Il Verona Hellas, dopo 22 partite si trova all’ultimo posto nella classifica di serie A con 14 punti e rischia seriamente di scendere in serie B.  Dopo le salvezze risicate e fortunose degli ultimi campionati, quello in corso sembra essere – salvo miracoli – quello della retrocessione.

Un anno fa, il 15 gennaio del 2025, Presidio Investors, una società texana con soci lussemburghesi che gestisce fondi private equity, acquistò dal presidente Maurizio Setti il 100% della proprietà dell’Hellas Verona Football Club per circa 130 milioni di euro, includendo il debito, che pare sia di circa 95 milioni e intendendo mantenere la struttura sportiva.

Presidio Investors è guidato dal Presidente Esecutivo, Italo Zanzi, mentre Maurizio Setti era stato designato come Senior Advisor of Football Operations, carica che ora non detiene più. Maurizio Setti aveva acquistato l’Hellas Verona nel 2012 da Giovanni Martinelli per circa 10 milioni di euro. Nei tredici anni di presidenza Setti, l’Hellas ne ha disputati 10 in seria A e 3 in serie B, con 3 promozioni e 2 retrocessioni.

L’avvento della società texana aveva fatto nascere nei tifosi veronesi la speranza che il Verona Hellas potesse godere di una maggiore capacità finanziaria in grado di formare e gestire una squadra da centro classifica di serie A, che ogni anno non mettesse in pericolo le coronarie dei propri sostenitori. La situazione di squadre come il Como, l’Udinese, l’Atalanta e qualche altra, poteva essere un obiettivo che avrebbe potuto raggiungere anche l’Hellas. 

Ma non è stato così e la nuova società ha proseguito con il metodo del precedente presidente, che ha utilizzato il Verona come la classica pecora da tosare, sperando che il direttore sportivo Sean Sogliano continuasse a pescare giocatori sconosciuti a poco prezzo, facendo aumentare il loro valore giocando qualche mese nell’Hellas e quindi vendendoli al miglior offerente.

Hanno anche venduto il centro sportivo del Bottagisio, da poco acquistato all’asta. Le conferme che il cambio di proprietà non ha cambiato nulla sono nella cessione di Giovane (al Napoli, per 20 milioni, ndr), nelle campagne acquisti estiva ed invernale assai deludenti e nella probabile vendita della giovane promessa Cissé

Tornando su Presidio, va detto che negli USA non è possibile conoscere i soci di una società e tantomeno di una società lussemburghese, rendendo impossibile capire chi realmente ci sia dietro questa operazione, per ora calcisticamente fallimentare.

L’attività di Presidio Investors è quella di investire in società con un buon potenziale di crescita per valorizzarle e rivenderle guadagnandoci. Non mi pare che sia quello che stanno facendo con l’Hellas Verona. Probabilmente il loro vero interesse è di carattere immobiliare e lo stadio, con la conseguente speculazione edilizia, potrebbe essere il vero scopo di questa operazione.

Lo stadio Marcantonio Bentegodi

Che nel nostro Paese, e quindi anche a Verona, ci sia bisogno di nuovi stadi moderni, in grado di funzionare sette giorni su sette, di ospitare anche eventi diversi da quelli calcistici, di essere più agevoli e sicuri è certamente vero. Ma che uno stadio debba funzionare come testa di ponte per facilitare la speculazione edilizia è totalmente sbagliato.

A tale proposito, le società sportive e i privati che intendono investire nella costruzione di nuovi stadi, hanno il diritto di conoscere come e dove le Pubbliche Amministrazione hanno deciso di realizzare gli eventuali nuovi impianti sportivi.

Solo attraverso una corretta pianificazione del territorio sarà possibile individuare la zona più adatta ad ospitarli e a definire oggettivamente l’impatto che avranno sugli aspetti urbanistici, economici, abitativi e viabilistici delle aree interessante.

Soprattutto, sarà necessario e doveroso attenersi alle norme urbanistiche ed edilizie, evitando nocive deroghe per facilitare gli interessi degli investitori.

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