Perché il programma eco dura di più?
Una spiegazione scientifica del paradosso della lavastoviglie.

Una spiegazione scientifica del paradosso della lavastoviglie.

Se deve risparmiare energia, perché il programma ecologico della lavastoviglie dura più degli altri? Si tratta forse di un complotto ordito dalle società energetiche assieme ai produttori di lavastoviglie per farci consumare più energia? No, suvvia, non scherziamo. Sarebbe un complotto molto facile da smascherare misurando l’energia utilizzata dalla lavastoviglie per eseguire i diversi cicli.
Tra l’altro le norme europee prevedono che la classe energetica di una lavastoviglie, da A (più efficiente) a G (meno efficiente), venga attribuita misurando il consumo energetico su 100 cicli di lavaggio con il programma ecologico. Per questo motivo sarebbe svantaggioso per le aziende produttrici avere un programma ecologico che consuma di più.
Ma allora, come si spiega questo fatto?
Facciamo chiarezza su una cosa importante: l’energia utilizzata da un elettrodomestico non è proporzionale solo al tempo per cui viene utilizzato.
Immaginiamo di avere ad esempio una stufetta elettrica con diversi livelli di riscaldamento. L’energia consumata dalla stufetta dipenderà da quanto tempo la teniamo accesa ma anche dal livello di intensità che impostiamo.
Ad esempio la stufa potrebbe consumare meno energia funzionando per due ore al livello 1 piuttosto che per una sola ora al livello 5.
Tutto dipende da quanta energia la stufa consuma ogni secondo nei vari livelli di intensità. In fisica questa grandezza è chiamata potenza e si misura in watt, simbolo W.
Quindi non conta solo il tempo ma anche la potenza con cui sta lavorando l’elettrodomestico.
La lavapiatti pulisce le stoviglie spruzzandovi sopra acqua calda. Che il lavaggio sia lungo o breve, la quantità di acqua utilizzata è praticamente la stessa. Infatti, dopo aver scaldato l’acqua necessaria, questa viene utilizzata in un ciclo continuo: viene spruzzata, raccolta e poi spruzzata di nuovamente.
Per questo motivo l’acqua non viene continuamente scaldata, viene riscaldata all’inizio e poi viene mantenuta alla giusta temperatura per il tempo del lavaggio.
Più la temperatura dell’acqua è alta, più alto è il suo effetto pulente. Questo fenomeno è evidente quando laviamo i piatti a mano. Con l’acqua calda lo sporco si rimuove molto più facilmente.
Questo comportamento è legato al significato che ha la temperatura dal punto di vista microscopico. La temperatura è infatti una misura di quanto velocemente si stanno muovendo le molecole di una certa sostanza. Se aumentiamo la temperatura dell’acqua stiamo sostanzialmente aumentando la velocità media delle sue molecole.
Quando le molecole d’acqua si muovono più velocemente sono più efficaci nello sciogliere gli zuccheri, i grassi e in generale ad intaccare le sostanze che troviamo sulle stoviglie.
La maggior parte del consumo della lavastoviglie è dovuto all’energia usata per scaldare l’acqua. Verrà usata dell’energia anche per far andare la pompa dell’acqua, per far funzionare i componenti elettronici, per far girare la sbarra che spruzza l’acqua, tuttavia il riscaldamento dell’acqua rappresenta l’80-90% del consumo energetico totale.
Di conseguenza, se invece che scaldare l’acqua da 15°C a 75°C, con una variazione di 60°C, la scaldiamo da 15°C a 45°C, con una variazione di 30°C, il risparmio energetico sarà notevole, circa la metà dell’energia.
L’acqua a temperatura più bassa ha però una minore efficacia nel pulire le stoviglie e quindi sarà necessario aspettare più tempo ed eseguire più risciacqui (sempre con la stessa acqua) per ottenere lo stesso risultato in termini di pulizia.
Ecco spiegato il motivo per cui il lavaggio ecologico dura di più, ma consuma meno.
Come spesso accade in fisica, ciò che sembra un paradosso, smette di esserlo quando si guarda più da vicino come funzionano davvero le cose.
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