentre i volontari hanno trovato in San Paolo un luogo vivo e pulsante dove arte e storia continuano a dialogare in modo concreto attraverso una comunità reale e partecipe.

Foto dal sito della Fondazione Verona Minor Hierusalem

Un processo che ha saputo integrare profondamente la chiesa all’interno degli itinerari culturali della città, preservando al contempo in modo scrupoloso la sua funzione spirituale e il suo ruolo sociale. Si auspica con fiducia che questa collaborazione possa continuare nel corso del tempo, accogliendo con spirito creativo e apertura le sfide e le molteplici opportunità che il presente e il futuro della parrocchia e del quartiere di Veronetta riserveranno non solo ai residenti, ma anche ai visitatori e all’intera comunità universitaria.

La valorizzazione degli spazi si inserisce inoltre in un progetto molto più ampio e articolato, pensato per accogliere stabilmente e in modo duraturo gli studenti, aprendo anche la Biblioteca Bertoni, che è diventata a tutti gli effetti uno spazio culturale aperto e accessibile a tutti. Queste scelte riflettono una parrocchia capace di interpretare in modo sensibile e attento il proprio tempo, adattandosi con flessibilità senza però rinunciare alla propria identità e alle proprie radici, in un quartiere che negli ultimi decenni si è profondamente trasformato e rinnovato.

L’incontro è stata inoltre un’importante occasione per guardare con fiducia e impegno ai progetti futuri, con la consapevolezza che San Paolo in Campo Marzio continuerà a essere un luogo di sperimentazione e innovazione, mantenendo un dialogo aperto e costruttivo con l’università, il volontariato culturale, i giovani e le diverse realtà vicine al quartiere e anche oltre i suoi confini.

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