John Cena si ritira: la resa del più grande di sempre
Con l'addio al wrestling di John Cena si chiude una pagina storica della WWE, che saluta uno dei suoi personaggi più trasversali e pop.

Con l'addio al wrestling di John Cena si chiude una pagina storica della WWE, che saluta uno dei suoi personaggi più trasversali e pop.

Provate a chiedere ad un bambino se segue il wrestling. Se vi risponderà di sì chiedetegli chi sia il suo lottatore preferito. Nel 99% dei casi vi risponderà “John Cena“.
Non importa se quel bambino ha 8, 9 anni oggi o li aveva il 27 giugno 2002, data del debutto di John Cena su un ring della WWE (World Wrestling Entertainment), perché il wrestler nativo di Boston è un personaggio che ha attraversato più di due decadi, entrando nell’immaginario collettivo anche extra-ring e riscrivendo la storia della disciplina.
Sabato 13 dicembre John Cena ha combattuto contro l’austriaco Gunther – uno dei volti nuovi della WWE – il suo ultimo match in carriera in una puntata speciale di Saturday Nights’ Main Event, evento storico della WWE, che la federazione stessa ha reinserito nel suo calendario a fine 2024, dopo più di 16 anni.
Il 726esimo match (contando solo quelli trasmessi in diretta tv) in carriera di John Cena si è chiuso con la sua resa: non succedeva dal 15 febbraio 2004, quando si arrese a Kurt Angle. Una resa che ha scioccato il pubblico presente alla Capital One Arena di Washington D.C., che ha anche fischiato il responsabile creativo della WWE Triple H (al secolo Paul Levesque, ex-wrestler che ha condiviso molti anni di carriera con lo stesso Cena) per la scelta di far capitolare così il wrestler che più di tutti ha incarnato il non arrendersi mai: “Never give up” è infatti stato un suo motto per tutta la carriera, stampato su milioni e milioni di magliette.
La decisione presa dalla dirigenza – nel wrestling storie e risultati sono decisi a tavolino mentre l’azione in ring e i colpi sono sì controllati ma reali – che in realtà chiude alla perfezione il cerchio. Un John Cena che, stretto nella presa al collo, sorride e tocca leggermente il braccio di Gunther per arrendersi, consapevole di aver ormai restituito al pubblico e ai colleghi tutto l’affetto ricevuto in 23 anni di carriera.
Classe 1977 di West Newbury, un piccolo paese a 50 km da Boston, John Cena – che ha anche lontane origini italiane da parte di padre – si affaccia al mondo del wrestling nel 1998. Dopo la laurea in Fisiologia presso lo Springfield College tenta la carriera da culturista trasferendosi a Los Angeles, dove trova lavoro presso la palestra Gold’s Gym di Venice Beach, resa famosa da Arnold Schwarzenegger.
Sono anni difficili, in cui la casa di Cena è la sua auto – una Ford Lincoln Continental – ma sarà l’invito di un frequentatore della palestra a provare il wrestling a cambiargli la vita. Debutta in una federazione minore, la Ultimate Pro Wrestling, con il nome d’arte di The Prototype, che utilizza anche una volta passato alla Ohio Valley Wrestling, il territorio di sviluppo della WWE, nel 2000.
Il 2002 è un anno particolare per la WWE. La federazione di Vince McMahon in primis cambia nome, da WWF (World Wrestling Federation) a WWE (World Wrestling Entertainment), dopo aver perso una causa legale con “l’altra” WWF, la World Wildlife Fund. È anche l’anno successivo all’Invasion, la storyline (ovvero il racconto) che ha visto i wrestler della WWE fronteggiare l’arrivo di numerosi colleghi della WCW (World Championship Wrestling), acquistata da Vince McMahon dopo 5 anni di lotta per conquistare il pubblico americano.
La storyline dell’Invasion segna la fine dell’Attitude Era, gli anni tra il 1996 e il 2001 in cui la WWE aveva reso i suoi programmi e le sue storie ancora più estremi e polarizzanti per contrastare l’ascesa della WCW. Con la fine dell’Attitude Era le due più grandi star della federazione di Stamford, The Rock (Dwayne Johnson) e “Stone Cold” Steve Austin, iniziavano ad allontanarsi dal wrestling: il primo per inseguire la carriera cinematografica, il secondo prossimo al ritiro a causa degli infortuni e delle divergenze con il team creativo.
È in questo contesto che il 27 giugno 2002 John Cena appare per la prima volta a SmackDown! per rispondere ad una open challenge di Kurt Angle. Dichiarò di possedere la “ruthless aggression” (“aggressività spietata”) che Vince McMahon chiedeva di tirar fuori ai suoi wrestler all’indomani del cambio di nome da WWF a WWE.
Quella caratteristica avrebbe poi dato il nome ad una delle epoche di maggior successo della WWE, anche in Italia grazie alla trasmissione di SmackDown! sui canali Mediaset, e reso John Cena il nuovo volto della federazione. Va detto che però la sua carriera sarebbe potuta durare pochi mesi. Il suo personaggio, aggressivo ma con i pantaloncini color evidenziatore, non funzionava e il suo licenziamento era previsto per fine anno.
Fu la figlia di Vince McMahon, Stephanie, allora autrice, a sentirlo rappare nel backstage e proporgli di portare sugli schermi il personaggio cattivo (nel gergo del wrestling, heel) del rapper spaccone che usava le rime per irridire i suoi avversari: il “Doctor of Thuganomics”, dall’unione di “thug” (“teppista”) e “doctor in economics” (“laureato in economia”).
Fu un successo tale che dopo un anno dovettero farlo diventare face, ovvero un buono, per il supporto che riceveva dal pubblico. È in questo periodo che nascono le sue frasi celebri “Word life” e “You can’t see me” (“Non mi puoi vedere”, diventato poi un famoso meme), oltre alla sua mossa simbolo: quella Attitude Adjustment (“correzione dell’atteggiamento”), battezzata inizialmente come F-U (cioè “Fuck you”, e qui non serve traduzione).
Vince il suo primo titolo, quello degli Stati Uniti, nel 2004 a Wrestlemania XX contro Big Show e l’anno successivo mette le mani sul suo primo titolo mondiale sconfiggendo a Wrestlemania 21 JBL. Da allora porterà a casa un totale di 17 titoli mondiali (record), 5 titoli degli Stati Uniti, 4 titoli di coppia e un titolo Intercontinentale, l’ultima cintura vinta in carriera il 10 novembre 2025.

John Cena è stato il protagonista di 6 main event di Wrestlemania, l’evento più importante al mondo quando si parla di wrestling. Ha attraversato periodi in cui, nonostante fosse il buono della storia, è stato fischiato dal pubblico per il suo modo di vincere le contese da “supereroe”, mettendo spalle al tappeto in pochi secondi avversari che lo avevano malmenato per minuti.
Nonostante questo con il passare degli anni ha dimostrato di non essere unicamente un eccellente interprete da un punto di vista attoriale ed artistico, ma anche un atleta di primissimo livello. Ha preso parte a match anche se infortunato, ha sfornato prestazioni lodate dalla critica contro atleti, meno carismatici di lui ma più tecnici, come Daniel Bryan, Kurt Angle, Shawn Michaels ed AJ Styles.
È stato il ponte tra sport e spettacolo, tra finzione e realtà, come quando il 1 maggio 2011 durante lo show Extreme Rules gli americani appresero dalla voce di John Cena che l’esercito americano aveva ucciso il leader di Al Qaida Osama Bin Laden. Un annuncio fatto peraltro con una proprietà di linguaggio inarrivabile per l’attuale Presidente Donald Trump, che ha incrociato la strada di John Cena quando partecipò a Wrestlemania 23 nella “battaglia dei miliardari” con il patron Vince McMahon.
Quando ha raggiunto lo status di icona della WWE non si è fatto comunque problemi a dare risalto ad altri atleti: gesto non comune tra i grandi wrestler, basti pensare al protagonismo di Hulk Hogan. Ha ideato le open challenge al titolo degli Stati Uniti per dare visibilità ogni settimana ad un lottatore diverso, accettato di perdere contro un debuttante come Kevin Owens nel 2015 e si è messo in gioco nel Firefly Fun House match di Wrestlemania 36 con Bray “The Fiend” Wyatt in uno spettacolo in cui la sua stessa carriera era stata reimmaginata.
Dall’altro lato ha saputo dar vita, sfidando gli altri grandi della disciplina, a storie che hanno appassionato i fan di ogni età, dalla faida con CM Punk nel 2011 a quelle con Brock Lesnar e Randy Orton fino all’epica sfida con l’altra icona del nuovo millennio, The Rock, a Wrestlemania 28 e 29 che segnò, in occasione del loro secondo incontro, il record di incassi per un singolo evento della WWE con 12,3 milioni di dollari.
Il passaggio tra le fila dei cattivi nei primi mesi di questo suo ultimo anno da wrestler è stata una parentesi non ben riuscita in 23 anni di carriera incredibili, dove i suoi motti “Never give up” e “Hustle. Loyalty. Respect.” (“Impegno. Lealtà. Rispetto.”) hanno travalicato i confini del ring di wrestling e attecchito nella cultura pop. Merito anche del suo impegno per i più piccoli fan, in particolare quelli colpiti da malattie terminali.
Per loro John Cena ha sempre lasciato un posto speciale. Dal 2002 ha iniziato a collaborare con la fondazione Make a Wish, che si occupa di realizzare i desideri di bambini e ragazzi affetti da gravi malattie. Nel 2022 John Cena stabilito il record di 650 desideri esauditi in un anno solare: «Se c’è qualcuno che sta lottando contro certe circostanze e l’unica cosa che vorrebbe fare è passare del tempo con te… Cavolo, se possiamo farlo, lo faremo al 100%» ha detto in un’intervista con il giornalista Tom Rinaldi.
Chi prenderà il suo posto? Di sicuro non il suo ultimo rivale Gunther, fischiatissimo dal pubblico nella prima puntata di Raw dal ritiro di Cena. I nuovi volti face della WWE sono Cody Rhodes e Roman Reigns, le cui storie meriterebbero altri articoli dedicati, che nonostante i riconoscimenti sul ring non hanno lo stesso impatto sulla società americana (e mondiale), anche perché non hanno lo stesso pedigree cinematografico del wrestler di Boston.

Dopo aver avuto una breve carriera musicale, coincisa con il picco di popolarità del personaggio del “Doctor of Thuganomics”, con la pubblicazione del disco “You can’t see me” nel 2005 (in cui figurava la sua canzone d’ingresso “My time is now”) John Cena è diventato un apprezzato attore cinematografico.
L’anno successivo debutta sul grande schermo con “The Marine”, film finanziato dalla stessa WWE in cui Cena veste i panni di un soldato in congedo. La pellicola si rivela un successo economico per la WWE (25 milioni di incasso a fronte dei 15 spesi) ma un flop per la critica. Cena continua nei primi anni a partecipare a film d’azione ma già dal 2014 inizia a prendere parte a commedie e a doppiare cartoni animati come “Surf’s Up 2” o gli speciali dedicati alla WWE di Scooby-Doo e i Flintstones.
Nel mentre appare come special guest anche in serie tv come “Hannah Montana” ma è tra il 2019 e il 2021 che la sua carriera sul grande schermo decolla, grazie al personaggio di Jack Burns nello spin-off di Transformers “Bumblebee” e quello di Jakob Toretto nel nono capitolo di “Fast & Furious“.
L’ultimo successo di John Cena è l’interpretazione del supereroe della DC Comics Peacemaker nell’omonima serie tv, giunta quest’anno alla seconda stagione. Il successo dello show ha portato Cena anche ad un cameo nell’ultimo “Superman” di James Gunn.
Nel futuro di John Cena dopo il wrestling c’è altro cinema, altre serie, seguendo la strada tracciata una ventina di anni fa da Dwayne “The Rock” Johnson, ex-icona della WWE e oggi attore macina-successi, l’ultimo in ordine di tempo “The smashing machine”. Per l’impatto che ha avuto sulla cultura americana – e la piega che ha preso la politica a stelle e strisce – non è nemmeno da escludere un loro nuovo confronto, stavolta elettorale.
Non sarebbe strano un posto alla Casa Bianca per un uomo che è stato già di tutto e di più, soprattutto per quel pubblico che è cresciuto con lui e con lui ha imparato a non mollare mai.
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