Bel tempo (e nebbie) fino a Natale?
Prosegue la stabilità con nebbie e scarsa qualità dell'aria. Molto sole in montagna.

Prosegue la stabilità con nebbie e scarsa qualità dell'aria. Molto sole in montagna.

Come anticipato nella nota precedente, si conferma un prolungato periodo di stabilità atmosferica, caratterizzato dall’assenza quasi totale di piogge e da un tempo prevalentemente soleggiato e sereno, sebbene in alcune zone della bassa pianura si registrino frequenti nebbie durante le ore più fredde e umide della giornata, in particolare nelle prime ore del mattino. Queste condizioni meteorologiche favorevoli sono determinate dal raffreddamento radiativo del suolo durante le notti limpide e dalla subsidenza, cioè la discesa dell’aria, indotta dalla presenza della struttura anticiclonica stabile nelle basse quote, che genera le inversioni termiche tipiche di questo periodo (vedi spiegazione dettagliata sotto).
Nulla di nuovo o significativo è previsto nei prossimi giorni, poiché questa figura di alta pressione persisterà in modo stabile e duraturo (fig. 1, media dal 12 al 17 dicembre delle anomalie di temperatura e del geopotenziale a 500 hPa), costituendo un vero e proprio blocco per le perturbazioni in arrivo da ovest. Fatta eccezione per una debole perturbazione attesa per martedì, che porterà solo modesti fenomeni di nuvolosità sparsa senza precipitazioni significative.

L’inversione termica, un fenomeno tipico delle condizioni di alta pressione atmosferica, genera uno strato di aria calda che si deposita sopra uno strato di aria più fredda presente a livello del suolo. Questa situazione favorisce la formazione di nebbie e foschie, rendendo l’atmosfera più densa e opaca. L’inversione termica agisce come una vera e propria copertura che impedisce agli inquinanti atmosferici di disperdersi verso l’alto, intrappolandoli vicino al suolo.
Di conseguenza, si osserva un aumento significativo delle concentrazioni di smog, particolato fine come PM10 e PM2.5, e gas nocivi, che restano sospesi in prossimità della superficie terrestre (fig. 2). Questa condizione provoca una marcata diminuzione della qualità dell’aria, soprattutto durante i mesi invernali, con effetti negativi molto rilevanti sulla salute umana, tra cui problemi respiratori e aggravamento di malattie croniche.

Generalmente si prevede un cielo soleggiato o poco nuvoloso, con la possibilità di formazioni nebbiose più frequenti e probabili durante le ore più fredde della giornata, in particolare nelle zone della bassa pianura. Queste nebbie potrebbero presentarsi anche in modo più esteso e coinvolgere alcune aree urbane, specialmente tra la sera di domenica e la giornata di lunedì. Tuttavia, con il passare delle ore più calde della giornata, la nebbia tenderà a dissolversi almeno in parte, lasciando spazio a condizioni più limpide.
Per quanto riguarda la montagna, il clima risulterà prevalentemente soleggiato e caratterizzato da temperature miti, che favoriranno un’ulteriore fusione del manto nevoso. Attualmente, le misurazioni effettuate dai nivometri ARPAV sul Monte Baldo e sul Monte Tomba indicano uno spessore residuo della neve rispettivamente di circa 9 e 11 centimetri.
Per quanto riguarda l’andamento termico previsto nei prossimi giorni, il raffreddamento radiativo del suolo avrà un impatto significativo soprattutto sulle temperature minime, che si attesteranno generalmente tra +2 e +3 °C nelle aree urbane; localmente, nelle zone rurali più aperte, si potranno osservare temperature prossime allo zero, accompagnate da fenomeni di brinate nelle ore più fredde della notte e al primo mattino.
Le temperature massime, che all’inizio del periodo saranno comprese tra 9 e 11 °C, tenderanno a diminuire progressivamente fino a raggiungere valori intorno a 7-8 °C verso la fine del periodo considerato, a causa di un minor soleggiamento provocato dalla presenza di nubi o dalla formazione di nebbie in sollevamento. In montagna, invece, il tempo sarà caratterizzato da un buon soleggiamento e temperature generalmente miti per la stagione.

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