Reverse è uno studio di architettura di interni che nel patto sociale per il progetto Buone Nuove ha la missione di pensare a un nuovo allestimento per Piazza Santa Toscana. Un modo, perciò, di vivere e abitare quello spazio per attivare gli abitanti del quartiere di Veronetta e renderli partecipi concretamente dei cambiamenti in atto. La prima domanda che lo studio si è posta è stata “Che ruolo ha l’edicola sociale per il quartiere?” arrivando perciò a capire cosa funziona e cosa no in relazione allo spazio preso in esame. Oltre a ciò, il rapporto con i cittadini di Veronetta è risultato fondamentale dialogando seguendo cinque punti: pulizia, sicurezza, vivibilità, accessibilità e attività presenti. Le criticità emerse, soprattutto in relazione alla pulizia e sicurezza, hanno portato Reverse a sviluppare delle idee, in stato per ora embrionale, pronte a valorizzare l’arredo urbano dell’area.

La manifestazione Natale per Verona ha segnato per Reverse un primo passo concreto nel pensare lo spazio attorno all’edicola sociale in relazione al Natale. Ne abbiamo parlato con Federica Collato di Reverse.

Da dove siete partiti per allestire la piazza?

«Il tema di natale per Verona è emerso molto velocemente e tramite Reverse abbiamo seguito l’approccio partecipato della piazza. Perciò dare forma a un albero mediante un oggetto artigianale che mostrasse l’idea di “partenza dal basso” legata alle persone. Questa idea ci sembrava anche più consona in relazione a quella che è effettivamente Piazza Santa Toscana. Il nostro allestimento è stato inaugurato il 6 dicembre ed è comunque stato apprezzato fin da subito, addirittura ci hanno detto che per certi versi è diventato un punto di ritrovo e quindi già un luogo riconoscibile.»

Piazza Santa Toscana nasce dal dialogo

E per quanto riguarda i laboratori invece che avete pensato per il Natale per Verona?

«I nostri laboratori riguardano lo studio dei percorsi innovativi urbani e perciò come interrogarsi sull’uso dello spazio pubblico e capire a matrioska come l’edicola, la piazza e il quartiere possano essere pensati diversamente, per le persone e con le persone. La nostra azione fino ad ora riguarda perciò principalmente l’ascolto e quindi quella di una mappatura delle esigenze che riguardano sia l’edicola sia la piazza.

L’albero è stato realizzato utilizzando materiali di recupero. Foto di Emanuele Antolini.

Allo stesso modo in relazione al progetto di ATV abbiamo pensato al tema della mobilità e, di conseguenza, come ci si muove all’interno del quartiere di Veronetta. Uno dei laboratori che abbiamo sviluppato durante il Natale per Verona riguardava proprio una riflessione sullo spostamento, ovvero: come i cittadini hanno raggiunto la piazza, con che mezzo, se è stato difficoltoso o meno e se l’arrivo ha generato benessere o no.»

E qual è il risultato di questo dialogo?

«È emerso che muoversi in auto in una città caotica non è certo sinonimo di serenità e che, soprattutto nei brevi tratti, sono possibili soluzioni facilmente praticabili. Infine, in chiave natalizia, chiedevamo alle persone di lasciare un biglietto su dei desideri che vorrebbero vedere svilupparsi concretamente in quanto cittadini che vivono quotidianamente il quartiere. Tireremo le fila alla fine delle giornate, ma già emerso – per esempio – un maggior numero di marciapiedi proprio perché molti si spostano semplicemente camminando. Sembrano considerazioni banali, ma sono occasioni per porre riflessioni che altrimenti passano per scontate mentre dei piccoli accorgimenti, invece, possono fare la differenza.»

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