Mentre in molte città italiane le piste ciclabili sono oggetto di critiche e le strade e piazze congestionate dalle automobili vengono trasformate in aree pedonali, in Islanda è stata approvata una legge che impone una tassa calcolata in base ai chilometri percorsi con l’auto privata.

La legge entrerà in vigore il primo gennaio 2026, tra pochi giorni, e il primo bollettino sarà emesso il 1° febbraio 2026. In realtà, questa tassa rappresenta un’estensione, poiché è già applicata ai proprietari di veicoli elettrici o ibridi, ma d’ora in avanti coinvolgerà anche i conducenti di auto a benzina e diesel.

Una tassa introdotta per compensare le minori entrate dello Stato islandese derivanti dalle accise sul carburante, che, grazie ai benefici ottenuti nella riduzione dell’uso dell’auto privata, sarà estesa a tutti i tipi di veicoli.

La registrazione e i pagamenti

Tutti i proprietari e le proprietarie dovranno registrarsi su un apposito portale utilizzando la propria utenza digitale, equivalente al nostro SPID. Sul portale dovranno inserire i propri dati personali, insieme alle informazioni dell’automobile, quali marca, modello e cilindrata; in base a queste informazioni verrà calcolato il peso dell’automobile.

Il peso rappresenta un dato essenziale, poiché il calcolo della tassa dipenderà non solo dal numero di chilometri percorsi, ma anche dal peso del veicolo. Ad esempio, le auto più leggere, con un peso inferiore a 3,5 tonnellate, pagano circa 0,05 euro per ogni chilometro percorso. Con l’aumentare del peso del veicolo, cresce anche l’importo della tassa: le auto più pesanti possono arrivare a pagare fino a 0,30 euro per chilometro.

La forbice più ampia va infatti da 0,50 a 0,30 centesimi; nel mezzo si trovano altre ventisette classificazioni di peso per le diverse automobili. Il peso è un dato essenziale perché più pesante è il veicolo, maggiore sarà l’usura causata al manto stradale. Uno degli obiettivi di questa legge è garantire un contributo equo da parte di tutti gli automobilisti alle spese per la manutenzione delle strade islandesi.

Durante la registrazione sul portale, i proprietari dovranno inserire la lettura del contachilometri, che sarà successivamente verificata al momento della revisione. La tassa sarà addebitata mensilmente e il mancato pagamento o la mancata registrazione sul portale comporteranno sanzioni amministrative.

Una forte spinta da parte dell’Alþingi, il parlamento islandese, verso il green dato che questa legge è un forte disincentivo ad utilizzare meno l’automobile spingendo le persone a muoversi con mezzi alternativi.

Una veduta di Reykjavik. Foto da Unsplash di Einar H. Reynis

La lotta italiana contro i disincentivo all’uso dell’automobile

Una tassa del genere come verrebbe accolta in Italia? Probabilmente non bene. Ovviamente perché si tratterebbe di una nuova tassa, questo anche nel caso in cui in parallelo venissero abolite le accise come promesso dall’attuale governo. Ma anche perché in Italia non vengono viste di buon occhio tutte quelle politiche volte al green e alla transizione ecologica.

Basti pensare alla manifestazione che si è tenuta a Roma lo scorso 15 novembre per contestare le nuove piste ciclabili nate in città che, secondo gli organizzatori tolgono parcheggi e riducono le carreggiate per le automobili e creano più inquinamento, tesi smentita dai dati di altre città europee che hanno appunto creato piste ciclabili al posto di parcheggi e carreggiate per auto.

La manifestazione non era organizzata da un’associazione di automobilisti ma bensì Fratelli d’Italia, il primo partito italiano nonché partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

E Verona?

A Verona, numerosi cittadini e alcuni esponenti dell’opposizione politica alla Giunta Tommasi hanno espresso critiche sulle recenti piste ciclabili realizzate in città. Tra le principali contestazioni c’è quella riguardante la ciclabile di Circonvallazione Oriani, che collega Porta Nuova a Porta Palio. In Corso Porta Nuova, invece, è stata oggetto di dibattito la creazione di piste ciclabili su entrambi i lati della strada e in entrambe le direzioni. Inoltre, la decisione di pedonalizzare l’area che va da Pradaval a Piazza Bra ha suscitato ulteriori polemiche. Stefano Casali di Fratelli d’Italia ha espresso dure critiche sui social, accusando l’amministrazione di voler complicare la vita agli automobilisti.

Sono emerse accese polemiche anche sulla proposta del Consigliere Giacomo Piva di estendere i chilometri delle corsie preferenziali per gli autobus. L’obiettivo è ridurre i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici, incoraggiando così i veronesi a preferirli rispetto all’auto privata. Durante il Consiglio Comunale del 5 dicembre, il consigliere di minoranza Rossi ha criticato duramente la maggioranza, accusandola di dichiarare una vera e propria “guerra agli automobilisti”.

Foto da Unsplash di Marek Lumi

Un politica proiettata verso il futuro

Forse sarebbe importante che una certa politica comprendesse che limitare lo spazio alle automobili nelle città non significa combattere una guerra contro gli automobilisti, ma piuttosto incoraggiare la popolazione a utilizzare di più i mezzi pubblici, le biciclette e a muoversi a piedi.

Siamo tutti convinti che in molti casi l’utilizzo dell’automobile sia necessario e indispensabile, ma le strade sono piene anche di automobili che percorrono pochissimi chilometri per coprire lo spazio casa-lavoro, casa-scuola e altre distanze più vicine, distanze appunto percorribili con mezzi alternativi all’automobile.

Ma per motivare le persone a farlo bisogna creare i presupposti, le infrastrutture, quindi le ciclabili e le corsie preferenziali. Bisogna ridurre il numero di automobili per la sicurezza di chi decide di attraversare la città con una bicicletta, con un monopattino o a piedi.

È evidente a tutti che attraversare una strada trafficata è meno sicuro rispetto a una strada libera da veicoli. È chiaro che una città con meno automobili è una città meno inquinata. Perciò, adottare una certa politica non è solo una questione ideologica, ma rappresenta una visione concreta del futuro: un nuovo modo di vivere e attraversare le città. Significa creare ambienti più a misura d’uomo, garantire maggiore sicurezza ai bambini e ai ragazzi che vanno a scuola e tutelare la loro salute, rendendo l’aria che respiriamo più pulita.

Per realizzarlo è necessario ridurre le corsie destinate alle automobili, favorire la creazione di nuovi chilometri di piste ciclabili e incrementare le vie preferenziali. Questo comporta sottrarre spazio a strade e piazze attualmente riservate alle auto. Occorrono quindi interventi coraggiosi, come ad esempio l’Islanda ha fatto imponendo una tassa sull’uso dell’automobile.

Tutte queste iniziative e intenzioni politiche si muovono in questa direzione, in Islanda, in tutte le capitali europee, in numerose città italiane e anche a Verona.

© RIPRODUZIONE RISERVATA