Veronetta si prepara a celebrare un Natale senza confini. Giovedì 11 dicembre 2025, Piazza XVI Ottobre, a pochi passi da Porta Vescovo, si riempirà di melodie provenienti da ogni angolo del mondo con “Musica per esseri umani”: un concerto della band Stregoni.

Sul palco prenderà forma un progetto unico nel suo genere, in cui sonorità e culture si intrecciano con quelle degli ospiti dei centri per migranti. Dalle ore 19 alcuni musicisti del progetto – Giulio Deboni alla batteria, Marco Bernacchia alla chitarra, insieme a Rasman Jo, Godspower e DJ Skypa – daranno il via alla serata. Ma la forza degli Stregoni sta nella loro natura mutevole.

Il gruppo non ha infatti una formazione fissa, perché ogni città genera una nuova combinazione di voci, strumenti e storie. Tutti sono quindi i benvenuti sul palco. Anche a Verona, dove la jam session sarà aperta a musicisti, rapper, cantanti, performer. Basta solo coordinarsi sul piano tecnico. L’obiettivo è poi semplice: abbattere i confini. Almeno sul palco. Almeno per una sera.

La band accompagnerà così il pubblico in un viaggio che attraversa radici diverse, fondendole in un unico flusso. Il risultato finale? Impossibile prevederlo. Il sound nasce dalle persone coinvolte: può colorarsi di note rap con ragazzi dell’Africa centro-occidentale, oppure tingersi di reggae con musicisti del Senegal. In questa libertà, però, una regola c’è: unire le persone oltre le mura sociali.

“Buone Nuove” anima il Natale a Veronetta

“Musica per esseri umani” rientra nella manifestazione “Natale per Verona”, organizzata dal Comune per animare piazze e quartieri nel periodo delle feste. L’evento nasce dalla sinergia tra istituzioni e imprese, tra cui il progetto “Buone Nuove” – finanziato da Fondazione Cariverona – che ha organizzato la jam session con Bridge Film Festival.

Oltre il periodo natalizio, “Buone Nuove” ha inoltre l’obiettivo di trasformare l’edicola di Piazza Santa Toscana nel centro di Veronetta: un luogo di incontro capace di valorizzare il quartiere, rafforzare la partecipazione dei residenti e superare certi stereotipi. Gli Stregoni incarnano quindi alla perfezione questa visione.

Il giorno successivo alla Giornata dei diritti umani, il concerto porta così la magia delle feste nel cuore di Veronetta: un momento collettivo per ricordare, insieme, i veri valori dell’umanità.

Stregoni: una musica senza confini

Gli Stregoni nascono nel 2015 dall’incontro tra il gospel-punk-beatboxer Johnny Mox e il chitarrista Marco Bernacchia, conosciuto anche come Above the Tree. Non si tratta però di una band tradizionale, ma di un laboratorio permanente.

Da Lampedusa a Parigi, da Amburgo a Malmö, infatti, i due musicisti visitano i centri di accoglienza di tutta Europa per costruire ogni volta un gruppo nuovo. Vice li ha definiti «la band più numerosa del mondo».

Il metodo alla base è semplice: arrivano con un furgone pieno di strumenti, chiedono a un ospite di condividere una canzone, ne mettono in loop la base ritmica e invitano tutti a suonare, cantare o ballare. Così, negli ultimi dieci anni, hanno coinvolto quasi cinquemila persone provenienti da tutto il mondo.

Dopo un decennio, oggi il progetto è inoltre entrato in una nuova fase: l’obiettivo è lasciare ai ragazzi la possibilità di portare avanti gli Stregoni in autonomia, creando una rete diffusa in tutta Europa. E proprio a Verona è presente uno dei primi esperimenti.

Stregoni in concerto a Veronetta per "Natale per Verona"

L’accoglienza e la metafora dell’errore musicale

Uno degli elementi più significativi del progetto è la messa in scena dell’errore: incomprensioni, difficoltà linguistiche, momenti di divergenza diventano parte integrante della performance. Sul palco, lo sbaglio non è quindi un ostacolo, ma una metafora dell’integrazione, fatta di tentativi, aggiustamenti e ascolto reciproco. L’accoglienza, d’altronde, è proprio questo: «fatica, impegno e costante ridefinizione del sé», come scrive Johnny Mox

Il palco riflette quindi la vita: non è solo un luogo di energia, riscatto e possibilità, ma anche teatro di conflitto. La musica riesce poi dove le parole a volte falliscono: mostrando al pubblico la complessità del processo, si genera infatti empatia.

E così, al culmine del concerto, quando la musica si armonizza, tutti sentono sulla propria pelle l’euforia di un racconto di vita: una storia dove la convivenza è possibile, se vissuta come un percorso di costruzione collettiva. Nel quartiere più multiculturale di Verona, nei giorni dedicati ai diritti dell’uomo, il concerto “Musica per esseri umani” diventa alla fine un messaggio di speranza, incontro e comunità. 

Un regalo prezioso da condividere sulle tavole di Natale.

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