Terna, la società incaricata di gestire la rete nazionale del trasporto elettrico, redige periodicamente un interessante, dettagliato rapporto sull’evoluzione della produzione e del consumo dell’energia elettrica in Italia. L’ultimo del 2025 riassume i dati annuali e li confronta con gli anni precedenti.

Dalla lettura del rapporto si possono ricavare interessanti, ai più sconosciute, informazioni sul funzionamento del sistema elettrico italiano e si misurano i cambiamenti in atto. Con dati oggettivi i cittadini possono valutare se il processo di transizione energetica, decisivo per mitigare il rischio climatico, si sta effettivamente attuando.

Quanta energia elettrica consumano gli italiani

Il primo dato significativo riguarda il fabbisogno di energia elettrica.

Gli italiani nel 2025 hanno consumato  311,3  TWh (Terawattora), leggermente meno rispetto al 2024, con un trend stabile sul medio periodo. Nel 2013 il consumo era stato di 318 TWh. 

Questo dato testimonia che Il processo di elettrificazione dei consumi, posto alla base della transizione energetica del paese, non si sta realizzando.

Avremmo dovuto vedere un significativo aumento dovuto alla sostituzione, in settori come la mobilità e il riscaldamento, dei combustibili fossili con energia elettrica rinnovabile, realizzare  cioè quello che viene chiamato”elettrificazione dei consumi“.

Quanta energia elettrica l’Italia scambia con l’estero

Un secondo dato interessante riguarda la dipendenza dall’estero. L’Italia importa dalle nazioni confinanti il 20% circa del suo fabbisogno elettrico. (17% nel 2025) 

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, la Francia è il più importante ma non l’unico fornitore dell’Italia con circa 25 TWh anno, segue la Svizzera con 16 Twh, la Slovenia con 5 TWh, poi Austria, Montenegro e Grecia. L’Italia vende energia a Malta.

Il grado di integrazione del sistema italiano in quello europeo costituisce una forma di garanzia per il suo buon funzionamento, come ha dimostrato il black out elettrico avvenuto in Spagna il 28 aprile 2025.

Il 20% di integrazione è generalmente considerato buono.

Terna. Import/export di energia con estero e zone interne

Quanta energia elettrica è ancora prodotta con i fossili

Un terzo dato  da considerare riguarda la produzione elettrica rinnovabile ovvero quanta energia elettrica viene ancora prodotta con combustibili fossili.

Nel 2025 la produzione di Fer (Fonte energia rinnovabile) è stata di circa 128 TWh, pari al 41,1%  del totale, il che vuol dire che il 58.9% , più della metà, viene ancora prodotto in modo convenzionale non rinnovabile, nelle centrali termoelettriche che utilizzano gas e carbone.

Il Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima), varato dal nostro governo per perseguire la  decarbonizzazione del Paese prevedeva per il 2025 una quota obiettivo di energia elettrica non rinnovabile  del 52.6%  sei punti percentuali in meno di quello che è stato realizzato.

L’elettrica non è la sola energia

L’ARERA (Autorità Regolazione Energia Reti Ambiente) nei suoi rapporti annuali da tempo certifica che  consumo elettrico continua a rappresentare solo il  20-25% del totale dei consumi energetici italiani, il restante 75-80% rimane alimentato direttamente da gas naturale e derivati del petrolio.

Se, come dice il rapporto Terna, solo il 41% dell’energia elettrica è rinnovabile significa che sul totale dei consumi energetici italiani la quota di rinnovabile è inferiore al 10%.  

l’Italia  è quindi solo all’inizio di un lungo  processo di transizione energetica: deve essere convertita la produzione del 90% dell’energia consumata.

La conferma pratica la troviamo, ad esempio, nella difficoltà di affermazione nel Paese delle auto elettriche nella mobilità e delle pompe di calore nel riscaldamento domestico.

Quali sono le fonti di energia rinnovabile

Il report di Terna riporta anche le produzioni di tutte le singole fonti elettriche che sono considerate rinnovabili, Fer appunto. Di seguito l’elenco con la loro relativa produzione 2025.

Idroelettrico     41.3 Twh

eolico       21.4 Twh

fotovoltaico:     44.3 Tw

bioenergie  15.6 Twh

geotermoelettrico    5,2 TWh

L’idroelettrico è ancora una fonte importante nel mix rinnovabile ma, come per il geotermico e le bioenergie, non ha grosse potenzialità di crescita nel medio periodo.

Le produzioni nucleari previste dal governo Meloni, supponendo siano realizzabili nel territorio italiano e sia accertata la loro convenienza economica, potranno essere ottimisticamente disponibili solo dopo il 2035.

Appare chiaro quindi che il futuro incremento di domanda elettrica potrà essere soddisfatta solo da nuovi impianti eolici e fotovoltaici.

Come si stanno sviluppando l’eolico e il fotovoltaico

La storia  dell’eolico moderno e del fotovoltaico è abbastanza recente, i loro primi impianti sono apparsi all’inizio di questo secolo e, grazie alla loro semplicità e alla loro crescente competitività economica, si stanno rapidamente, non quanto necessario, sviluppando. 

Dal 2014, gli impianti solare FV ed eolico installati in Italia hanno generato poco meno della produzione di tre grandi centrali nucleari da 1600 MW, le più potenti finora costruite.

Però, come si può vedere dai grafici elaborati dalla rivista QualEnergia, il loro sviluppo è lontano dagli obiettivi previsti dal Pniec, sia quelli ipotizzati per il 2025 ma soprattutto sembrano irraggiungibili quelli pianificati per 2030.

La produzione eolica attesa per il 2025 era di 30.8 TWh, si è prodotto il 30% in meno.

La produzione fotovoltaica prevista per il 2025 era di 57.0 TWh, si è prodotto il 23% in meno.

L’elettrificazione dei consumi non si sta realizzando e la crescita delle produzioni rinnovabili è lenta: la transizione energetica del Paese stenta a progredire.

Terna. Bilancio Energia elettrica

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