La giostra è ripartita da ormai due settimane per la Virtus Verona, con il nuovo anno che ha ufficialmente aperto le porte al ritorno del Girone A di Serie C Sky Wifi 2025/2026. I giocatori hanno potuto godere della sosta natalizia, con Babbo Natale e Befana che hanno recapitato al Gavagnin-Nocini solamente nuovi acquisti. Di punti in chiave salvezza, invece, non c’è stata ancora traccia, con la speranza che non si debba aspettare fino a Carnevale, e tantomeno Pasqua.

Il doppio derby veneto contro Cittadella e Arzignano

Il 2026 della Virtus Verona è cominciato tra le polemiche di Gigi Fresco, che al triplice fischio della gara in trasferta contro il Cittadella quarto in classifica ha deciso di non lasciare dichiarazioni ai microfoni della stampa: diretta conseguenza di un goal – netto – annullato ai rossoblù verso lo scadere del primo tempo. Gol che avrebbe permesso alla Virtus di pareggiare i conti dopo l’1-0 dei padroni di casa siglato su un’incertezza difensiva, che si ripete successivamente permettendo ai granata di scendere negli spogliatoi con due lunghezze di vantaggio. Al fischio finale, però, il punteggio sigla 4-1 Cittadella. Crollo totale dei ragazzi di Fresco.

La settimana seguente è stato scontro al Gavagnin contro l’Arzignano. Determinante anche questa volta un’indecisione difensiva, con il portiere rossoblù Sibi che respinge sui piedi di Nanni, causando il calcio di rigore che deciderà la gara. Gli uomini di Fresco sono scesi in campo con un 3-5-2 iniziale, con Tommaso Mancini ritornato tra le fila dei titolari dopo più di due mesi. A fine primo tempo, però, è stata rivoluzione: fuori Mancini, dentro Mastour, ma soprattutto fuori Fiorin, mezz’ala, e dentro Cernigoi, prima punta. 3-4-1-2 quindi, con Hachim Mastour trequartista orbitante dietro le due punte Fabbro e, appunto, Cernigoi. Probabilmente un assetto che vedremo molto spesso nei prossimi mesi.

La dimora della Virtus è diventata però una casa infestata. Sono zero le vittorie interne quest’anno, a dimostrazione di un campo che, da fortino da espugnare qual era, si è trasformato in un’ostacolo anche per chi lo calca da lustri. Il Gavagnin-Nocini, infatti, rappresenta una particolarità non poco rilevante: è il campo più stretto dell’intero campionato, con una dimensione di 108 metri in lunghezza ma solamente 68 in larghezza. A detta di gran parte degli allenatori che arrivano da avversari rappresenta una fortezza nella quale risulta difficile esprimere al meglio il proprio calcio, visti gli spazi angusti.

Pochi spazi equivale a squadre più ravvicinate, risultando quindi imprescindibile la ferocia nell’arrivare prima sulle seconde palle, come sottolineato da Gigi Fresco e da Edoardo Cuel, centrocampista rossoblù, nella conferenza pre-gara. Ironia della sorte, il gol è arrivato proprio su calcio di rigore procuratosi dagli ospiti su una seconda palla, complice Sibi che non è riuscito a tenerla in un solo tempo fra le mani.

Primi lampi per Hachim Mastour (?)

Hachim Mastour in azione, foto di @ph.nicolaguerra

Tunnel, veroniche, colpi di suola e dribbling. Il repertorio a tutti noi noto di Hachim Mastour è finalmente riuscito ad esaltarsi nella gara contro l’Arzignano. Pochi minuti finora per lui in stagione, complice anche un grave infortunio al polpaccio che lo ha tenuto ai box fino a metà novembre. Contro l’Arzignano, però, Mastour è subentrato a Tommaso Mancini ad inizio secondo tempo giocando più di 50 minuti totali, record personale in campionato ad oggi. 

Un regista offensivo, in poche parole. In una situazione di classifica sempre più soffocante e nel pieno di una crisi realizzativa (la Virtus non segna due goal in una sola partita dal 4 di Ottobre nella rimonta contro il Lecco), l’arma Mastour può essere l’ago per far pendere la bilancia a favore della Virtus.

L’heatmap di Hachim Mastour contro l’Arzignano, su Sofascore

Resta solo da capire chi togliere per far spazio all’italo-marocchino, in un 3-5-2 che ad inizio stagione era decisamente a trazione più anteriore rispetto alle scelte adottate negli ultimi mesi da mister Fresco.

«Sono qui per scrivere nuove pagine con il sorriso e l’energia che questo ambiente mi dona», così esordiva Mastour nella presentazione ufficiale con la maglia della Virtus Verona. Chissà che questo girone di ritorno non sia davvero il suo riscatto, anche se con i soli sorrisi ed energia positiva difficilmente si salva una categoria.

I nuovi arrivi

La Virtus Verona ha aperto la sessione di mercato invernale con due nuovi acquisti: il primo è Iacopo Cernigoi, prima punta di peso arrivata per rimpiazzare l’infortunato De Marchi. Un sapore amarcord, con Cernigoi che ritorna alla Virtus Verona a distanza di dieci anni. L’ultima stagione con la maglia rossoblù è stata infatti quella a cavallo fra il 2015 e il 2016, in Serie D, con 17 goal segnati in 33 presenze. Dopo l’ultima esperienza in Romania, al Cluj, chiusa nel dicembre del 2025, Cernigoi è stato impiegato da subito nella gara contro l’Arzignano, subentrando ad inizio secondo tempo. Che possa essere lui il traghettatore offensivo a fare coppia con Fabbro?

Lo aveva annunciato Gigi Fresco ancora un mese fa, e alla fine è arrivato anche il difensore dal mercato degli svincolati. Gianmarco Ingrosso è un nuovo giocatore della Virtus Verona. Difensore esperto, con 332 presenze all’attivo tra i professionisti e più di una parentesi da titolare in Serie B con le maglie di Pisa e Cosenza. Nell’ultima stagione ha vestito la maglia del Pineto, nel Girone B di Serie C, raggiungendo la prima fase dei play-off.